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La verità nascosta

Guerra umanitaria in Kosovo? Hanno espiantato organi e trafficato droga

Una guerra voluta dalla Nato e che D'Alema difese perfino in un libro titotalo "Gli italiani e la guerra"
15 dicembre 2010 - Alessandro Marescotti

E così oggi sappiamo che abbiamo fatto la guerra del Kosovo per far vincere i peggiori criminali.

Lo dicevamo già da tempo, ma a darcene conferma oggi è il Consiglio d'Europa.

"I leader di etnia albanese dell’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) erano responsabili dei traffici di organi umani alla fine degli anni novanta. Lo afferma nel suo ultimo rapporto Dick Marty, che indaga su tali crimini per conto del Consiglio d’Europa".

E questa non è una notizia "tendenziosa" lanciata da un giornale pacifista. La troviamo oggi sul sito web del quotidiano La Stampa di oggi.

Che cosa è accaduto? "I membri indipendentisti dell’Uck rapivano serbi e altri civili per condurli in Albania, dove venivano loro espiantati gli organi che venivano poi venduti al mercato nero", continuiamo a leggere online su http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/380073

Ci hanno raccontato nel 1999 che andavamo a fare una guerra umanitaria per liberare il Kosovo dalla "pulizia etnica".

Ma ci siamo alleati con i trafficanti di droga dell'Uck, l'esercito indipedentista kosovaro che chiedeva a gran voce la "guerra umanitaria".

I boss della droga hanno partecipato alle trattative prima della guerra.

Ai negoziati francesi che portarono alla guerra c'era proprio Hashim Thaci, accusato si essere coinvolto anche in un traffico di armi e di droga.  E' oggi ritenuto un boss mafioso - secondo l'inchiesta del Consiglio d'Europa sul crimine organizzato che oggi campeggia su tutte le informazioni stampa (si veda http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo498267.shtml).

Tachi dette un contributo determinante alla "guerra umanitaria" e in questo momento governa il Kosovo.

Che nell'Uck ci fossero dei trafficanti di droga lo si sapeva ma lo si è taciuto perché mica potevamo dire che si faceva una guerra umanitaria con dei delinquenti incalliti.  Raccota Ennio Remondino, giornalista RAI autore del libro "La televisione va alla guerra" (ed. RAI-ERI), che fu trovata una notevole quantità di "polvere bianca" nel bagaglio di uno dei delegati kosovari dell'Uck a Rambouillet, durante le trattative svolte in Francia che decretarono il via libera alla guerra. "Non era farina o borotalco", annota Remondino nel capitolo "Borotalco" che nel libro è dedicato a questa paradossale vicenda.

Ma era bene tacere e non indagare oltre. Il libro di D'Alema

Si andava verso una guerra "giusta" e nessun dubbio doveva tormentare la coscienza degli italiani.

D'Alema difese la l'intervento armato perfino in un libro titotalo "Gli italiani e la guerra".

Ancora oggi sul sito web di D'Alema si legge che con quella guerra l'Italia veniva "restituita al ruolo e al prestigio internazionali che merita; i cittadini italiani che hanno dimostrato, ancora una volta, quanto profonda e radicata sia in loro la vocazione alla solidarietà".

Lo si legge su http://www.massimodalema.it/pubblicazioni/kosovo.asp

E così con quella guerra si è affermato Hashim Thaci, ora capo di governo.

"Il capo del governo del Kosovo - anticipano il Guardian e la Bbc - viene indicato come il boss di un racket che ha iniziato le sue attività criminali nel corso della guerra del Kosovo proseguendole nel decennio successivo. Il rapporto, che conclude due anni di indagini e cita fra le sue fonti l'Fbi e altri servizi di intelligence, scrive che Thaci ha esercitato un "controllo violento" nell'ultimo decennio sul commercio di eroina" (cfr. http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo498267.shtm).

Secondo le testimonianze raccolte dal rapporto del Consiglio d’Europa (Ce), venivano uccisi con un colpo di arma da fuoco alla testa i prigionieri di guerra serbi e altri civili vittime del traffico di organi di cui sarebbero responsabili i leader di etnia albanese dell’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck).

Forse sarebbe utile una nuova edizione aggiornata del libro di D'Alema su Kosovo.

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