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Segnali di Guerra

18 ottobre 2006 - Dave Lindorff
Fonte: www.thenation.com
www.lernesto.it - 05 ottobre 2006

Mentre hanno cominciato a circolare documenti su un acceso dibattito alla Casa Bianca circa una possibile azione militare USA contro l’Iran e le sue strutture per l’arricchimento nucleare, “The Nation” è venuta a conoscenza del fatto che l’Amministrazione Bush ed il Pentagono hanno iniziato lo spiegamento di un grosso "gruppo di attacco" (“strike group”) di navi che include la portaerei nucleare Eisenhower e la scorta di incrociatori, distruttori, fregate, sottomarini e navi di supporto perché si attestassero nel golfo persico, appena fuori la costa occidentale dell’Iran.
Questa informazione segue la notizia riportata nel corrente numero della rivista Time reperibile sia on line che stampato, secondo il quale un gruppo di navi atto a minare porti ha ricevuto l’ordine di essere pronto a navigare verso il golfo persico per il 1° Ottobre.

Come scrive il Time nell’articolo di copertina (intitolato “A cosa somiglierà la guerra?”) l’evidenza del prossimo impiego di minesweepers e la richiesta del responsabile dell’operazione navale di rielaborare i vecchi piani per minare i porti dell’Iran suggerisce che il progetto molto discusso – ma finora largamente teorico – sta diventando realtà: gli Stati Uniti stanno preparando la guerra con l’Iran.
Secondo il luogotenente Mike Kafka, un portavoce del quartier generale della Seconda Flotta, con base in Norfolk, Virginia, il Gruppo di Battaglia Eisenhower, equipaggiato con missili Tomahawk cruise, ha ricevuto ordini di partire dagli Stati Uniti in poco più di una settimana. Altre fonti ufficiali dell’ufficio degli affari pubblici del Dipartimento della Marina al pentagono confermano che questa potente armata dovrebbe arrivare alla costa dell’Iran il 21 Ottobre o intorno a questa data.
La Eisenhower è stata nel porto nella Base Navale di Norfolk per diversi anni per manutenzione e per rialimentare il suo reattore nucleare; la sua partenza per una nuova assegnazione non era ancora stata stabilita fino ad un mese fa, e probabilmente non doveva aver luogo fino alla prossima primavera. Prima degli ordini le famiglie si sono mosse nell’area e fino ad allora si aspettavano di restare con mogli e genitori in Virginia ancora per qualche tempo. Le prime parole sulla prematura partenza del “Ike Strike group” per il golfo persico sono venute da alcuni ufficiali delle navi coinvolte che, risentiti, si sono rivolti a critici contrari alla guerra, come il colonnello in pensione della Air Force Sam Gardiner e si sono lamentati che loro venivano mandati ad attaccare l’Iran senza nessun ordine dal Congresso.

“Questo è molto serio” ha detto Ray McGovern, ex analista della CIA sulla verifica di pericoli, il quale ha raccolto le prime parole delle proteste degli ufficiali di Marina sugli ordini di improvvisa partenza.
(McGovern,un veterano della CIA con 27 anni di servizio, si dimise nel 2002 per protesta contro quello che lui chiamò le pressioni dell'Amministrazione Bush per esagerare il pericolo rappresentato dall'Iraq. Lui ed altri agenti dissidenti dell'intelligence formarono un gruppo chiamato Veteran Intelligence Professionals for Sanity (cioè Professionisti Veterani dello Spionaggio per la Ragionevolezza).
Il Colonnello Gardiner che ha studiato strategia militare al National War College dice che lo schieramento della portaerei e il previsto arrivo nel golfo persico in data 21 Ottobre è "una evidenza molto importante" di piani di guerra. Lui dice "Io so che alcune forze navali hanno già ricevuto l'ordine di prepararsi per lo schieramento [PTDOs "Prepare to Deploy Orders], il quale stabilisce che la data per essere pronti è a partire dai primi di Ottobre. Dato che ci dovrebbe volere circa dal 2 al 21 Ottobre per portare queste forze nella regione del Golfo, quella sembra verosimilmente la prima data di una possibile azione militare contro l'Iran. Gardiner nota "Non è possibile mandare un PTDO e poi stare pronti a lungo. E' un ordine significativo, e non è dato per una esercitazione". Questo punto era anche reso chiaro nell'articolo del Time.

Allora cosa sta preparando la Casa Bianca?

