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Kurdish Info Bollettino 31 Gennaio 2009

15 febbraio 2009

Bollettino del Kurdish Info 31.01.2009

Assenza totale di Diritto ad Imrali

"Provocazione sulla bandiera" e Ergenekon

Quinta conferenza kurda al Parlamento Europeo

Le madri del sabato di nuovo in azione

11 nuove dighe a Şırnak und Hakkari

Il Kurdo lingua ufficiale

Intervento di Emilio Molinari

***

Assenza totale di Diritto ad Imrali

Kurdish Info 30.01.2009- Abdullah Öcalan, da dieci anni unico detenuto sull'isola di Imrali, negli ultimi 4 anni ha dovuto subire undici punizioni disciplinari. Si adducono sempre come motivazione sue affermazioni espresse nel colloquio con i suoi avvocati. Punizione significa isolamento nell'isolamento. In ogni caso, Abdullah Öcalan non ha altri contatti oltre alle visite settimanali dei suoi difensori e familiari. E queste visite settimanali, spesso con futili pretesti vengono impedite. Quando è sottoposto all'isolamento nell'isolamento, che dura diverse settimane gli vengono vietati radio, giornali e libri.

L'avvocatessa Ebru Gunay del team di difesa di Ocalan ci ha fatto sapere che gli avvocati difensori non vengono informati di questa pena aggiuntiva dell'isolamento nell'isolamento e vengono a saperlo solamente attraverso il loro assistito. Il loro assistito, nel corso dell'ultimo colloquio mercoledì scorso, ha informato i loro avvocati che l'ultimo "isolamento nell'isolamento" non è stato ancora posto in essere. Si è fatto ricorso al giudice di sorveglianza. Finora mai vi è stata una risposta positiva al ricorso. E anche questa volta quasi sicuramente vi sarà di nuovo "l'isolamento nell'isolamento". Dopo il rifiuto del giudice di sorveglianza regolarmente vi è un secondo ricorso, indirizzato alla Corte per i reati gravi.

Regolarmente di tutto questo è a conoscenza il Comitato contro la tortura del Consiglio d'Europa e la Corte Europea per i Diritti Umani. Davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani on è ancora chiuso il processo per la detenzione in isolamento di Ocalan.

In riferimento ai lavori di ristrutturazione ad Imrali che secondo fonti turche renderebbe possibile il trasferimento ad Imrali di sei detenuti, l'avvocatessa Gunes si è così espressa: " Pensiamo che questi lavori siano una misura preventiva in riferimento al processo davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani, una misura che lascerà cadere nel vuoto le nostre richieste. E' poco probabile una sentenza a nostro favore. E per evitarla lo Stato turco si attrezza. Il periodo per il quale il nostro assistito è in isolamento supera di gran lunga tutti gli standard europei. Il governo turco vuole sia nel Paese che all'estero tenere una porta aperta. "

Nel Kurdistan, in Turchia, in Europa in diverse città vi sono state manifestazioni di protesta di migliaia di kurdi contro il nuovo "isolamento nell'isolamento" di Ocalan.

"Provocazione sulla bandiera" e Ergenekon

Kurdish Info 30.01.2009-Il 21. marzo 2005 furono arrestati a Mersin sei minorenni, accusati d'aver dato fuoco ad una bandiera turca nel corso dei festeggiamenti del Newroz. Il caso provocò un'ondata di nazionalismo in Turchia e spinse lo Stato Maggiore ad una dichiarazione che definiva i Kurdi "presunti concittadini". Già allora il caso si dimostrò chiaro, secondo le dichiarazioni di testimoni oculari. Si trattava di una preordinata provocazione. Uno sconosciuto diede ai minorenni la bandiera esortandoli a bruciarla.

Nell'ambito del Processo Ergenekon si è potuto sapere chi fosse quello sconosciuto. Si trattava di Ali Kutlu, membro dell'Unione fascista delle forze patriottiche (VKGB), che attualmente è detenuto in relazione al processo Ergenekon.

Il processo contro i sei minorenni, rilasciati dopo due anni di detenzione non è ancora chiuso. Il loro difensore, l'avvocato Bozan, ha dichiarato: " Da circa quattro anni chiediamo che venga identificata quella persona che ha consegnato la bandiera in mano ai ragazzi. Solo le dichiarazioni di un testimone sconosciuto nel corso del processo Ergenekon ci hanno portato ai recenti sviluppi. E si tratta di uno sviluppo che ci fa riflettere. Quando vi fu questo caso il paese precipitò nel caos. Nelle metropoli turche vi furono veri e propri linciaggi dei kurdi e lo Stato Maggiore parlò di "presunti concittadini". Coloro che all'epoca usarono quest'espressione, oggi possono vedere cosa hanno fatto i "veri cittadini".

Quinta conferenza kurda al Parlamento Europeo

Kurdish Info 29.01.2009-Giovedì scorso ha avuto luogo la quinta conferenza kurda " Processo di ingresso della Turchia nell'EU, diritti umani e norme del Diritto." Tra gli organizzori famose personalità come i due premi Nobel Desmond Tutu e Shirin Ebadi, il prof. Noam Chomsky e lo scrittore Yasar Kemal. Il discorso di apertura è stato tenuto in lingua kurda da Leyla Zana. Zana ha precisato, che quando si parla della questione kurda, si ha a che fare con pagine negative di errori, repressioni e morte.

L'ex deputata del DTP ha detto che bisogna vedere la battaglia dei Kurdi per il processo di democraticizzazione. In Turchia esisterebbero due questioni principali : " la questione kurda e la questione della democraticizzazione del Paese. Questi due aspetti non possono essere distinti, bensì essere visti come parte di una sola questione. Se vogliamo discutere della soluzione va presa in considerazione la situazione di Abdullah Öcalan e della guerriglia nelle montagne.

" La questione kurda deve essere discussa da tutti i punti di vista, e i Kurdi e Turchi non devono essere lasciati soli in questa discussione. Nell'ambito delle norme del Diritto internazionale vanno create le necessarie condizioni per un dialogo.

Rispetto alla sua posizione, Leyla Zana ha spiegato che recentemente è stata di nuovo condannata ad una pena detentiva di dieci anni e sono in moto altri procedimenti. " Probabilmente non potrò prender parte alla sesta conferenza. Nel corso della mia esistenza ho sempre vissuto così, seguendo miei pensieri e le mie convinzioni. E non me ne sono mai pentita. Una cosa giusta richiede anche un giusto atteggiamento. Ho vissuto nelle cose in cui credo. "

Lei sa che la libertà ha il suo prezzo ed è disposta a pagare questo prezzo. Una fuga dal suo paese è assolutamente fuori discussione.

Inoltre, Leyla Zana ha proposto la creazione di un'"Accademia per una politica di pace", intitolata al defunto politico kurdo Orhan Dogan. Si richiede per un progetto simile l'appoggio dell'Europa.

Le madri del sabato di nuovo in azione

Kurdish Info 29.01.2009- Le madri del sabato, dopo una pausa durata dieci anni , sono di nuovo davanti al Liceo Galatasaray per chiedere di non tacere per la scomparsa dei loro parenti. L'iniziativa ha avuto luogo dal 1995 al 1999 ogni sabato. Le donne hanno esposto ad Istanbul per oltre 200 settimane in un sit-in le foto dei loro parenti scomparsi assassinati.

Decine e decine di volte le forze di sicurezza hanno attaccato le manifestanti ed eseguito arresti. L'IHD di Istanbul ha reso noto come il tutto è collegato al procedimento Ergenikon e di come si sia a conoscenza di fatti sui responsabili delle impiccagioni extralegali e della scomparsa di forzen dell'opposizione. Si vuole tacere su tutto questo. Per questa ragione l'IHD insieme alle madri del sabato vuole di nuovo porre l'attenzione su queste scomparse.

Di nuovo, dunque, il prossimo sabato saranno, dopo anni di pausa alle ore 12 fuori il Liceo Galatasaray.

11 nuove dighe a Şırnak und Hakkari

Kurdish Info 28.01.2009- Da una parte gli Stati della Turchia e dell'Iran cercano di rendere impossibile la vita nei villaggi kurdi di confine con i bombardamenti, dall'altra parte sono iniziati lavori per la costruzione di 11 dighe nelle zone di confine. Entro due anni e mezzi i lavori dovrebbero essere completati. L'HPG, su questa questione ha già parlato degli eventuali pericoli. E' previsto uno stanziamento di 265, 8 milioni di lire turche.

Le dighe chiuderanno per diversi chilometri i confini e si prevede anche la costruzione di postazioni militari. In questo contesto s'inserisce anche la costruzione della diga Ilisu ad Hasankeyf, che va ad annientare una storia secolare di quella regione.

L'HPG mette in guardia

Il comandante del quartier generale dell'HPG Dr. Bahoz Erdal, aveva già denunciato il 2. Ottobre 2008 all'agenzia di stampa Firat che sia l'Iran che la Turchia stanno compiendo grossi sforzi per erigere nella zona di confine del Kurdistan del Sud, presso Botan e Zagros una zona cuscinetto. Starebbero portando li' altre armi pesanti e starebbero tappezzando tutte le cime delle montagne con postazioni militari e costruendo sentieri nelle gole. Fanno parte di questo processo di costruzione di una zona cuscinetto i progetti che riguardano le dighe.

Bahoz Erdal ritiene pericoloso questo progetto. Esso avrà una ripercussione non solo sulla Turchia, ma ha come obiettivo di tener lontano tra loro le quattro parti del Kurdistan.

E anche l'Iran, con i bombardamenti dei villaggi del Kandil e Xinere vuole rendere la regione inabitabile. Si cerca di scacciare le persone dal Sud e di creare un deserto ad Est. Bahoz Erdal ha precisato che questo non è unicamente un piano teso ad annullare la libertà di movimento dei Kurdi, ma si prefigge anche di modificare demograficamente l'intera regione del Kurdistan.

Dr. Bahoz Erdal ha definito la costruzione delle dighe una guerra speciale: " Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: Non bisogna sostenere questo progetto. Non è sicuramente un progetto che mira allo sviluppo del Kurdistan del Nord. Questo lo sanno tutti. "

Il Kurdo lingua ufficiale

Kurdish Info 26.01.2009 - In molte città del Kurdistan e della Turchia vi sono state nel fine settimana azioni dimostrative con lo slogan: " Madri per la Pace" , tese ad un riconoscimento del curdo come lingua ufficiale. Le dimostrazioni fanno parte della campagna messa in moto dal TZPKurdi, Nelle manifestazioni di Amed, Sirnak, Siirt, Van, Hakkari, Adiyaman, Antep, Istanbul, Izmir, Aydin e Ankara si è chiesto anche costituzionalmente la protezione della lingua kurda.

Intervento di Emilio Molinari

29.01.2009- Io credo che questo sia il punto: i kurdi sono dimenticati.

Bombardati, condannati a decenni di carcere e ignorati.

La loro voce è afona, non scuote l'indifferenza dell'Europa e dell'ONU e non una sola immagine di ciò che è avvenuto o avviene oggi in Turchia o al confine con l'Iraq, la Siria o l'Iran, arriva a scuotere la coscienza degli europei o degli americani.

Gli interessi economici e geopolitici rappresentati dalla Turchia, il suo lavoro di lobby sui parlamenti e sui media, una opinione pubblica indifferente alla solidarietà, che si mobilita a comando: un giorno per i tibetani, un altro per i birmani, sono le ragioni del silenzio.

Ma resta la domanda: come far entrare la questione kurda nell'agenda della politica internazionale? Quella dell'era Obama, delle crisi delle risorse e della crisi politica della Turchia.

Come rompere il silenzio?

Inasprendo la resistenza? E' una forte e legittima tentazione.

O forse è necessaria una forte iniezione di politica da parte degli amici del popolo Kurdo dentro e fuori le istituzioni europee e da parte dei leader Kurdi dentro e fuori il Kurdistan.

Difficile me ne rendo conto, eppure credo che portare dentro le grandi questioni universali il punto di vista dei curdi, sia la strada da percorrere.

Garantita la presenza e la possibilità di intervento agli esponenti dei movimenti e amministratori kurdi, nei Forum Internazionali: sull'acqua, sul cibo, sull'energia. E' cosa sulla quale impegnarsi, noi europei e i gruppi dirigenti kurdi. Ho potuto verificare nella preparazione del Forum Mondiale dell'acqua di Istanbul quanta indifferenza ci sia sul problema kurdo, anche tra gli stessi movimenti alternativi, nei Social Forum, ma anche quanta difficoltà si trova nel far mettere nell'agenda della politica kurda, questioni che riguardano l'intera umanità.

La questione delle risorse primarie e dell'acqua in particolare, pesa nella politica e nei conflitti di ieri e di oggi: Israele assorbe l'acqua di tutta la Palestina, parte di quella Giordana e punta a quella della Siria e a comprarsi quella della Turchia.

E la tragedia di Gaza è la metafora di tutto ciò.

Il Segretario dell'ONU dichiara: "l'acqua è il carburante delle prossime guerre, acqua ed energia, sono crisi mondiali che si alimentano l'una con l'altra e determinano la crisi mondiale del cibo."

La crisi energetica cerca nelle dighe e nei biocombustibili soluzioni che sottraggono terra ed acqua alla produzione di cibo e in tutto il mondo stiamo assistendo all'assalto all'acqua e alla terra da parte degli Stati e delle banche e delle multinazionali dell'alimentazione.

In Africa e in Asia intere regioni vengono vendute al altri paesi o direttamente alle multinazionali, mentre contadini e popolazioni vengono sistematicamente cacciati.

Le stesse Nazioni Unite parlano di 820 milioni di contadini che verranno espulsi dalle loro terre nei prossimi decenni.

La questione delle dighe attraversa i continenti, determina movimenti popolari importanti.

Questi movimenti sono in rete tra loro dall'India all'America Latina e stanno realizzando incontri con i movimenti dei contadini: dei Sem Terra e di via Campesina e a Belem nel Forum Sociale Mondiale, sono in corso questi primi incontri.

Ecco, vogliamo che i movimenti kurdi dell'acqua e della terra, partecipino da protagoniste ai futuri appuntamenti?

Il parlamento turco sta accelerando il voto sull'adozione definitiva del progetto della diga di Ilisu e questo per sottrarsi agli audit per l'ingresso nella CE sul recepimento delle sue direttive in materia di tutela delle acque, di partecipazione delle popolazioni (direttiva 2000/60), nonché di valutazione dell'impatto ambientale (direttiva 2001/41) e delle convenzioni internazionali con i paesi limitrofi.

Il governo turco non vuole trovarsi scoperto e accelera i tempi.

E l'Europa? E i movimenti sociali internazionali sull'acqua e sulle dighe? Come ci impegniamo tutti per scuotere la loro indifferenza?

La commissione ambiente del PE ha incontrato le maggiori ONG turche e tutte hanno ribadito che con la diga di Ilisu sono state violate tutte le normative e i diritti delle minoranze etniche.

Ha incontrato poi il ministro Veysel Eroglu che ha sostenuto che tutto va bene.

A chi crede l'Europa?

La commissione e il Ministro Eroglu hanno parlato di recepimento del protocollo di Kyoto da parte della Turchia, hanno ribadito l'importanza di nuovi negoziati sul clima.

Ebbene il 13 di Febbraio qui, nel PE si terrà un primo incontro su l'acqua nel protocollo sui mutamenti climatici al quale parteciperanno gli esponenti dei principali movimenti internazionali sull'acqua e personalità come Gorbaciov, Danielle Mitterand, Mode Barlow, l'intenzione è quella di introdurre nei negoziati regole sulle dighe, sulla coltivazione dei biocombustibili e sulla partecipazione delle comunità locali alla definizione delle politiche dell'acqua.

Vogliamo farne un incontro anche tra tutti i movimenti sulle dighe e vogliamo che vi partecipino anche personalità kurde?

La questione delle dighe e della privatizzazione dei servizi idrici, sono le battaglie del nostro tempo, in Italia tutta l'acqua potabile è stata privatizzata a beneficio di due multinazionali francesi: la Suez e Veolia, le stesse che si apprestano a conquistare quella tutta quella della Turchia.

Il 21 Marzo si terrà ad Istanbul il 5° Forum Mondiale dell'acqua e sarà una battaglia importante.

Lo sarà per la diga di Ilisu e per la privatizzazione dell'acqua potabile in tutta la Turchia.

Abbiamo lavorato per un Contro Forum unitario e per fare di questo evento una tribuna internazionale per i movimenti e gli amministratori kurdi anche dentro al Forum ufficiale attraverso la presenza di sindaci kurdi. Le difficoltà e l'indifferenza sono tante dentro e fuori la Turchia e la poca convinzione forse è anche da parte kurda.

I potenti della Terra si riuniscono per parlare di un dramma che riguarda l'intero genere umano.

E' un appuntamento per la politica curda in cui impegnare propri i propri movimenti e i propri amministratori che partecipino agli incontri della CGLU l'organizzazione dei comuni del mondo.

Ed è anche indispensabile che la delegazione dei parlamentari europei svolga una funzione di controllo democratico, nel permettere la partecipazione.

Sono giorni straordinari, saranno presenti 150 governi, più di 10000 persone, tutte le maggiori associazioni, i sindacati, la CE, la Banca mondiale l'ONU. Al Contro Forum dei movimenti sarà presente Miguel Descoto presidente dell'assemblea delle Nazioni Unite.

Negli stessi giorni si terrà del Newroz e si svilupperà la campagna elettorale per le amministrative.

Abbiamo un po' di tempo e qualche appuntamento per ragionare assieme sul che fare.

Noi abbiamo organizzato una carovana che partirà il 13 per il Kurdistan, forse in quei giorni possiamo gettare le basi per fare di Diyarbakir una sede internazionale del dibattito sulle dighe.

Un altro momento per rompere il silenzio dei dimenticati.


***
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