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    Frattini, un ministro sceso sul piede di guerra

    Il ministro degli Esteri inneggia a Quattrocchi, "un italiano morto da eroe" e fa la faccia feroce. Da Vespa.
    16 aprile 2004 - Ettore Colombo
    Fonte: Vita online -http://www.vita.it - 15 aprile 2004

    Franco Frattini, il "nostro" ministro degli Esteri, ha sempre avuto la faccia del bravo ragazzo. Bravo e innocuo. Da pochi giorni, però, da quando hanno rapito i quattro italiani in Iraq, ha scoperto di avere un nuovo carattere, quello del duro. Forse anche per giustificare la sua presenza (incolore) al vertice di un ministero degli Esteri e di un governo, di fatto, in guerra. E così prima si è gonfiato il petto d'orgoglio elogiando la morte "da eroe" di Quattrocchi. "Desidero ora darvi una notizia che può essere importante - ha annunciato oggi ai giornalisti - Sono stato autorizzato dalla famiglia del giovane Fabrizio Quattrocchi, dalla madre e dalla sorella, a rivelare le ultime parole di questo ragazzo". Un ragazzo, ha proseguito il ministro, che "è morto da coraggioso, direi da eroe". Poi ha comunicato il contenuto del nastro fatto pervenire all'emittente satellitare Al Jazeera dai miliziani iracheni: "Questo ragazzo - ha detto - quando gli assassini gli stavano puntando la pistola contro, ha cercato di togliersi il cappuccio e ha gridato 'adesso vi faccio vedere come muore un italiano', e lo hanno ucciso".
    Infine, si è appellatto al (comune?) senso patriottico. ''Ci sono dei momenti in cui l'Italia deve presentarsi al mondo come un grande Paese. Questo e' uno di quei momenti''. Una specie di dichiarazione di guerra o apertura delle ostilità, altro che ritiro dei soldati, sulla falsariga di un altro cow boy al governo, il ministro della Difesa Martino.
    Ma se Martino è quello cattivo, Frattini si sente come il generale buono che piange il suo Rambo, dopo aver condiviso con lui pericolose missioni e immani sacrifici, fianco a fianco. Già, peccato che ieri sera Frattini fosse ospite di "Porta a Porta", invece che trovarsi nella stanza crisi del suo ministero e continuasse a sostenere "sappiamo solo che hanno uccio uno, forse non è neanche italiano..." finché le notizie delle (sue) ambasciate hanno confermato quelle di Al Jazeera. "Un 'reality show' tragico e cinico, un gioco della roulette russa, quello andato in onda grazie a Bruno Vespa ieri sera e conclusosi con l'annuncio del nome del nostro connazionale selvaggiamente trucidato, una pagina di televisione senza limiti etici e senza rispetto della vita", commenta durissimo Pietro Folena dei Ds, che definisce la partecipazione del ministro degli Esteri "una pagina di cinismo e cialtroneria senza precedenti". Frattini, in effetti, ieri sera sembrava più preoccupato di bacchettare la Gruber ("La smetta di chiamarla resistenza! Quelli sono semplici briganti, terroristi sanguinari!")che di capire come stavano le cose. Sul quotidiano La Repubblica Massimo Giannini lo ha definito "un ministro che sbaglia il tono, il luogo, il messaggio". Ci associamo pienamente.

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