Conflitti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Il Tar Lazio e i poligoni militari

    Il Tar Lazio e i poligoni militari

    C'erano rapporti, perizie e le nanoparticelle di uranio nei suoi organi, ma a un militare ammalato era sempre stato negato un risarcimento. Il Tar sta ai fatti e smentisce i Ministeri
    28 luglio 2014 - Lidia Giannotti
  • Gaza, l'insopportabile superato ogni giorno
    Breve rassegna stampa

    Gaza, l'insopportabile superato ogni giorno

    Il bombardamento di una palazzina, preceduto da un avvertimento appena un minuto prima - troppo poco per portare via bambini e anziani - è già difficile da accettare. Ma le atrocità si moltiplicano a velocità impressionante e il Consiglio di sicurezza ONU si riunisce nella notte
    21 luglio 2014 - Lidia Giannotti
  • La Francia doveva intervenire nella guerra in Mali?

    La Francia doveva intervenire nella guerra in Mali?

    11 febbraio 2013 - Jean-Marie Muller
  • Semplificare anche la vendita di armi?
    Il Consiglio dei Ministri del 9 marzo

    Semplificare anche la vendita di armi?

    Il già difficile controllo delle imprese e delle banche coinvolte nel commercio delle armi pesanti rischia di essere compromesso dalle modifiche alla legge 185/1990 (approvate in via preliminare)
    13 marzo 2012 - Lidia Giannotti

Le Nazioni Unite indagano sulle armi all’uranio di Israele

11 novembre 2006 - Eric Silver (direttamente da Gerusalemme)
Fonte: The Independent - 30 ottobre 2006

Il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente sta indagando sulle accuse, , ad Israele di utilizzo di armi all’uranio nella guerra contro il Libano la scorsa estate pubblicate in precedenza dall’Indipendent. Venti esperti delle Nazioni Unite insieme agli ambientalisti Libanesi, hanno lavorato due settimane per fornire delle prove di quanto sospettato ed intendono rendere noto il frutto del loro lavoro entro dicembre.
Butros al-Harb, direttore dell’UNEP (il Programma Ambientale dell’ONU) per il Medio Oriente, ha dichiarato ad una radio Libanese: “ se è stato fatto uso di uranio, lo scopriremo e lo renderemo noto ma ora non siamo in grado di fare niente, possiamo solo aspettare i risultati delle indagini”.

Intanto ieri Israele ha già espresso la sua negazione in maniera esplicita per bocca del portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, il Maggiore Alvatal Leibovitz il quale dichiara categoricamente: “ neghiamo l’uso di armi contenenti uranio”. Un ufficiale suggerisce che se gli ambientalisti avessero trovato realmente tracce di uranio, avrebbero dovuto fornire una spiegazione diversa.
Chris Busby, il Segretario Scientifico della Commissione Europea sui Rischi delle Radiazioni di Bruxelles, riporta che la scorsa settimana due campioni di terreno rimosso dall’esplosione delle bombe israeliane nei villaggi di Khiam e At Tiri nel Libano meridionale, centri dei combattimenti tra Israele ed Hezbollah hanno mostrato “elevati segni di radiazioni” Il Dottor Busby avverte che le particelle derivanti dalle esplosioni che persistono per lungo tempo nell’ambiente potrebbero essere inalate e giungere ai polmoni causando così gravi effetti sulla salute dei civili.


Il laboratorio Harwell per la spettrometria della massa nell’Oxfordshire ha confermato la concentrazione di isotopi di uranio nei campioni, gli esperti europei, tuttavia, si chiedono perplessi quali armi Israele abbia usato e quali siano le ragioni di ciò. Chris Bellamy, docente di Dottrina e Scienza Militare alla Cranfield University è convinto che i test iniziali “presentino un enigma”. Tuttavia ha respinto l’ipotesi per cui Israele avrebbe usato “bombe sporche”o armi a micro-rilascio nucleare.
Gli ufficiali del Governo sono d’accordo nel dire che Israele non ha avuto alcun contatto da parte dell’UNEP o dall’Unione Europea in merito alla questione. Mark Regev, portavoce del Ministero degli Esteri, dichiara : “se qualcuno viene a lamentarsi o ad accusarci, ne parleremo” ed è convinto che Israele sia stato preso di mira: ”le munzioni che abbiamo utilizzato in Libano” ha aggiunto “ erano quasi del tutto identiche alle armi usate nei conflitti dai Paesi della Nato, dai Paesi occidentali, da 10 anni a questa parte. A volte abbiamo la sensazione che Israele venga sempre preso di mira a causa di alcuni trattamenti particolari, ma in realtà bisogna chiedersi perché viene puntato sempre il dito contro lo Stato ebraico.”
I palestinesi hanno accusato diverse volte l’IDF (Forze di difesa Israeliane) di utilizzare nella Striscia di Gaza bombe all’uranio impoverito,un metallo pesante, sottoprodotto dall’arricchimento dell’uranio. Tuttavia, Israele ha sempre negato le accuse e non è mai stata prodotta alcuna prova a riguardo.

Note:

Link al testo originale in inglese:
http://news.independent.co.uk/world/middle_east/article1940826.ece

Tradotto da Ilaria Galli per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte, l’autore ed il traduttore.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies