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    Dov'era Osama l'11 settembre 2001?

    “Andare a caccia di bin Laden” e’ servito, negli ultimi 5 anni, per sostenere la leggenda del “terrorista piu’ ricercato al mondo”, che “perseguita gli americani e altri milioni di persone in tutto il mondo”.
    10 ottobre 2006 - Michel Chossudovsky (Michel Chossudovsky e’ l’autore di “War on Terrorism”, Global Resarch, 2005. E’’ professore di economia all’Universita’ di Ottawa e Direttore del Centro di Ricerca sulla Globalizzazione.)
    Fonte: Globalresearch.ca - 09 settembre 2006

    Donald Rumsfeld ha affermato ripetutamente che non si sapeva dove si trovasse Osama bin Laden: “E’ come cercare un ago in un pagliaio”.
    Nel novembre 2001 dei bombardieri US B-52 bombardarono a tappeto una rete di caverne nelle montagne di Tora Bora, nell’Afghanistan orientale, dove si supponeva si nascondessero Osama bin Laden e i suoi seguaci. Queste caverne venivano descritte come “l’ultima roccaforte di Osama”.
    Gli analisti dell’intelligence della CIA conclusero in seguito che Osama era scappato dalla sua caverna nelle montagne di Tora Bora nella prima settimana di dicembre 2001. E nel gennaio 2002 il Pentagono lanciò una ricerca a livello mondiale per rintracciare Osama e i suoi massimi luogotenenti oltre i confini con l’Afghanistan. Questa operazione, che il Segretario di Stato Colin Powell defini’ una “caccia scottante”, fu condotta col supporto della “comunita’ internazionale” e degli alleati europei dell’America. A questo proposito le autorita’ dell’intelligence statunitense confermarono che “mentre al Qaeda e’ stata significativamente frammentata… l’uomo piu’ ricercato, bin Laden stesso, rimane un passo avanti agli Stati Uniti, col nucleo della sua rete terroristica mondiale in ordine” (Global News Wire, Asia Africa Intelligence Wire, InfoProd, 20 gennaio 2002).
    Negli ultimi cinque anni l’apparato militare e dei servizi segreti statunitensi (con costi considerevoli per noi contribuenti statunitensi) ha “cercato Osama”.
    Venne costituita una unita’ della CIA con un budget di svariati milioni di dollari con il mandato di trovare Osama. Questa unita’ fu apparentemente smantellata nel 2005. “Gli esperti dei servizi segreti concordano ”che si nasconda in un’area remota del Pakistan”, ma “non riusciamo a trovarlo”.
    “La maggior parte degli analisti dei servizi segreti sono convinti che Osama bin Laden si trovi da qualche parte sul confine tra Pakistan e Afghanistan. Recentemente si e’ detto che probabilmente e’ nelle vicinanze della cima dell’Hindu Kush Tirich Mir, alta 7700 metri, nell’area tribale di Chitral nel Pakistan nord-occidentale”. (Hobart Mercury, Australia, 9 settembre 2006).
    Il presidente Bush ha ripetutamente promesso che l’avrebbe “stanato” dalla sua caverna, l’avrebbe catturato vivo o morto, se necessario con assalti via terra o attacchi missilistici. Secondo una recente affermazione del presidente Bush, Osama si nasconderebbe in una remota area del Pakistan che “e’ estremamente montuosa ed inaccessibile,…. con montagne alte da 2.700 a 4.500 metri”. Non riusciamo a prenderlo perche’, secondo il presidente, mancano le infrastrutture per le comunicazioni che ci permetterebbero effettivamente di andarlo a prendere (citazione dal Balochistan Times, 23.04.2006).
    La ricerca di Osama e’ diventata un processo altamente ritualizzato che nutre la catena dell’informazione su base quotidiana. Non e’ solo parte della campagna di disinformazione dei media, ma fornisce anche una giustificazione per l’arresto arbitrario, la detenzione e la tortura di numerosi “sospetti”, “combattenti nemici” e “complici”, che si presume potrebbero sapere dove si trova Osama. E quest’informazione e’ ovviamente “vitale” per “la sicurezza degli Americani”.
    La ricerca di Osama serve obiettivi tanto politici quanto militari. I Democratici e i Repubblicani fanno a gara nel loro proposito di estirpare il “terrorismo islamico”.
    “La strada verso l’11 settembre”, una serie di 5 ore della ABC sulla “ricerca di Osama” che debuttera’ il 10 e 11 settembre per ricordare il quinto anniversario degli attacchi, accusa casualmente Bill Clinton di “essere stato troppo occupato con lo scandalo di Monica Lewinsky per combattere il terrrorismo”. Il messaggio del filmato e’ che i democratici trascurarono la “guerra al terrorismo”.
    Il fatto e’ che ogni singola amministrazione fin dai tempi di Jimmy Carter ha sostenuto e finanziato la rete del “terrorismo islamico” creata dall’amministrazione Carter fin dall’inizio della guerra tra Unione Sovietica e Afghanistan (cfr. “Who is Osama bin Laden?” di Michel Chossudovsky, 12 settembre 2001).