Lunedì il Presidente Bush parlò all'assemblea Generale delle Nazioni Unite nella sessione di apertura, evitando attentamente di incontrarsi fisicamente con il presidente dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad, il quale pure parlò all'assemblea, e diede un messaggio biforcuto. Bush disse al "popolo dell'Iran" che "noi stiamo lavorando per una soluzione diplomatica di questa crisi" e che lui guardava in avanti "al giorno in cui voi potrete vivere in libertà". Ma lui ha anche avvertito che i dirigenti dell'Iran stanno usando le risorse della nazione "per sostenere il terrorismo ed alimentare l'estremismo e per procedere con gli armamenti nucleari". Data l'asserzione del Presidente che la nazione sta combattendo una "guerra globale contro il terrore" e che lui è il Comandante in Capo di quella "guerra", il suo porre esplicitamente un legame tra il regime dell'Iraq e il terrore va visto come un tentativo deliberato per affermare il suo diritto a portare la battaglia là. Bush ha insistentemente ripetuto che l'Autorizzazione per l'Uso della Forza che precedette l'invasione dell'Afghanistan era anche una autorizzazione per una "guerra al terrore" senza termine.

Proprio mentre Bush alle Nazioni Unite stava facendo minacce non tanto velate il suo precedente Segretario di Stato Colin Powell, un netto critico di qualsiasi attacco unilaterale degli USA all'Iran, era a Norfolk, non lontano dalla Eisenhower, richiedendo ulteriori sforzi diplomatici per trattare il programma nucleare dell'Iran - con ciò stesso dando evidenza della battaglia politica sull'andare o no alla guerra, e che quelli in favore di un attacco possono essere ora i vincitori della lotta.

"Io penso che il piano è stato scelto: bombardare i siti nucleari iraniani" dice Gardiner. "E' una idea terribile, è contro la legge degli Stati Uniti ed è contro la legge internazionale, ma penso che hanno deciso di farlo." Gardiner dice che mentre gli Stati Uniti hanno la capacità di colpire quei siti coi loro missili cruise "gli iraniani hanno molte più possibilità di quelle che abbiamo noi: loro possono attivare Hezbollah, possono organizzare sommosse in tutto il mondo Islamico, incluso il Pakistan, il che potrebbe far cadere il governo di Musharraf, mettendo armamenti nucleari nelle mani dei terroristi; loro possono incoraggiare le milizie sciite in Iraq ad attaccare le truppe USA e possono bloccare gli oleodotti e chiudere il golfo persico." La maggior parte degli stati che producono petrolio in medio oriente hanno sostanziali popolazioni sciite, il che è stato a lungo un problema per i loro leader sunniti e per i sostenitori della politica di Washington, data la connessione a volte molto stretta delle popolazioni sciite con le autorità religiose iraniane.

Naturalmente, Gardiner è d'accordo, i recenti movimenti delle navi ed altri segni di preparazioni militari potrebbero essere semplicemente un bluff preparato per mostrare impatto nelle trattative con l'Iran sul suo programma nucleare. Tuttavia con le coste iraniane armate fino ai denti, come documentato, con missili cinesi Silkworm, e probabilmente con armi antinave russe anche più sofisticate, contro le quali la Marina USA ha poche difese affidabili, sembra improbabile che la Marina rischi in una tale tattica beni di alto valore come portaerei o incrociatori...

