Conflitti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

    Libertà o caos?

    1 maggio 2003 - Rosarita Catani

    30.04.03 Gli iracheni si lamentano della versione USA sulla libertà

    di Rosarita Catani da Shafa Badran (Amman) Giordania

    REPORT N. 17

    BAGHDAD - "L'America ci porta libertà, ma con missili distruttivi,
    saccheggio ed arbitrio", si lamenta Rasheed Mosuli dell'aggressione USA nei
    confronti del suo paese nel nome della Libertà.

    "Attraversano l'Oceano, reclutando I loro media, bombardando le nostre
    case, distruggendo I nostri giardini, permettendo ai ladri di derubarci ed
    portando il caos e l'anarchia nel paese; tutto per l'immenso amore verso la
    libertà", accusa Mosuli, come molti altri qui, dopo la fine della guerra e
    la sconfitta del regime di Saddam Hussein.

    "Dopo che la situazione sarà stabilizzata, le Forze americane permetteranno
    ai partiti di controllare la costruzione del governo senza alcuna
    limitazione al numero assegnato ad ognuno di loro. Questa è libertà", si
    lamenta Moduli con un tono sarcastico misto ad impazienza.

    Vendesi bevande alcoliche. Vendono i loro prodotti a chiunque, incluso
    bambini al di sotto di 11 anni. Il giornalista domanda: "E' possibile
    adesso?" La persona intervistata risponde: "Si, c'è libertà adesso. La
    birra ora costa 200 dinari a bottiglia". Il compratore è attratto dal nuovo
    prodotto immesso sul mercato.

    Gli ufficiali americani continuano a ripetere che Washington prometterà
    democrazia in Iraq e non imporrà alcun governo o cultura.

    "L'Iraq può essere un esempio di pace e prosperità e libertà dell'intero
    Medio Oriente" ha dichiarato ieri, Bush.

    Ma gli iracheni pensano che essa è un'occupazione piuttosto che un viaggio
    transatlantico per la libertà.

    Tre manifestanti sono stati uccisi e molti altri feriti quando I soldati
    americani hanno aperto il fuoco su di loro, solo un'ora dopo altri 15 sono
    stati uccisi dale forze americane in un'altra manifestazione separata.

    Nel mercato della capitale, per strada, Kalashnikov rapinati, armi e bombe
    come alter munizioni possono cadere nele mani di tutti I civili ad un
    prezzo lucrative che costa meno di un chilo di carne.

    "I bambini possono ora trovare cd pornografici, film in vendita per le
    strade della capitale irachena", dichiara Amer Sabrim, meravigliato di
    tutte le cose che stanno arrivando velocemente in un paese arabo islamico.

    "Il gioco d'azzardo era vitato nel paese e le persone non avevano fretta di
    approdare in quell porto, e noi non ascoltiamo più la voce del Muezzins che
    recita il Qur'an ad alta voce. " Si lamenta Sabri

    Vi sono state anche massicce maifestazioni in vari distretti del paese per
    chiedere la fine dell'occupazione e la formazione di un governo nazionale.
    In una dimostrazione, 110 iracheni, tra sanniti e schisti, unendosi per
    mano chiedevano la fine dell'occupazione Anglo.-Americana dal loro paese,
    cantando: "No to Saddam, No to Bush, Yes to Islam".

    IRAQ - 30.04.03

    Le manifestazioni contro l'occupazione Americana nell'Iraq, sono avvenute
    sopratutto nel Falujah ad est di Bagdad che ha visto altri tre vittime
    irachene stamattina; uccisi con il fuoco dei soldati americani che hanno
    mirato contro i manifestanti della città. Oltre a un numero non precisato
    di feriti, di cui due di loro in grave pericolo di vita. A Bagdad l'inviato
    di Al Jazeera ha detto che ci sono stati due morti iracheni uccisi dalle
    forze di occupazione americane oltre a diversi feriti dopo una
    manifestazione alla quale hanno partecipato 7000 iracheni per chiedere il
    ritiro di soldati americani da una scuola che veniva usata come una base
    fino alla sera del lunedì scorso. L'altro ieri c'è stata una manifestazione
    che richiedeva il ritiro delle forze americane le quali hanno caricato
    uccidendo tredici iracheni e ne hanno ferito altre decine. Un tenente
    americano ha dichiarato che c'erano degli spari contro le truppe americane
    e loro hanno risposto al fuoco. Ha dichiarato, inoltre, che alcuni dei
    manifestanti hanno tirato delle pietre contro le truppe americane.

    Note:

    Rosarita Catani e' una reporter indipendente che invia i suoi
    resoconti da Amman, Giordania, raccontando da un punto di osservazione
    privilegiato cosa accade in Iraq e in medio oriente. I suoi report -
    pubblicati regolarmente sul sito www.peacelink.it - sono utilizzabili
    liberamente previa citazione della fonte e dell'autrice

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies