Conflitti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

    Attacchi a truppe USA

    Resistenze sporadiche continuano in Iraq, dopo che le forze statunitensi
    attendono di consolidare il loro potere nella regione.
    17 aprile 2003 - Rosarita Catani

    Le truppe americane sono state attaccate nel Nord e nel Sud dell’Iraq,
    stamani. Alcuni iracheni sono stati uccisi ed altri catturati.

    La cittadina di Mousul, nel Nord dell’Iraq, continua ad essere teatro di
    violenza.

    Le forze di coalizione affermano che in Iraq i Mujahideen-I-Khalq iraniani
    continuano ad attaccare le forze americane.

    La cosa spiacevole è che non annunciano che hanno preso tutti i pozzi di
    petrolio.

    Un testimone racconta: “Sono un medico, abito a Karkut. La mia abitazione è
    proprio vicina ai pozzi di petrolio. I soldati americani hanno circondato i
    pozzi con i loro tank e non fanno avvicinare nessuno. Proteggono i pozzi
    di petrolio ma non proteggono le persone. In questo momento l’acqua nel
    nostro paese è più vitale dei pozzi di petrolio, ma, gli americani lasciano
    che si ruba l’acqua, si rubano le medicine dagli ospedali senza intervenire”.

    A Bagdad, le persone continuano a manifestare. Oggi è stato formato il
    Partito Democratico. Intanto, l’emergenza per la città cresce sempre di
    più. Non è stato ripristinato ancora nessun servizio: acqua, luce, gas. La
    Mezza Luna irachena chiede aiuto e protezione.

    Tutto questo succede mentre gli americani sono intensi a risolvere il
    giallo delle prigioni di Saddam Hussein. Fino ad oggi, nelle prigioni
    sotterranee scoperte non è stato trovato nessun detenuto.

    Prima della guerra, in un’intervista rilasciata ad Al Jazeera,
    Saddam alla domanda del suo intervistatore rispondeva:

    D: per quanto riguarda i rapporti con il Kuwait, sappiamo che quest’ultimo
    ha posto come condizione per una riconciliazione con Bagdad il rilascio dei
    suoi prigionieri. Avete ancora cittadini kuwaitiani nelle vostre carceri?

    R: e’ stato emesso un decreto governativo con cui abbiamo rilasciato tutti
    i carcerati sia politici che criminali, in generale arabi, non solo
    iracheni. Eccezion fatta per le spie che hanno lavorato per gli USA e
    Israele. Abbiamo rilasciato anche i condannati per omicidio a condizione
    che la famiglia del colpevole si accordi con quella della vittima e che sia
    concesso il perdono secondo la volontà delle due parti. Per la prima volta
    nella Storia, le prigioni irachene sono oggi le uniche prigioni al mondo ad
    esser vuote.

    Gli scavi per ritrovare i prigionieri continuano, poiché, alcuni testimoni
    hanno dichiarato di aver sentito delle voci provenienti dal sottosuolo che
    chiedevano aiuto. Vi sono persone che non sanno più nulla dei loro cari
    dopo l’arresto. Il problema è che non riescono a trovare l’entrata di
    queste prigioni. Né una porta, né una finestra.

    Un soldato iracheno, trasferitosi nel Nord dell’Europa, parlando al
    telefono con la televisione araba Al Jazeera ha dichiarato:

    “Ero un soldato e prestavo servizio durante il regime di Saddam. Le
    prigioni le conosco. Ho portato diverse volte i prigionieri lì ma non so
    dov’è l’entrata di quella prigione.

    Gli americani e gli inglesi però sanno dov’è l’ingresso perché le hanno
    costruite loro quando hanno messo Saddam al potere. “

    Se quanto dichiarato è vero le forze anglo-americane dovranno rispondere di
    questo crimine.

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies