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Articoli correlati

Sudan, una pace da costruire

Newsletter numero 21

1 dicembre 2008
Fonte: Campagna Sudan
http://www.campagnasudan.it

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Indice

I fatti

Darfur, 1 / Violato il cessate il fuoco


Darfur, 2 / La Cpi incrimina anche tre leader ribelli


Darfur, 3 / L'Onu: «Sicurezza peggiore che nel 2003»


Darfur, 4 / I partiti di opposizione a Khartoum bocciano il piano del governo


Ciad-Sudan / Accordo per il controllo congiunto della frontiera


Sudan, 1 / Distrutta baraccopoli a Khartoum


Sudan, 2 / Il governo compra aerei da guerra russi


Sudan, 3 / Continua la protesta dei giornalisti contro la censura: arresti


Sudan, 4 / Nuova strada tra Khartoum e Juba


Sudan, 5 / Cina: molti investimenti e qualche aiuto


Corno d'Africa / Etiopia pronta a ritira le truppe dalla Somalia entro l'anno

I documenti

Arresti e detenzioni arbitrarie in Sudan

La Campagna

Cremona, le scuole per il diritto allo studio nel Corno d’Africa


Chi siamo

I fatti (Fonti: Afp, Al Jazeera, Ansa, Ap, Bbc, Misna, Reuters)

Darfur, 1 / Violato il cessate il fuoco

È durato pochi giorni il cessate-il-fuoco unilaterale promesso dal presidente Bashir il 12 novembre: il 20 ci sono stati pesanti combattimenti vicino a Half, nel Darfur settentrionale tra esercito e ribelli della fazione dello Sla guidata da Adel Wahid Al-Nur. Khartoum sostiene di avere ucciso trenta ribelli, questi di aver causato quaranta vittime tra i soldati governativi. Suleiman Marjan, comandante dello Sla, ha dichiarato al giornale online Sudan Tribune che cinque civili sono rimasti uccisi a causa del bombardamento di due villaggi (Dairi Shagi e Oum Al-Wadi) da parte degli arei e degli elicotteri inviati da Khartoum.

Già il 15 novembre le truppe governative si erano scontrate con i ribelli dello Jem a Koribia, sempre nel Darfur settentrionale: anche in questo caso i ribelli hanno dichiarato che il governo di Khartoum ha inviato gli Antonov a bombardare alcune zone molto vicine al confine con il Ciad. Testimoni delle Nazioni Unite che hanno chiesto l'anonimato hanno confermato all'agenzia Reuters gli attacchi dell'esercito governativo.

Darfur, 2 / La Cpi incrimina anche tre leader ribelli

Luis Moreno-Ocampo, procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), il 20 novembre ha chiesto ai giudici di emettere un mandato di arresto nei confronti di tre leader di ribelli del Darfur il cui nome non è ancora stato reso noto. Sono accusati di crimini di guerra e di aver attaccato personale e mezzi delle missioni di peacekeeping. Due dei principali gruppi ribelli del Darfur, lo Jem e lo Sla, hanno accolto con soddisfazione la richiesta della Cpi, dichiarando che essa è il luogo dove cercare giustizia per il Darfur e condannando qualsiasi attacco ai caschi blu in Sudan.

A luglio Ocampo aveva chiesto un mandato di arresto per il presidente Bashir, accusato di crimini di guerra e di genocidio in Darfur: nel fascicolo contro Bashir a novembre sono state aggiunte oltre 700 pagine di quelle che secondo il procuratore sono le prove della colpevolezza del presidente del Sudan.

Osman Hummida, un attivista per i diritti umani, è stato rilasciato il 27 novembre dopo cinque giorni di prigione, con l'accusa di «spionaggio» a favore della Cpi. La notizia è stata confermata da Amnesty International. Hummida, tra i fondatori di una organizzazione sudanese contro la tortura, era stato arrestato insieme ad altri due attivisti, Moniem El-Gak e Amir Suleiman, poi rilasciati. Il Sudan non riconosce la Cpi.

Darfur, 3 / L'Onu: «Sicurezza peggiore che nel 2003»

Il responsabile Onu per gli aiuti umanitari, John Holmes, al termine di una visita di sei giorni in Sudan, il 30 novembre ha dichiarato: «In cinque anni la situazione non è cambiata, anzi è peggiorata». Finora, nel corso del 2008, in Darfur sono stati uccisi 11 operatori umanitari e 261 veicoli sono stati assaltati; in Darfur lavorano 16.400 operatori umanitari, di cui circa il 64% sono cittadini sudanesi.

