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    Ehoud Olmert annuncia la creazione di una commissione d'inchiesta sui "fallimenti" israeliani in Libano.

    Olmert riconosce il fallimento della guerra condotta da Israele in Libano, ma annuncia: "la guerra non è completamente finita [...] Dobbiamo prepararci alla
    minaccia rappresentata dall'Iran, che è un nemico pieno d'odio nei
    confronti d'Israele."
    4 settembre 2006 - AFP, Reuters e AP
    Fonte: www.lemonde.fr - 28 agosto 2006

    Riconoscendo per la prima volta i "fallimenti" d'Israele nella guerra in
    Libano, Ehoud Olmert ha annunciato, lunedì 28 agosto, la creazione di
    una commissione d'inchiesta pubblica, piuttosto che una commissione di
    Stato indipendente i cui poteri sarebbero stati più grandi, riguardo gli
    errori della guerra in Libano.
    "Una commissione di Stato non è ciò di cui abbiamo bisogno poiché la
    direzione politica e militare sarebbero paralizzate per molto tempo" se
    dovesse renderle conto, ed il governo israeliano non può permettersi
    tale "lusso", ha stimato il primo ministro israeliano nel corso di una
    conferenza di sindaci ad Haifa, nel nord di Israele: "Ciò di cui abbiamo
    bisogno è un'inchiesta professionale ed efficace che ci permetta di
    svelare rapidamente il cuore del problema".
    Questa dichiarazione dovrebbe suscitare forti critiche. Numerosi
    israeliani reclamano un'inchiesta esaustiva ed indipendente sul livello
    di preparazione dell'esercito, la gestione delle operazioni da parte del
    governo e l'incapacità di venire a capo di Hezbollah.
    Olmert ha intrattenuto in questi ultimi giorni intense consultazioni
    riguardo la natura giuridica di una commissione d'inchiesta. Qualcuno
    avrebbe preferito una commissione di Stato i cui membri sono nominati
    dal presidente della Corte Suprema, il che avrebbe garantito la sua
    indipendenza. Abilitata a convocare testimoni ed ordinare perquisizioni,
    avrebbe potuto operare come un tribunale e le sue raccomandazioni
    sarebbero state di fatto vincolanti. D'altra parte i lavori di una tale
    commissione si sarebbero prolungati per lunghi mesi, addirittura col
    rischio di destabilizzare la classe politica e militare.

    "SONO L'UNICO RESPONSABILE"
    La commissione sarà "presieduta da Yaakov Admoni [un ex-capo del Mossad,
    i servizi segreti israeliani], comprenderà inoltre un generale di
    riserva e due professori universitari e sarà incaricata di esaminare la
    condotta del governo durante la guerra ed ogni altro aspetto che
    giudicherà necessario". Olmert ha anche annunciato che il controllore
    dello Stato, che presiede la Commissione, dovrà esaminare il
    comportamento della protezione civile durante il conflitto. Ha precisato
    inoltre che l'esercito dovrebbe comunque procedere ad una propria
    inchiesta sullo svolgimento della guerra. Ma ha ricordato che non voleva
    mettere l'esercito, già bersaglio di numerose critiche, in una posizione
    di "autoflagellazione".
    Nella stessa occasione il capo dello stato ha scartato la prospettiva di
    rimaneggiamenti importanti in seno al governo o tra le fila
    dell'esercito. "Tengo a chiarire una cosa: sono l'unico responsabile
    della decisione di entrare in guerra [...] So che ci sono delle
    controversie sul grado di riuscita [dell'offensiva], dovute forse alle
    attese iniziali", è stata la sua dichiarazione. Inizialmente le autorità
    israeliane avevano parlato di una campagna di alcuni giorni quando
    invece è durata più di un mese.
    Malgrado le pesanti conseguenze l'offensiva in Libano è stata, secondo
    Olmert, "inevitabile". "Non eravamo preparati come avremmo dovuto
    essere. Non abbiamo ancora ottenuto i risultati aspettati. Ci sono state
    delle pecche, addirittura dei fallimenti. Anche se il bilancio generale
    è positivo non dobbiamo mascherare questi errori.", ha dichiarato.
    Olmert ha sottolineato che "la guerra non è completamente finita e che
    le minacce possono riprendere". In particolare riguardo l'Iran, che
    sostiene Hezbollah, Olmert ha aggiunto: "Dobbiamo prepararci alla
    minaccia rappresentata dall'Iran, che è un nemico pieno d'odio nei
    confronti d'Israele."

    Note:

    Il testo originale in francese si trova al seguente link:
    http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-734511,36-807195,0.html?xtor=RSS-3208

    Tradotto da Stefano Mazzucco per www.peacelink.it
    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte, l'autore e il traduttore.

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