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Brogli, violenze e intimidazioni.

La Nigeria alla vigilia delle presidenziali

Per la prima volta nella sua storia la Nigeria ha goduto di due governi civili in grado di completare il mandato, seppure retti da un ex militare. Alla vigilia delle elezioni presidenziali ci si augura che effettivamente si possa scrivere un pagina nuova della storia del paese. Ma la realta’ e’ la solita: lotta politica e corruzione, violenza ai seggi, divisioni interne ai partiti, il solito riemergere di figure dal passato.
15 aprile 2007 - Matteo Figus

Il 21 aprile la Nigeria sara’ impeganta nelle elezioni presidenziali, che gia’ hanno generato polemiche, violenza e lotte in tribunale tra I candidati.
Sabato 14 Aprile era il turno delle elezioni per i governatori, viste da molti come il banco di prova per sabato prossimo. Il presidente Olusegun Obasanjo aveva solo pochi giorni fa avvertito che nessuna violenza o atto di falsificazione sarebbe stato tollerato.
Si e’ assistito alla solita confusione delle elezioni nigeriane: aperture dei seggi ritardate anche di quattro ore, schede elettorali smarrite, violenze e intimidazioni.
In Port Harcourt un seggio e’ rimasto aperto solo pochi minuti, una gang di giovani in moto l’ha praticamente distrutta, rubando le schede elettorali. Nelle prime ore di sabato, sospetti militanti hanno incendiato tre stazioni di polizia, uccidendo sette agenti. Lagos, citta’ sempre caotica e senza sosta, appariva stranamente calma sotto uno stretto controllo di forze di sicurezza, e la tensione e’ palpabile in questa roccaforte dell’opposizione al PDP.
Le violenze si sono avute anche al nord, a Kano, dove il leader islamico Ustaz Ja’afar Adam e’ stato assasinato venerdi mentre pregava in una moschea locale. Pare per dissapori con il governatore uscente e un gruppo islamico militante che lo accusava di essere non troppo musulmano.
Mentre Obasanjo assicura che tutto si e’ svolto regolarmente, le opposizioni denuciano brogli e irregolarita’, che alcuni osservatori internazionali non nascondono.
Le elezioni per i goverantori possono essere estremamente importanti per gli esiti delle presidenziali, in termini non solo politici ma anche economici, controllando budgets attorno a 1bn di dollari nelle aree petrolifere.

Le elezioni presidenziali: il caso Abubakar

Le elezioni presidenziali sono state caratterizzate da una campagna elettorale feroce e senza esclusioni di colpi con due protagonisti assoluti: Obasanjo e il suo vice Atiku Abubakar.
Una lotta intestina ha praticamente distrutto il rapporto tra i due, iniziata con il tentativo di Obasanjo di estendere il suo mandato per una terza volta lo scorso anno in maggio.La legge, che doveva emendare la costituzione nigeriana, avrebbe dovuto permettere al presidente uscente di concorrere per una terza volta, ma e’ stata prima bocciata dal parlamento, poi in Senato il 26 ottobre 2006. Abubakar era tra i ferrei oppositori a questa eventualita’, vedendo se stesso come il legittimo candidato del PDP.
La risposta di Obasanjo non si e’ fatta attendere; in settembre il PDP sospese Abubakar per tre mesi, accusandolo di corruzione, di fatto mettendo a rischio le possibilita di concorrere alle presidenzali. Le accuse legano il vice a presunti conti bancari a Washiungton. Abubakar a a sua volta accusa Obasanjo di illeciti bank accounts, assegni a familiari e amici per 3 bilioni di Naira (23 $ milioni) da denaro pubblico, e di condurre una lotta politica volta ad estromettere gli avversari politici.
I successivi passi hanno visto la INEC (Electoral Commision) squalificare Abubakar dalla corsa, ma il colpo di scena e’ arrivato quando la l’Alta Corte Federale di Abuja ha ordinato alla INEC di riammettere Abubakar, accusando la commisione di non avere poteri in merito all’esclusione di candidati.
A tutt’oggi pero’ le schede elettorali escludono Abubakar dalla lista, e solo lunedi si avra’ la risposta definitiva dalla corte di appello. Abubakar dopo l’epurazine dal PDP e’ rifugiato nell’opposizione di AC (Action Congress), che in caso Abubakar dovesse stare fuori ha come candidato Buhari in alleanza con ANPP.

L’uscente:
Obasanjo da parte sua, viste volatilizzate le prospettive del terzo madato, e forse anche di estromettere il suo piu’ acerrimo rivale Abubakar, resta alla finestra a guardare le elezioni, vantando di avere retto il paese nel migliore dei modi, piu’ volte sostenendo che i successori non avrebbero la stessa capacita’. La sua presidenza e’ comunque stata storica, riuscendo a garantire al paese otto anni di governo democratico, seppure non sono mancate le accuse di corruzione, e problemi nella stabilita’ della federazione.
Certamente Obasanjo lascia alcune eredita’ pesanti: la situazione esplosiva nel Niger Delta, il problema dei governatori dotati di eccessivi poteri, la violenza e la corruzione diffuse.
Le sue aspettative per una campagna elettorale e un voto sereno per ora sembrano essere gia’ svanite, e queste elezioni sono caratterizzate dal riemergere di alcuni segnali negativi:

1- Tensioni interne ai partiti, vedasi PDP;
2- Riemergere del regionalismo e delle divisioni etnico-religiose;
3- Incapacita’ di proporre una classe politica totalmente nuova e bandire ex illustri dal concorrere.
4- La violenza come arma politica usata da vari settori (maggioranza e opposizione) per intimidire ed eliminare i candidate, a volte anche fisicamente.

L’ultima volta che questo scenario era apparso era il 1983, elezioni prsidenziali del dopo govenro Shagari, il risultato: golpe del generale Muhammadu Buhari. Oggi e’ candidato dell’opposizione.

I candidati

Umaru Musa Yar’Adua, 56 anni, PDP
Il candidato del partito al governo e’ questo poco conosciuto ex professore del politecnico. Musulmano, non proprio popolare tra gli Hausa, ha goduto del fatto di essere un personaggio incolore e facilmente sostenibile da Obasanjo. Attualmente era governatore dello Stato di Katsina, e uno dei pochi a non essere sotto inchiesta per corruzione. Suo fratello, Gen. Shehu Musa Yar’Adua, era vice di Obasanjo durante il governo militare del 1976-1979. Il suo pregio e’ l’umilta’, lo accusano di essere dispotico.

Muhammadu Buhari, 64 anni, ANPP-AC
Ex generale, al potere da golpista nel 1983, perse lo scontro elettorale con Obasanjo nel 2003. In questi 4 anni ha cercato di concentrare ogni sforzo nel ANPP per garantirsi uno spazio in questa nuova corsa elettorale, nominando suoi sostenitori nelle posizioni chiave del partito. I governatori del partito avevano all’inizio rifiutato la sua candidatura, ma nella successiva convention sei su sette dei candidati si sono fatti da parte lasciando la porta aperta all’ex generale. Originario di Katsina gode dell’apoggio dei musulmani del nord, ma i cristiani del sud temono le sue idee religiose. Candidato unico di ANPP e AC, Abubakar permettendo.

Note:

http://www.bbc.co.uk
http://www.inecnigeria.gov
http://www.irinnews.org
http://www.allafrica.com

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