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    Il braccio destro di Lumumba deciderà lo scontro elettorale

    15 settembre 2006 - Stefano Liberti
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Frenetiche e sotterrannee, le trattative per attrarre i voti di coloro che al primo turno non hanno scelto né il capo dello stato Kabila né il «chairman» Bemba sono già cominciate. Se i voti di François-Joseph Nzanga Mobutu, figlio dell'ex dittatore, che ha ottenuto il 4,7 per cento dei suffragi, andranno quasi certamente al leader dell'Mlc (al quale è legato da un vincolo di parentela), così come quelli di Oskar Kashala, il cardiologo made in Usa che ha abbandonato le sale operatorie per gettarsi a corpo morto nell'agone della politica, meno chiaro è dove andranno a finire i consensi raccolti dall'oppositore storico Antoine Gizenga.
    Con il suo 13 per cento, questo veterano della politica congolese, già braccio destro del primo ministro dell'indipendenza Patrice Lumumba - fatto uccidere nel 1965 dagli ex colonizzatori belgi - può costituire un vero e proprio ago della bilancia nel rush finale del 29 ottobre. Tutto sembra indicare che l'ottantunenne Gizenga, che ha conosciuto l'esilio durante il regno di Mobutu e il disprezzo all'epoca della presidenza tanto di Laurent-Désiré Kabila che di suo figlio, sarà il «kingmaker», l'arbitro imprescindibile del secondo turno. «Chi si aggiudica i voti di Gizenga, vincerà», afferma sicuro Rigobert Minani Bihuzo, un analista che dirige un centro di ricerca politica a Kinshasa.
    Gran parte della stampa congolese indica già il leader del Partito lumumbista unificato (Palu) come futuro primo ministro, in virtù di un possibile accordo di spartizione del potere con il giovane Kabila. E i risultati delle elezioni legislative, che vedono il campo presidenziale in netto vantaggio ma non in grado di avere la maggioranza assoluta all'Assemblea nazionale, sembrano anch'essi indicare questa via maestra: se l'Amp (l'Alleanza della maggioranza presidenziale) dovesse stringere un accordo con il Palu, la coalizione otterrebbe un numero di seggi che le consentirebbe di governare in modo agevole e di arginare Bemba e i suoi alleati.
    «Questa è l'ultima occasione per il vecchio leader di influire sulla politica di questo paese», continua Minani Bihuzo, «deve solo convicere la sua base, che non ama Kabila». Ma questo compito probabilmente non gli riuscirà difficile: pragmatico e adorato dai suoi sostenitori, il patriarca Gizenga ha il carisma e la forza sufficienti per fare appello alla sua gente. Il suo motto, fin dall'inizio della campagna, è stato: «C'è un tempo per soffrire, uno per piangere, ma soprattutto uno per sollevarsi e riprendere il cammino». Ora il leader del Palu ha un'occasione storica per calare i propri assi e, per l'appunto, riprendere un cammino interrotto bruscamente più di 40 anni fa. E così, per una sorta di beffarda ironia della storia, lo spirito di Patrice Lumumba - seppellito dalla cleptocrazia mobutista e dalla oscura pagina delle due guerre che hanno insanguinato il paese dal 1996 al 2003 - tornerà ad avere un qualche peso nella politica congolese.

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