    DOV’ERA OSAMA L’11 SETTEMBRE?
    Ci sono prove secondo cui l’amministrazione Bush saprebbe dove si trova Osama.
    Il 10 settembre 2001 il “nemico numero uno” si trovava in un ospedale militare pakistano a Rawalpindi, per gentile concessione dell’indefettibile alleato dell’America, il Pakistan, come confermato dal rapporto di Dan Rather della CBS News (v. il nostro articolo dell’ottobre 2003 su questo argomento).
    Avrebbe potuto essere arrestato in breve tempo, il che ci avrebbe “risparmiato un sacco di guai”, ma allora non avremmo avuto la leggenda di Osama, che ha nutrito la catena dell’informazione tanto quanto i discorsi di George W. nel corso degli ultimi cinque anni.
    Secondo Dan Rather, della CBS, bin Laden fu ricoverato a Rawalpindi un giorno prima degli attacchi dell’11 settembre, il 10 settembre 2001.

    “Pakistan. I servizi segreti militari pakistani (ISI) hanno riferito alla CBS che bin Laden era stato sottoposto a dialisi a Rawalpindi, nel quartier generale dell’esercito pakistano.
    DAN RATHER, CONDUTTORE DELLA CBS: mentre gli Stati Uniti e i loro alleati nella guerra al terrorismo spingono sulla caccia a Osama bin Laden, la CBS News stasera ha delle informazioni esclusive su dove si trovava Osama bin Laden e su cosa stava facendo nelle ultime ore prima che i suoi seguaci attaccassero gli Stati Uniti l’11 settembre. Questo e’ il risultato del duro lavoro investigativo di un team di giornalisti della CBS News, e di uno dei migliori corrispondenti esteri nel campo, Barry Petersen della CBS. Ecco il suo articolo:
    (INIZIO DEL NASTRO) BARRY PETERSEN, CORRISPONDENTE DELLA CBS (voce fuori campo):
    Tutti ricordiamo cosa accadde l’11 settembre. Questa e’ la storia di cosa avrebbe potuto succedere la notte precedente. E’ un racconto contorto quanto la caccia a Osama bin Laden. Alla CBS News e’ stato riferito che la notte precedente l’attentato terroristico dell’11 settembre Osama bin Laden era in Pakistan. Stava ricevendo delle cure mediche con il supporto di quegli stessi militari che alcuni giorni dopo si impegnarono per sostenere la guerra statunitense al terrore in Afghanistan.
    Fonti dei servizi segreti pakistani hanno riferito alla CBS News che bin Laden fu introdotto di nascosto nell’ospedale militare di Rawalpindi per essere sottoposto a dialisi renale. Quella notte, dice un’operatrice sanitaria che vuole che la sua identita’ rimanga nascosta, tutto lo staff regolare del reparto di urologia fu spostato e fu inviato un team segreto per rimpiazzarlo. Dice che si trattava di un trattamento per una persona molto speciale. Il personale specializzato ovviamente non era all’altezza.
    “I militari lo circondarono”, dice un altro impiegato dell’ospedale che pure vuole che la sua identita’ venga tenuta nascosta, “e vidi che il misterioso paziente veniva aiutato a uscire da un’automobile. Da allora”, dice, “ho visto molte foto di quell’uomo. E’ l’uomo che conosciamo come Osama bin Laden. Sentii anche due ufficiali dell’esercito parlare tra loro. Dicevano che Osama bin Laden andava sorvegliato attentamente e che dovevano badare a lui”. Chi conosce bin Laden dice che soffre di numerosi disturbi, problemi alla schiena e allo stomaco. Ahmed Rashid, che ha scritto ampiamente sui talebani, dice che l’esercito lo ha aiutato spesso prima dell’11 settembre.
    PETERSEN (in video): “I dottori dell’ospedale hanno riferito alla CBS News che quella notte non accadde nulla di speciale, ma hanno respinto la nostra richiesta di vedere i registri. Stasera gli ufficiali del governo hanno negato che bin Laden abbia ricevuto qualsiasi trattamento medico quella notte.
    (Voce fuori campo). Ma e’ stato il presidente del Pakistan Musharraf a dichiarare pubblicamente ciò che molti sospettavano, che bin Laden soffre di una malattia renale, dicendo di pensare che bin Laden sia prossimo alla morte. Ne e’ prova il recente video che mostra un bin Laden pallido e smunto, con la mano sinistra che non si muove. Gli ufficiali dell’amministrazione Bush ammettono di non sapere se bin Laden sia malato o addirittura morto.
    DONALD RUMSFELD, SEGRETARIO ALLA DIFESA: per quanto riguarda il problema della salute di bin Laden, io non ho… non ne so nulla.
    PETERSEN: gli Stati Uniti non hanno modo di sapere chi nei servizi segreti o nell’esercito pakistano abbia sostenuto i talebani o Osama bin Laden forse fino alla notte precedente l’11 settembre organizzando la dialisi per mantenerlo in vita. Allo stesso modo gli Stati Uniti non possono sapere se quelle stesse persone potrebbero aiutarlo di nuovo, magari a raggiungere la liberta’.”
    Barry Petersen, CBS News, Islamabad.
    (FINE DEL VIDEO). FINE.