Darfur, 4 / I partiti di opposizione a Khartoum bocciano il piano del governo

L'Umma Party di Sadiq Al-Mahdi, il Popular Congress Party di Hassan Al Turabi e il partito comunista guidato da Ibrahim Nugud il 28 novembre, attraverso una lettera inviata al presidente Bashir, hanno bocciato il tentativo del governo di cercare una soluzione alla guerra in Darfur attraverso il forum che si è svolto senza la presenza dei gruppi ribelli nella capitale, in novembre, perché «esso rifletteva solo la posizione del National Congress», cioè del partito del presidente Bashir. Colpiscono in particolare le critiche da parte dell'Umma Party, che pure aveva partecipato al Forum e che per la prima volta accusa direttamente il governo di non affrontare la crisi in Darfur. Secondo i tre partiti, i problemi più urgenti e gravi del Sudan sono: il conflitto in Darfur, la transizione democratica, la questione dell'unità tra nord e sud.

Ciad-Sudan / Accordo per il controllo congiunto della frontiera

Dopo lo scambio degli ambasciatori, Ciad e Sudan provano a continuare la strada del disgelo, dopo anni di tensione. A metà novembre a N’Djamena è stato raggiunto un accordo per dispiegare entro gennaio un gruppo militare congiunto – composto da mille soldati per parte – che avrà il compito di monitorare i confini e segnalare i movimenti di gruppi ribelli. Lungo la frontiera saranno disposti una serie di posti di osservazione. Negli ultimi anni il governo di N'Djamena ha più volte accusato il Sudan di sostenere i ribelli dell'est del Ciad, mentre Khartoum ha accusato il Ciad di armare e finanziare i ribelli in Darfur.

Sudan, 1 / Distrutta baraccopoli a Khartoum

Il 27 novembre la polizia sudanese ha demolito circa 10mila abitazioni nella baraccopoli di Mandela, una decina di chilometri a sud della capitale Khartoum, usando i gas lacrimogeni per disperdere i residenti che protestavano e cercavano di bloccare le ruspe. La maggior parte dei circa 50mila abitanti di Mandela erano sfollati, provenienti dal Sud Sudan o dal Darfur. La demolizione è stata decisa, secondo le autorità, per attuare il nuovo piano urbanistico della città.

Sudan, 2 / Il governo compra aerei da guerra russi

Il ministro della difesa Abdel-Rahim Mohamed Hussein, durante una visita a Mosca nella prima metà del mese, ha annunciato che il Sudan ha ricevuto 12 aerei da guerra russi: i Mig-29. Il governo americano ha pesantemente condannato la notizia, descrivendo i nuovi aerei da guerra come l'ultima cosa di cui il Sudan ha bisogno. Nonostante gli impegni presi con l'accordo di pace firmato nel gennaio 2005, sia il Nord sia il Sud Sudan si stanno pesantemente armando. [vedi anche Newsletter numero 17 del 1 ottobre 2008].

Contemporaneamente il Sudan ha dichiarato di essere pronto a ricevere investimenti russi nel settore petrolifero e in quello ferroviario, per rafforzare la cooperazione economica bilaterale fra i due paesi. Osman Mudawi, presidente della commissione per gli affari esteri del parlamento, ha dichiarato: «Il Sudan deve diventare la porta di ingresso degli investimenti russi in Africa».

Sudan, 3 / Continua la protesta dei giornalisti contro la censura: arresti

Il 16 novembre una sessantina di giornalisti che protestavano davanti all'edificio del parlamento, a Khartoum, contro la censura governativa [vedi Newsletter numero 20 del 15 novembre 2008] sono stati arrestati per alcune ore. Il giorno dopo il capo dei servizi di sicurezza e di intelligence del Sudan, Salah Gosh, ha invece difeso il giro di vita contro i giornalisti e i nuovi provvedimenti di censura, «legale e costituzionale», dichiarando che essi sono necessari per proteggere l'interesse del paese. In segno di protesta, una decina di giornali hanno sospeso le pubblicazioni per un giorno, il 17 novembre.

Sudan, 4 / Nuova strada tra Khartoum e Juba

La capitale del Sudan, Khartoum, e quella del Sud Sudan, Juba, sono unite da una strada, percorribile sia nella stagione secca sia in quella della pioggia, per la prima volta dallo scoppio della seconda guerra civile (1983-2005). Finora Juba e Khartoum erano connesse solo da aerei. La nuova strada attraversa il Bahr el Ghazal. In questo modo in una decina di ore da Khartoum si può raggiungere anche Bentiu, la “capitale” petrolifera del Sudan, nello stato di Unity.

Sudan, 5 / Cina: molti investimenti e qualche aiuto

La Cina è il principale partner commerciale del Sudan: gli scambi tra tra i due paesi nel 2007 avevano un valore di 5,6 miliardi di dollari Usa e nei primi nove mesi di quest'anno avevano già raggiunto i 6,5 miliardi di dollari.