Commentatori ed analisti di tutti gli orientamenti politici si concentrano sul discorso di Bush sul dialogo, con parecchi che affermano che lui si sta piegando ad un confronto. A destra David Frum, scrivendo il 20 Settembre sul suo National Review blog, arguisce che la mancanza di qualsiasi tentativo di ottenere una risoluzione ONU in favore di una azione militare, e i mormorii dietro le quinte a Whashington, lo portano ad aspettarsi una trattativa diplomatica, non un attacco unilaterale. Al centro il reporter del Whashington Post Glenn Kessler vide nel discorso di Bush alle Nazioni Unite la prova che in Iran "la guerra non è più una opzione percorribile".
Perfino a sinistra, dove la fiducia nel giudizio della Amministrazione Bush è abissalmente basso, commentatori come Noam Chomsky e Robert Dreyfuss, collaboratore di The Nation, sono scettici sul fatto che si stia effettivamente preparando un attacco. Chomsky non molto tempo fa ha argomentato che i leader di Whashington non sono pazzi e non intraprenderebbero un passo del genere - sebbene più di recente sia sembrato meno sanguigno sulla sanità mentale della Amministrazione e ha suggerito che il trapelare di piani di guerra può essere uno sforzo di dirigenti militari - i quali in genere si oppongono ad allargare la guerra nell'area del medioriente - per far crescere l'opposizione ad una tal mossa di Bush e degli avvocati della guerra come Cheney.
Dreyfuss tuttavia, in un articolo per il giornale online TomPaine.com, si concentra sui toni diplomatici nel discorso di Bush di lunedì alle Nazioni Unite, non sulle sue minacce in esso contenute, e conclude che questo significa che "i realisti hanno vinto" e che non ci sarà un attacco all'Iran.
Ma tutti questi scettici sulla guerra hanno poco da essere tranquilli. Dopo tutto bisogna ricordare che Bush parlò di cercare soluzioni diplomatiche per tutto il tempo mentre era deciso ad invadere l’Iraq, e la situazione attuale sta somigliando sempre più a una serie di Hollywood a basso costo. Gli Stati Uniti, secondo Gardiner ed altri, hanno già forze operanti in Iran, ed ora grandi movimenti di navi appaiono sinistri.

Maurice Hinchey,un critico Democratico della guerra in Iraq, informato su i PTDO della Navy e sugli ordini per l’intero “Strike Group” della Eisenhower di dirigersi fuori area, ha detto “Per qualche tempo c’è stata l’idea che ci potrebbe essere un attacco all’Iran prima del 7 Novembre, per esacerbare la cultura della paura che l’Amministrazione ha coltivato per più di 5 o 6 anni. Ma se loro attaccano l’Iran sarà un terribile errore, per il Medioriente e per gli USA. Questo renderebbe solo peggiore l’antagonismo e la paura che la gente sente verso il nostro paese. Spero che questa Amministrazione non sia così folle ed irresponsabile” Ed ha aggiunto “I militari sono profondamente preoccupati per gli sforzi richiesti all’esercito già ora”

Interrogazioni e richieste di commenti sui piani di guerra all’Iran e sull’ordine di schierarsi per lo Strike Group sono stati riferiti all’ufficio stampa del National Security Council, che ha declinato di rispondere a queste richieste.

McGovern, che aveva prima parlato del suo essere allarmato per lo schieramento dello strike group
ad un gruppo di attivisti contro la guerra in Iraq domenica al National Mall in Washington DC durante una azione chiamata "Camp Democracy", ha avvertito:"Noi abbiamo circa sette settimane per cercare di fermare questa prossima guerra".

Una solida indicazione che l'invio della Eisenhower fa parte della costruzione di una forza, si avrebbe se la portaerei Enterprise - attualmente nel Golfo Arabo, dove ha lanciato bombe contro i Talebani in Afghanistan - che è al termine del suo normale tour di sei mesi in mare, fosse trattenuta nella sua base invece che essere rimandata indietro negli Stati Uniti. Un argomento contro una semplice rotazione dei tour è il fatto che il rifornimento della Eisenhower il suo invio furono anticipati almeno di un mese. Un rapporto dalla Enterprise sul sito ufficiale della Navy riferiva sul suo ruolo nella guerra in Afghanistan e non dava indicazioni su piani di dirigersi indietro verso il porto. La stessa Navy non ha commenti sui futuri ordini per la nave.

Jim Webb, Segretario della Navy durante l'Amministrazione Reagan e attualmente un candidato Democratico per il Senato della Virginia, ha espresso alcune riserve sui rapporti relativi all'invio della portaerei dicendo "Ricordatevi, i gruppi delle portaerei ruotano regolarmente dentro e fuori da quella regione". Ma ha poi aggiunto "Io non credo che ci sarà una azione militare contro l'Iran senza una autorizzazione separata votata dal Congresso. Nella mia visione l'autorizzazione del 2002 che era stata usata per l'invasione dell'Iraq non si dovrebbe estendere all'Iran.

Note:

Dave Lindorff è co-autore, insieme a Barbara Olshansky, di The Case for Impeachment: The Legal Argument for Removing President George W. Bush from Office (St. Martin's). I suoi scritti si possono consultare sul sito: www.thiscantbehappening.net.

Traduzione a cura di www.lernesto.it

Link al testo in italiano:
http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=11912#

Link al testo in lingua inglese:
http://www.thenation.com/doc/20061009/lindorff

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