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    Un altro giorno fatale nella 'guerra al terrore'

    Patrick Cockburn, il pluripremiato giornalista ed autore, si è occupato a lungo di Iran, Afghanistan e Giordania: Qui ci spiega come la 'guerra al terrore' ha fomentato il risentimento verso l'occidente e generato nuovi livelli di morte e distruzione.
    12 settembre 2006 - Patrick Cockburn
    Fonte: The Independent - 05 settembre 2006

    Ieri è stato un altro giorno nero nella 'guerra al terrore'. In tutto il Medio Oriente, ondate su ondate di violenza hanno attraversato la regione, testimoniando la nuova, sanguinosa realtà di cinque anni dopo l'11 settembre.
    L'obiettivo di alcune delle violenze di ieri, le vittime di attacchi in Iraq, in Afghanistan e in Giordania, erano britannici. Militari o civili che siano, i cittadini inglesi sono sempe più a rischio in tutta la zona in quanto la Gran Bretagna è vista come il più stretto alleato politico e militare degli USA.
    Ieri mattina, un gruppo di turisti stava ammirando i resti dell'anfitatro romano nel cuore di Amman, la capitale giordana, quando un solitario uomo armato li ha avvicinati, urlando 'Allah Akbar' - 'Dio è grande' – e aprendo il fuoco. Un inglese è rimasto ucciso e sei altre persone, tra cui altri due inglesi, sono state ferite. Un uomo giordano è stato arrestato per la sparatoria. Centinaia di miglia aò dilà del deserto pietroso che divide la Giordania dall'Iraq, un'unità militare britannica è stata attaccata ad Ad Diyar, al nord di Basra. Una bomba a lato della strada ha sventrato il loro veicolo, uccidendo due soldati e ferendone un terzo. Il che porta il totale delle vittime inglesi in Iraq a 117. Ancora più a est, a Kabul, Afghanistan, un attentatore suicida su di un auto si è fatto esplodere di fianco ad un convoglio britannico, uccidendo un soldato e ferendone altri tre, Anche quattro afghani sono stati uccisi.
    Forse sarà egocentrico scrivere solo dei morti britannici. Sono solo una piccola percentuale delle vittime delle molte crisi che si incrociano aggravandosi a vicenda nel Medio Oriente.
    Abdul Rahman Imran, un palestinese che ho incontrato ieri a Nablus, nel West bank, parlava con rabbia della sofferenza che colpisce il suo popoo mentre il mondo se ne disinteressa. Tra luglio e agosto, 251 palestinesi sono stati uccisi dall'esercito isrealiano. Metà di essi erano civili, comprese donne, bambini e anziani, dice il quotidiano israeliano Haartez.
    Potrebbe presto diventare raro che un giorno passi senza che un inglese, soldato o turista, resti ucciso da qualche parte nel Medio Oriente. E' pericoloso essre uno straniero in qualsiasi parte dell'Iraq, ma l'anno scorso ho notato cbhe il mio traduttore iracheno precisava a tutti quelli che incontravo che ero irlandese e non britannico. Sosteneva che l'Independent era un famoso giornale scandinavo. Mr Imran è sili uno dei tanti nella ragione la cui antipatia per i governi inglese e americano cresce giorno per giorno. 'Voglio uccidere Bush e Blair per quello che ci hanno fatto' ha detto 'Sono contro l'Islam, che sia Palestina, Iraq o Afghanistan'.
    A Tony Blair, dopo la sua visita in Israele lo scorso weekend, il problema è ben noto. In un discorso a Los Angeles il mese passato si è prodotto in una presentazione terribilmente iper-semplificata della situazione mediorientale, sostenendo che ' la lotta degli Iracheni e degli Afghani per la democrazia è la nostra lotta. Stessi valori. Stesso nemico'. Ha dichiarato che 'dobbiamo dare potere all'Islam moderato e mainstream per combattere quello reazionario'. I governi di Gran Bretagna e USA apparentemente in futuro decideranno semplicemente chi appartiene a quest'ultima categoria dell'Islam e dichiareranno loro guerra.