    Andrebbe notato che l’ospedale e’ sotto la diretta giurisdizione delle Forze Armate Pakistane, che sono strettamente collegate con il Pentagono. I consiglieri militari statunitensi con base a Rawalpindi lavorano a stretto contatto con le Forze Armate Pakistane. Di nuovo, non e’ stato fatto nessun tentativo per arrestare il piu’ noto fuggiasco, ma forse bin Laden stava servendo uno “scopo migliore”. All’epoca Rumsfeld dichiaro’ di non avere nessuna notizia circa la salute di Osama (CBS News, 28 gennaio 2002).
    Il resoconto della CBS e’ un’informazione cruciale per comprendere l’11 settembre.
    Confuta l’affermazione dell’amministrazione secondo cui non si conoscerebbe il nascondiglio di bin Laden. Indica una connessione col Pakistan, suggerisce una copertura ai massimi livelli dell’amministrazione Bush.
    Dan Rather e Barry Petersen non riescono a cogliere le implicazioni del loro servizio del gennaio 2002. Suggeriscono che gli Stati Uniti furono deliberatamente fuorviati dagli ufficiali dei servizi segreti pakistani. Non si pongono la domanda:
    “Perche’ l’amministrazione statunitense afferma di non poter trovare Osama?”
    Se devono attenersi al loro resoconto, la conclusione e’ ovvia. L’amministrazione mente. Il nascondiglio di Osama era conosciuto.
    Se il resoconto della CBS e’ accurato e Osama venne effettivamente ricoverato nell’ospedale militare pakistano il 10 settembre, per gentile concessione dell’alleato dell’America, o si trovava in ospedale a Rawalpindi l’11 settembre, quando si verificarono gli attacchi, o era stato dimesso nelle ultime ore prima degli attacchi.
    In altre parole, la mattina del 12 settembre, mentre il Segretario di Stato Colin Powell iniziava i negoziati col Pakistan allo scopo di arrestare ed estradare bin Laden, gli ufficiali statunitensi sapevano dove si trovava Osama. Questi negoziati, condotti dal generale Mahmoud Ahmad, capo dei servizi segreti militari pakistani per conto del governo del Presidente Pervez Musharraf, si svolsero il 12 e il 13 settembre nell’ufficio del Vicesegretario di Stato Richard Armitage.
    Osama avrebbe potuto essere arrestato in poco tempo il 10 settembre 2001. Ma in quel modo non avremmo avuto il privilegio di 5 anni di storie su bin Laden raccontate dai media. L’amministrazione Bush ha un disperato bisogno della finzione di un “nemico esterno dell’America”.
