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    Giochi navali statunitensi al largo delle coste iraniane: una provocazione che potrebbe portare alla guerra?

    24 ottobre 2006 - Michel Chossudovsky

    E' in atto, in questi giorni, un concentramento massiccio di unità della marina militare statunitense nel Golfo Persico e nel Mare Arabico. Due unità d' assalto statunitensi sono state dispiegate al largo delle coste iraniane: l' Enterprise e la Iwo Jima.

    Ai gruppi navali d' assalto sono stati impartiti ordini di combattere la "guerra globale al terrorismo".

    GIOCHI DI GUERRA

    Parallelamente a questa concentrazione di potenza bellica navale, gli USA hanno anche in progetto esrcitazioni militari nel Golfo Persico, che consisterebbero nell' "intercettazione di navi con carichi di munizioni, missili e armi di distruzione di massa".

    Le esercitazioni avranno luogo mentre gli Stati Uniti ed altri paesi staranno considerando la possibilità di applicare sanzioni sia nei confronti della Corea del Nord, con l' interdizione del traffico navale, a causa del test nucleare di qualche settimana fa, che nei confronti dell' Iran, per il persistente rifiuto di adeguarsi al mandato del Consiglio di Sicurezza dell' ONU che riguardava la cessazione del processo di arricchimento dell' uranio.

    L' esercitazione, fissata per il 31 ottobre, è la 25ma organizzata sotto l' egida del Proliferation Security Initiative e la prima ad essere basata nel Golfo, vicino al Baharain, proprio di fronte all' Iran, dichiarano le autorità.

    Un funzionario statunitense di alto livello avrebbe sottolineato con forza che le esercitazioni non sono mirate contro l' Iran, sebbene servano a consolidare la strategia USA di rinsaldamento dei legami nel Golfo, in un momento in cui Teheran e Washington sono in accesa competizione.

    Per Theran i giochi di guerra statunitensi nel Golfo Persico, al largo delle coste iraniane, rappresentano una provocazione, il cui intento sarebbe quello di scatenare una potenziale crisi ed una situazione di confronto diretto tra USA e la forze navali iraniane nel Golfo.

    "Ci sono notizie di esercitazioni in corso nella base navale USA vicino al Baharain. Pare che queste esercitazioni siano mirate alla ricerca ed intercettazione di navi con carichi di armamenti bellici, missili ed armi di distruzione di massa.

    L' agenzia di stampa iraniana IRNA ha citato un anonimo funzionario del Ministero degli Esteri, che definiva le manovre militari pericolose e sospette.
    Il funzionario del Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che le esercitazioni militari statunitensi non sarebbero state programmate per il mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione, al contrario, avrebbero avuto il preciso scopo di provocare una crisi." (BBC, 23 ottobre 2006).

    IL GRUPPO NAVALE DA GUERRA BOXER EXPEDITIONARY STRIKE GROUP (ESG 5) IN ARRIVO
    NEL MARE ARABICO.

    La nave da guerra Boxer (LHD 4), fiore all' occhiello e nave ammiraglia del Boxer Expeditionary Strike Group (ESG 5), gruppo navale della marina militare, che ha lasciato Singapore il 16 ottobre scorso, dovrebbe presto unirsi agli altri due gruppi già presenti nell' area. L' ESG 5 comrpende le navi da guerra
    Boxer, Bunker Hill, Dubuque (LPD 8), Comstock (LSD 45), Benfold (DDG 65) e Howard (DDG 83). Nell' ESG 5, inoltre, Phibron 5, la 15ma MEU (Military Expedition Unit) e la Guardacoste Cutter Midgett (WHEC 726).

    "Stiamo per addentrarci in una parte del mondo che può rivelarsi molto pericolosa", ha dichiarato l' ufficiale dell' aviazione Jacques Beaver, capo delle operazioni del ponte di decollo della Boxer.

    "Dobbiamo essere flessibili e preparati a difenderci da qualsiasi minaccia".
    Da due mesi la Boxer si sta preparando all' imbarco di armi, completando le operazioni di manutenzione richieste ed eseguendo scrupolosamente ogni genere di controllo sugli apparati elettronici. I controlli assicurano che i sistemi di lancio dei missili funzionino perfettamente, siano pronti e sicuri.

    "La nostra gente ha dovuto lavorare sodo per riuscire a completare il tutto nel tempo richiesto", ha dichiarato William Lewis, ufficiale addetto alle misure antincendio e ai sistemi di combattimento. "Non si può quantificare l' importanza di avere questi tre bastioni di difesa che proteggono le vite dei marinai e dei marines di questo gruppo navale."

    Note:

    Articolo originale
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=20061024&articleId=3593Tradotto

    Tradotto da Patrizia Messinese per www.peacelink.it
    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte (Associazione PeaceLink) e l'autore.

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