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La situazione politica attuale in Burundi e i bambini soldato

La transizione politica in Burundi ha dimostrato finora di essere tutt'altro che compiuta e di richiedere un processo di stabilizzazione preventivo per garantire il libero svolgimento delle elezioni previste per la metà del 2010 ed in prospettiva il consolidamento della situazione interna
8 aprile 2010 - Vincenzo Gallo

Burundi

Nonostante gli incoraggianti risultati ottenuti nel corso del 2009 per ciò che riguarda l'implementazione dei termini del Comprehensive Ceasefire Agreement del 2006, siglato dal governo con le forze ribelli delle FNL (Forces Nationales de Liberation) capeggiate da Agathon Rwasa, ed il proseguire dei programmi di disarmo e reinserimento degli ex combattenti la situazione politica nel paese è da considerarsi ancora piuttosto pericolosa. Il citato accordo di cessate il fuoco ha richiesto una lunga negoziazione tra le parti ed è stato previsto, tra le tante soluzioni volte a garantire il disarmo e la smobilitazione dei combattenti di varie milizie, l'inserimento di ex soldati e membri di gruppi armati nell'apparato politico e amministrativo statale. Lo stesso FNL, che ha compiuto una trasformazione radicale passando da gruppo ribelle a vero e proprio partito politico, sperimenta negli ultimi mesi una situazione di tensioni interne le cui conseguenze sono suscettibili di compromettere nel lungo periodo il processo di pacificazione nel paese; il leader del FLN, Agathon Rwasa, sarebbe alle prese con un fronte di opposizione interna al partito capeggiato dal portavoce del FNL, Pasteur Habimana. Nonostante le smentite e le rassicurazioni dei responsabili del partito voci insistenti affermano che la crisi di un partito del genere potrebbe innescare un meccanismo a catena che porterebbe nuovamente il paese nel caos. Il presidente della Burundi Association for the protection of Human Rights and Detainees (APRODH), Pierre-Claver Mbonimpa, ha espresso la sua preoccupazione al riguardo definendo la situazione politica in Burundi potenzialmente esplosiva a causa del grande numero di ex combattenti che sono diventati militanti attivi di vari partiti e che contribuiscono ad arroventare il clima politico con frequenti atti di intimidazione, violenze e aggressioni ai danni di militanti di partiti avversari.

Ancora a marzo 2010, a pochi mesi dall'inizio del ciclo elettorale ( le elezioni presidenziali del 28 giugno e quelle politiche del 23 luglio oltre alle elezioni per i 117 comuni previste per maggio 2010), si registrano episodi che fanno temere seriamente il precipitare della situazione interna; i maggiori timori riguardano la sicurezza interna e le pesanti limitazioni delle libertà personali e politiche dovute al perdurante clima di violenza. Alcuni partiti dell'opposizione, tra cui il Movement for Solidarity and Democrazy capeggiato da Alexis Sinduhije, hanno denunciato attacchi e omicidi ai danni di militanti politici sia nel corso di comizi che nelle abitazioni. Secondo l'APRODH il numero degli omicidi in Burundi nel 2009 è pari a 411 (su una popolazione di circa otto milioni di persone). Tali episodi contribuiscono a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni visto l'immobilismo delle forze dell'ordine e l'impunità che hanno accompagnato questi ed altri gravi casi di violenza politica. Non va trascurato nemmeno il fattore destabilizzante della discutibile neutralità della polizia nel paese, accusata a più riprese di aver esercitato pressioni su gruppi di opposizione e numerosi cittadini per favorire il partito al governo e di essere spesso complice degli abusi di quest'ultimo.

Alle tensioni politiche si aggiungo il peggioramento della situazione economica del paese con pesanti ripercussioni sulle condizioni di vita di centinaia di migliaia di persone. A febbraio 2009 le conseguenze della siccità hanno costretto migliaia di persone a trasferirsi ogni giorno nel vicino Ruanda in cerca di cibo e di lavoro; circa 35.000 famiglie, ovvero 180.000 persone nella provincia di Kirundo richiedono urgentemente assistenza (ed in particolare cibo e semi) e rischiano la morte per denutrizione dovuta ai mancati raccolti del gennaio 2010. Secondo Charles Dei, direttore del World Food Programme per il Burundi, la siccità ha compromesso irreversibilmente il raccolto di mais e fagioli nella stagione (che da solo rappresenta il 35% della produzione alimentare nazionale) con la conseguenza che il prezzo di questi beni è triplicato in pochi mesi, da 30 centesimi di dollari a quasi 90 centesimi.