    L’Al Qaeda di Osama bin Laden, conosciuta e documentata, e’ la costruzione dell’apparato dell’intelligence statunitense. La funzione essenziale di Osama e’ quella di dare un volto alla “lotta al terrorismo”. L’immagine dev’essere vivida.
    Secondo la Casa Bianca, la “maggiore minaccia per noi e’ quest’ideologia di estremismo violento, il cui massimo sostenitore pubblico e’ Osama bin Laden. Bin Laden rimane l’obiettivo numero uno, in termini di nostri sforzi, ma non e’ il solo obiettivo.” (recente affermazione dell’Assistente alla Sicurezza Interna della Casa Bianca, Frances Townsen, 5 settembre 2006).
    La dottrina della sicurezza nazionale si basa sulla finzione di terroristi islamici guidati da Osama bin Laden, ritratti come la “minaccia al mondo civilizzato”. Usando le parole del Presidente Bush, “bin Laden e i suoi alleati terroristi hanno reso le loro intenzioni chiare quanto Lenin e Hitler prima di loro. Il punto e’: li ascolteremo? Porremo attenzione a ciò che dicono questi uomini malvagi? Stiamo attaccando. Non ci fermeremo. Non indietreggeremo. E non smetteremo di lottare fino a quando questa minaccia per la civilta’ non sara’ stata eliminata.” (citato dalla CNN, 05.09.2006).
    La “caccia scottante” ad Osama nelle accidentate aree montane del Pakistan deve continuare, perche’ senza Osama, al quale si fa riferimento fino alla nausea nei notiziari e nelle dichiarazioni ufficiali, la fragile legittimita’ dell’amministrazione Bush collasserebbe come un castello di carte.
    Inoltre, la ricerca di Osama protegge i reali architetti degli attacchi dell’11 settembre. Mentre non ci sono prove che Al Qaeda fosse dietro gli attacchi dell’11 settembre, come rivelato da numerosi studi e documenti, ci sono sempre maggiori prove della complicita’ e della copertura fornite dai massimi livelli dello Stato, dall’apparato militare e dai servizi segreti.
    Il continuo arresto di presunti complici e sospetti dell’11 settembre non ha nulla a che fare con la “sicurezza nazionale”. Crea l’illusione che dietro ai complotti terroristici ci siano arabi e musulmani, accantonando la conduzione di una vera indagine criminale sugli attacchi dell’11 settembre. E ciò con cui abbiamo a che fare e’ la criminalizzazione dei piu’ alti gradi dello Stato.

    Note:

    Traduzione di Martina Perazza per Peacelink
    Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte, l'autore e il traduttore.

    Link al testo originale in inglese:
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=CHO20060909&articleId=3194

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