Il 30 novembre il governo cinese ha elargito un prestito di 3 milioni di dollari al Sudan allo scopo di rafforzare l'unione tra Nord e Sud.

Corno d'Africa / Etiopia pronta a ritira le truppe dalla Somalia entro l'anno

Il governo di Addis Abeba ha ufficialmente informato le Nazioni Unite e l'Unione africana che ritirerà la proprie truppe dalla Somalia entro la fine dell'anno. I soldati etiopici sono in Somalia dal 2006 per sostenere il governo di transizione, l'ennesimo tentativo di instaurare un governo nell'anarchia che attanaglia la Somalia dal 1991. Il presidente somalo Abdullahi Yusuf e il primo ministro Nur Hassan Hussein hanno invece richiesto di prolungare la missione. L'Unione africana ha assicurato che i soldati rimarrebbero vicino al confine, pronti a intervenire nuovamente in caso di necessità.

I documenti

Arresti e detenzioni arbitrarie in Sudan

Il 28 novembre l'alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani ha presentato il decimo rapporto sulla situazione dei diritti umani in Sudan. Il documento di 55 pagine si sofferma sugli arresti e le detenzioni arbitrarie in carcere operate dai membri dei servizi di sicurezza, dell'esercito e della polizia. Le ricerche sono state svolte in Sud Sudan, negli stati di Abyei, Nilo azzurro, Kordofan meridionale e a Khartoum: in tutte queste aree gli arresti e le detenzioni arbitrare sono assai diffuse. In particolare i servizi di sicurezza e di intelligence, nel Nord Sudan, li utilizzano sistematicamente contro i dissidenti politici. In genere l'impunità contro chi attua arresti e detenzioni illegali è altrettanto diffusa; nonostante ciò il rapporto indica un segno di speranza, individuando singoli giudici, poliziotti, parlamentari ed attivisti per i diritti umani che si oppongono agli arresti e alle detenzioni arbitrare, appellandosi alla legge e alla costituzione. Sono proprio costoro che possono fare la differenza. Si può leggere il documento, in inglese, a partire dal sito www.ohchr.org .

La Campagna Sudan

Cremona, le scuole per il diritto allo studio nel Corno d’Africa

Il 12 dicembre 2008 dalle ore 9,30 alle ore 12,30, nel Centro pastorale diocesano, via S.Antonio del fuoco 9/a a Cremona, alcune classi delle scuole superiori interverranno a un convegno.

Si parlerà di diritti umani nella riflessione degli studenti. Verrà presentato il progetto Swakin Girls: cento bambine in più a scuola in Sudan (a cura dei giovani del Gruppo Lente). Un testimonianza dall’Etiopia di Rodolfo Rini, già preside della scuola italiana di Addis Abeba e attualmente preside del Pacle Ghisleri, spiegherà il diritto all’educazione come elemento chiave per lo sviluppo nel corno d’Africa. Infine don Tonio dell’Olio, responsabile del settore internazionale di “Libera - Nomi e numeri contro le mafie”, già portavoce di Campagna Sudan, parlerà del tema «Non c’è la scuola se c’è la guerra. Il diritto dei popoli alla pace».

L’incontro è aperto al pubblico e alle scuole superiori a cui è chiesto di prenotare la presenza presso il Cisvol; tel. 0372-26585. L’evento è organizzato dai promotori del progetto Swakin Girls (Acli di Cremona e Gruppo Lente) e da alcune classi degli Istituti superiori di Cremona: Torriani, Einaudi, Manin, Vida e Anguissola.

Chi siamo

La Campagna italiana per il Sudan è una campagna nazionale di informazione, sensibilizzazione ed advocacy che opera dal 1994. Raggruppa organizzazioni della società civile italiana (Acli Milano e Cremona, Amani, Arci, Caritas ambrosiana, Caritas italiana, Mani Tese, Ipsia Milano, Missionari e missionarie comboniane, Nexus, Pax Christi) e lavora in stretta collaborazione con enti pubblici e privati italiani e con varie organizzazioni della società civile sudanese. In Italia la Campagna ha fatto conoscere la situazione del Sudan e ha sostenuto i processi volti al raggiungimento di una pace rispettosa delle diversità sociali, etniche, culturali, religiose della sua popolazione. Per informazioni: www.campagnasudan.it

Note:

Contatti: Cristina Sossan, segreteria Campagna Sudan, telefono 02-7723285, segreteria@campagnasudan.it

Questa Newsletter, aggiornata al 30 novembre 2008, è a cura di Diego Marani. Si ringraziano le Acli di Cremona per la collaborazione.

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