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Intervista a Darko Brkan, coordinatore di “Kampanja za prigovor Savjesti u BiH”.

Campagna per l'obiezione di coscienza in Bosnia ed Erzegovina
17 aprile 2004 - Daniele Gambassi, casco bianco della Caritas Italiana a Sarajevo

Il giorno 14 aprile 2004 a Sarajevo e’ stato firmato una accordo tra il ministero della difesa, 52 tra organizzazioni ed enti pubblici e la “Kampanja za prigovor Savjesti u BiH”, che consentira’ per la prima volta in FbiH l’inizio del servizio civile di un gruppo di obiettori, il prossimo 10 maggio. Daniele Gambassi, casco bianco della Caritas Italiana a Sarajevo, ha chiesto qualche giorno prima una intervista a Darko Brkan, il giovane coordinatore di “Kampanja za prigovor Savjesti u BiH”.

1) Puoi descrivere in poche parole di cosa si occupa “Kampanja za prigovor savjesti u BiH - Campagna per l’obiezione di coscienza In Bosnia ed Erzegovina"?

Il scopo della nostra ONG e’ quello di promuovere l’obiezione di coscienza come valore e come diritto umano a tutti i livelli. In concreto vogliamo che sia effettiva in Bosnia la possibilita’ di obiettare al servizio militare e svolgere il servizio civile secondo gli standard stabiliti dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani. Attualmente organizziamo attivita’ pubbliche di sensibilizzazione, quali concerti, volantinaggi, dimostrazioni.
Facciamo informazione presso i giovani riguardo ai loro diritti e doveri riguardo l’OdC. Facciamo pressione nei confronti delle istituzioni pubbliche perche’ venga attuata al piu’ presto una buona legge sull’ OdC. Nei confronti delle istituzioni pubbliche in Bosnia ed Erzegovina siamo l’interlocutore principale.
E tutto questo in tutto il territorio, abbiamo attivisti in tutti i cantoni nella federazione, come nella Repubblica Srpska.

2) In che modo avete cominciato e qual e’ la strada percorsa?

C’e’ innanzitutto da dire che la nostra costituzione nata dopo l’ultima guerra prevede il diritto all’ Obiezione di coscienza, ma per tanto tempo non si e’ neanche pensato di adottare una legge o un regolamento in materia.
Il movimento per l’OdC in Bosnia che ha portato alla nostra Campagna si puo’ dire che e’ partito nel 1997-98 da gruppi di donne che non volevano che i loro figli facessero il servizio militare. La prima risposta si e’ avuta nel 2000, quando nella rep. Srpska le istituzioni hanno cominciato lentamente a muoversi per fare una prima bozza di legge.
La nostra campagna ha origine in quel periodo, quando alcuni giovani si sono incontrati con SHL (una ONG tedesca che lavora in particolare sul’OdC) e con un altra organizzazione di quaccheri inglesi chiamata “testimoni di pace”, con le quali e’ stato stabilito un piano di sensibilizzazione all’interno delle ONG locali per far conoscere le tematiche dell’OdC e della nonviolenza. Cosi’ abbiamo tenuto i primi seminari nelle principali citta’ bosniache, incontrando tantissime realta’ locali.
Nell’agosto 2001 abbiamo partecipato con altri gruppi simili ai nostri ad un meeting regionale di strategic planning in Montenegro, che ci ha veramente allargato l’orizzaonte.
Cosi’ a gennaio 2002 siamo arrivati ad organizzare la ricerca di fondi, a costituirci con una struttura, e a stabilire le prime proposte di progetti. All’inizio eravamo 8 persone nell’ufficio centrale di Sarajevo con 6 coordinatori regionali con sede a Bihac, Tuzla, Zenica e Travnik, Zvornik, Mostar e Banja Luka.

Cosi' e' cominciata ufficialmente l'attivita' della nostra campagna, che nel 2002 e' costituita soprattutto in seminari, concerti di sensibilizzazione, incontri nelle scuole. Abbiamo cominciato anche ad interessarci degli spetti legali della materia, per poter rendere piu' concreto il nostro impegno. Nel 2003 infatti ci siamo concentrati di piu' nel lavoro di lobbing presso la commissione per l'OdC del ministero della giustizia, che riceve le domande di obiezione di coscienza ed ha il compito di accettarle, e presso il ministero della difesa, che dovrebbe assegnare gli obiettori ai rispettivi servizi . In questo siamo stati e siamo aiutati da organizzazioni internazionali e ONG.

Si sono ottenuti alcuni importanti risultati:
Intanto la commissione per l'OdC ha approvato in federazione circa 1100 domande di obiezione che fino a questo momento sono rimaste pendenti.
Nel 2003 sono state approvate in federazione le »Istruzioni preliminari in materia di OdC« che regolarizzano in maniera organica la materia dell'OdC. Lo giudichiamo per ora un 'ottimo compromesso, attraverso il quale , oltre al regolemento in se', il governo si impegna in prima persona per l'informazione dei giovani riguardo ai loro diritti e in cui riconosce l'obbligo di contrarre accordi con gli enti e le organizzazioni locali per rendere effettivo il servizio civile.
In questi ultimi mesi, e siamo al 2004, siamo arrivati ad avere questo accordo tra il governo e 52 tra organizzazioni locali ed enti pubblici, che sara' firmato il prossimo 14 aprile e che consentira' la partenza del primo scaglione di obiettori nella federazione BiH. Saranno quasi un centinaio.
Inoltre la nostra Campagna ha ottenuto il 25 marzo 2004 un risultato che non ha precedenza in Europa e crediamo nel mondo: la firma di un protocollo tra un governo ed una ONG (in questo caso noi della »Kampanja za prigovor Savjesti u BIH«) che da' alla seconda la possibilita' di verificare le modalita' di arruolamento dei giovani, di poter accedere alle domande cartacee di obiezione di Coscienza ed essere riconosciuta ufficialmente come attore per l'informazione riguardo i regolamenti ed i diritti dei giovani.

3) Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

Innanzitutto una vera legge sul servizio civile a livello statale, che comprenda le 2 entita' della BIH. Infatti come ho detto prima, dal 2001 la rep. Srpska ha approvato per prima alcune norme sull' OdC e sul servizio civile, che ha portato al servizio effettivo non piu' di 10 giovani, ancora prima che in Federazione. Questo sarebbe stato un buon inizio, se tutto non fosse rimasto un fuoco di paglia. Infatti ci risulatano essere molte lacune sull' informazione negli uffici pubblici e non ci sono stati altri giovani che sono partiti in servizio civile.
Vorremmo che i periodi per il servizio militare e quello civile venissero equiparati (nella Rep. Srpska il serv. Mil dura 4,5 mesi. e il SC 9 e per la federazione sono 6 e 9 mesi)
Ci stiamo impegnando perche' basti la sola domanda di OdC, e non la sua approvazione, per far si' che un giovane non faccia il servizio militare. Infatti e' successo che alcuni giovani in passato hanno ricevuto la »cartolina« dall'esercito mentre erano in attesa dell'accettazione della domanda di OdC e son dovuti partire. Questa e' un obiettivo che consideriamo urgente.
Adesso speriamo che i primi obiettori che cominceranno il 10 maggio costituiscano un buon primo passo, e per questo saremo impegnati a breve in una serie di incontri ufficiali con i governi cantonali della FBiH, le organizzazioni locali e gli obiettori, per presentare i protocolli firmati: ci sara' da viaggiare !

4) Cosa ti ha spinto ha lavorare in questa campagna?

Non mi fanno spesso questa domanda!
All'inizio intanto eravamo tutti volontari. Personalmente credevo fosse una cosa per cui impegnarsi, anche se non avevo piena coscienza di tutti i valori alti che l' OdC comporta. E poi non volevo imbracciare un fucile. L'esperienza e' stata condivisa con tanti amici. All'inizio l'organizzazione era completamente orizzontale, poi abbiamo stabilito alcune responsabilita'. Comunque, quando dobbiamo stabilire i piani per il futuro, le voci di chi lavora e degli attivisti piu' presenti hanno lo stesso peso. Poi per le attivita' c'e' chi e' piu' responsabile di altri.

5) Cosa pensi della situazione in Bosnia ed Erzegovina?

Abbiamo 3 problemi principali:
1. Per i paesi occidentali costituiamo adesso un mercato da 3 milioni di persone (che difficlmente possono uscire se non hanno il passaporto croato, ndr) , il cui lavoro e' ad un basso prezzo, e una via di comunicazione poco costosa. Contemporaneamente non c'e' un investimento vero e proprio da parte delle aziende estere nelle nostre strutture produttive.
2. Abbiamo una burocrazia statale enorme, costosa e lenta: 1 stato, due entita' 13 cantoni, ognuno con il suo parlamento o assemblea, ed il proprio consiglio dei ministri, con una miriade di uffici
3. Le persone non hanno ancora una coscienza della collettivita'. Tanti guardano ai propri interessi solamente. Un esempio: in 8 anni non c'e' stato un solo sciopero generale.
Perche'?
Penso perche' non c'e' una reale speranza di poter cambiare le cose, stando questa situazione.

6) Ad uno che viene dall'estero cosa senti di dire?

Se e' venuto a risolvere dei problemi, un operatore di ONG, di concentrarsi sui bisogni e di lavorare su quelli.
Se fa parte di un' organizzazione internazionale di far si' che il nostro ingresso nell'unione europea che tanti pensano sia la ricetta di tutti i mali, non sia solamente un modo per ricavare maggiore profitti per chi nell'UE gia' c'e'

Note:

Nota di Daniele Gambassi:
Questo articolo al momento non rappresenta in alcun modo la posizione ufficiale di Caritas Italiana.

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