I bambini soldato in Burundi nel 2009

Lo Special Representative del Segretario Generale dell'ONU per i Bambini nei Conflitti Armati ha condotto una visita ufficiale in Burundi nel marzo 2007 allo scopo di verificare le condizioni di vita e l'osservanza da parte delle autorità del paese della risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1612 del 2005. Radihka Coomaraswamy ha prestato particolare attenzione alla questione del coinvolgimento dei bambini nei gruppi armati, degli abusi sessuali e delle condizioni di detenzione di centinaia di bambini e già dai primi incontri con i rappresentati del governo si è dimostrata estremamente fiduciosa sulla riuscita del processo di recupero dei bambini vista la notevole disponibilità del governo ad adoperarsi per il rilascio e il reintegro garantendo il pieno sostegno alla comunità internazionale; ancora all'inizio del 2007 il numero dei bambini nelle mani delle Forces Nationales de Libération (FNL) era ancora superiore a 700. Lo Special Representative ha accolto positivamente l'adozione della norma del nuovo codice penale secondo cui il reclutamento dei bambini di età inferiore a 16 anni costituisce un crimine di guerra ma ha dichiarato che gli sforzi per contrastare l'impunità diffusa dei crimini ai danni dei bambini devono essere intensificati e le condizioni di detenzione dei bambini incarcerati per crimini correlati all'arruolamento devono rientrare tra le priorità del governo.

La negoziazione degli accordi col governo del Burundi e con gli esponenti dell'FNL ( il gruppo Palipehutu di Agathon Rwasa) ha portato in pochi mesi al rilascio di 232 bambini ma si è dichiarata preoccupata per la sorte di altri 500 piccoli soldati ancora nelle mani dei gruppi dissidenti ed impegnati nei rinnovati scontri armati contro le truppe governative. Il completamento del piano di liberazione dei bambini nelle mani del gruppo di Agathon Rwasa si è avuto a maggio 2009 con il rilascio degli ultimi 340 minori e il successivo inizio del programma di reinserimento così come concordato già nel Comprehensive Ceasefire Agreement del settembre 2006 ; il programma di DDR, negoziato con la partecipazione dell'UNICEF e del BINUB (United Nation Integrated Office in Burundi), prevedeva una serie di misure volte a garantire il sostegno materiale delle famiglie di origine dei bambini beneficiari tra cui una somma di denaro mensile per l'acquisto di generi di prima necessità (circa 18 dollari USA al mese).

IL bilancio complessivamente positivo del piano di rilascio, smobilitazione e reinserimento dei bambini soldato in Burundi è stato confermato dall'apposito rapporto del Segretario Generale dell'ONU del 10 settembre 2009 in cui si dice che tutti i bambini associati ai gruppi armati per i quali era stato programmato il rilascio erano stati ricongiunti con le loro famiglie. Nello stesso documento il Segretario Generale riporta i recenti sviluppi sul fronte della lotta all'impunità e l'attivazione di numerosi processi ai danni di autori di gravi violazioni e abusi di cui i bambini sono stati vittime; su 43 casi monitorati 23 sono stati esaminati dinanzi alle corti nazionali. Il Tribunale de Grande Instance ha emesso già tre sentenze di condanna per casi correlati agli abusi ai danni di minori e molti altri casi attendono giudizio. Un tribunale militare, il Conseil de Guerre di Bujumbara, ha condannato a dieci anni di carcere un soldato per l'omicidio di un bambino di 11 anni nel luglio del 2008 e la stessa pena è stata comminata ad un altro soldato per lo stupro di una ragazzina di 13 anni.

In Burundi le misure statali e internazionali riconducibili ai programmi di DDR sono state coordinate ed implementate grazie alla creazione di organi ad hoc quali il Technical Coordination Team per il DDR, istituito dalla National Commission for DDR e finanziato prevalentemente dalla Banca Mondiale. Nel corso del 2009 il piano del Team è stato aggiornato per rispondere adeguatamente alle necessità del reinserimento di lungo periodo di centinaia di bambini smobilitati e sottoposto al vaglio della Banca Mondiale per la concessione dei fondi e la proroga da 12 a 18 mesi.

 

 

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