    Ma i britannici uccisi ieri negli attacchi in Medio Oriente sono morti per mano di persone molto diverse. L'attentatore suicida di kabul era quasi sicuramente mandato in missione dai Talebani, che sono musulmani sunniti fondamentalisti. I Talebani potrebbero non riconoscere nemmeno come musulmani gli uomini, quasi sicuramente sciiti del sud Iraq, che hanno piazzato la bomba sulla strda a nord di Basra uccidendo due soldati inglesi.
    Dal 2001 ho passato la maggior parte del tempo in Afghanistan ed Iraq. La ragione della crescita dell'Islamismo radicale è l'occupazione straniera. L'Iraq aveva una tradizione di secolarità. I fanatici islamici avevno vita difficile sotto Saddam Hussein, non solo perché erano vittima di persecuzione ma anche perché godevano di scarso supporto popolare.
    Ma la comunità sunnita con i suoi cinque milioni di membri ha supportato quasi totalmente la resistenza armata all'occupazione USA. I gruppi di fanatici islamici per la prima volta operavano in un ambiente amichevole.
    In un momento dell'anno passato i molti gruppi insurrezionisti sunniti discussereo dell'opportunità di creare una piattaforma comune. Alla fien decisero che le loro differenze erano troppo profonde perché l'unità sulla maggior parte delle questioni fosse possibile, ma erano tutti d'accordo sull'opposizione all'occupazione e decisero che era abbastanza per tenerli uniti.
    Uno degli aspetti più straordinari dell'analisi fatta da Tony Blair dell'Islam militante è la sua cecità rispetto al grado in cui l'invasione e l'occupazione straniere hanno radicalizzato la situazione nella regione e legittimato le posizioni più estremiste. Per esempio quetso weekend un gruppo di studenti palestinesi a Gerusalemme discutevano sull'impatto della guerra in Libano sulle sorti della Palestina. Il punto che li interessava di più era il motivo per cui Hezbollah era capace di sopportare gli attacchi israeliani, a differenza di movimenti nazionalisti laici come Al Fatah, guidato per così tanti anni da Arafat.
    In tutto il Medio Oriente regimi laici e nazionalisti sono discreditati dalle guerre in Afghanistan, iraq e Libano. La maggior parte dei governi della regione sono macchine patronali corrotte con servizi di sicurezza brutali. Sono vicini agli USA ma hanno poca inlfuenza su di loro. Tutti stanno diventando instabili in un modo senza precedenti dagli anni sessanta.
    L'attacco di un uomo armato isolato in Giordania porta un altro pericoloso messaggio. Alla fine del 2001 potevo passeggiare per le strade di Kabul e Kandahar senza paura di essere attacato. Attraversavo le due città in taxi. Lo stesso valeva per Baghdad sotto il regime di Saddami Hussein e nei primi mesi di occupazione. Nel 2003 ho guidato da Basra, nel sud Iraq, a Mosul nell'estremo nord senza incidenti.
    Se provassi a ripetere uno di questi viaggi in Iraq o Afghanistan oggi sarei certamente ucciso. Il resto del Medio Oriente sta diventando giorno per giorno più pericoloso.
    La vera ragione dell'aumento dell'aumento della violenza nella regione è il ritorno al controllo imperialista e all'occupazione straniera cinquant'anni dopo la caduta degli imperi coloniali europei. E' il carburante della militanza islamica. E' il motivo per cui gruppi islamici fanatici ma isolati possono acquisire imporvvisamente ampio supporto. I governi alleati di USA e Gran Bretagna sono delegittimizzati. I tentativi di America e Inghilterra di stroncare la militanza islamica in Medio Oriente la faranno sicuramente diventare più forte.

    Note:

    Link al testo in inglese:
    http://www.informationclearinghouse.info/article14849.htm

    Tradotto da Chiara Rancati per www.peacelink.it
    Il testo è liberamente utilizzabile, per fini non commerciali, citando la fonte, l'autore e il traduttore.

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