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Afghanistan Non ci sono stati progressi da parte delle forze armate statunitensi in Afghanistan, a meno che non si chieda agli imprenditori dell’industria militare statunitense o ai baroni afghani della droga, di cui una quota estremamente grande è rappresentata dai nostri alleati nel governo, nelle milizie e nelle forze di sicurezza afghane. Ci sono state soltanto sofferenza e distruzione.
I politici americani, gli esperti e i generali vi parleranno dei "progressi" fatti dalle 70.000 truppe americane stanziate in Afghanistan dal Presidente Obama a partire dal 2009, insieme ad altre 30.000 truppe europee e 100.000 imprenditori privati, tuttavia la realtà nuda e cruda è che la guerra in Afghanistan dal 2009 ha solo subito un’escalation, mai stabilizzandosi e mai accennando a diminuire; le forze talebane sono aumentate di decine di migliaia, a dispetto delle decine di migliaia di vittime e prigionieri; e le vittime americane e afghane hanno continuato a crescere ogni anno del conflitto, e le vittime statunitensi hanno cominciato a diminuire solo quando le forze americane hanno cominciato a ritirarsi in massa da parti dell'Afghanistan nel 2011, mentre le forze di sicurezza afghane e i civili hanno subito vittime record ogni anno da quando l'ONU ha cominciato a tenere traccia delle cifre.

Allo stesso modo, si è scoperto, da parte dell'Ispettore Generale Speciale per la Ricostruzione Afghana (SIGAR), che tutti i progressi nella ricostruzione o nello sviluppo dell'Afghanistan semplicemente non esistono, nonostante i più di 100 miliardi di dollari spesi dagli Stati Uniti in questa impresa. 100 miliardi di dollari, a proposito, è più denaro di quanto fu speso nel piano Marshall se convertiamo la cifra di quel piano di ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale adeguandola all’inflazione. Spesso, le ripetute affermazioni sul fatto che in Afghanistan milioni di ragazze vanno a scuola, milioni di afghani hanno accesso a una migliore assistenza sanitaria, l’aspettativa di vita è aumentata notevolmente ed è in corso la costruzione di un’economia edilizia che dà lavoro, sono state smascherate come tipiche bugie da public relations. Spesso mostrati come moderni Villaggi Potemkin ai giornalisti e alle delegazioni congressuali in visita e utilizzati per giustificare i continui bilanci a favore del Pentagono e dell’USAID (United States Agency for International Development) e dunque, per consentire un maggior numero di uccisioni, come il programma di ricostruzione dell'America in Iraq, il programma di ricostruzione in Afghanistan si è rivelato un fallimento e i suoi presunti successi risultano praticamente inesistenti, come documentato da più indagini da parte del SIGAR, nonché da investigatori e ricercatori provenienti da organizzazioni come l'ONU, l'Unione Europea, il FMI, la Banca Mondiale, ecc.

Stasera, il popolo americano ascolterà ancora una volta la grande menzogna sui progressi che l'esercito USA ha fatto in Afghanistan dopo l’"Afghan Surge", proprio come spesso ascoltiamo la menzogna su come le forze americane hanno "vinto" in Iraq. In Iraq si trattò di un compromesso politico che portò ad una cessazione delle ostilità per un breve periodo di tempo ed è stato il crollo dell'equilibrio politico che è stato colpito a portare al ritorno della violenza degli ultimi anni. Nell'Afghanistan non c’è mai stato nemmeno un tentativo di trovare una soluzione politica di questo tipo e il popolo afghano ha visto negli ultimi otto anni, ogni anno, un peggioramento della violenza.

Gli americani sentiranno, anche, stasera, come l'armata degli Stati Uniti abbia fatto grandi cose per il popolo afghano. Sarebbe difficile trovare molti afghani al di fuori del governo incredibilmente corrotto e illegittimo (impossibile trovare una definizione migliore di cleptocrazia) che gli Stati Uniti continuano a mantenere al potere con i loro soldati e con 35 miliardi di dollari l'anno, che siano d'accordo con le dichiarazioni dei politici americani, dei generali americani e degli esperti, questi ultimi principalmente finanziati, direttamente o indirettamente, dalle industrie militari. È importante ricordare che per ben tre elezioni dirette in Afghanistan, il governo degli Stati Uniti ha sostenuto elezioni scandalosamente fraudolente, consentendo ai soldati americani di uccidere e morire mentre le elezioni presidenziali e parlamentari venivano sfacciatamente truccate. È altresì importante ricordare che molti membri del governo afghano sono essi stessi signori della guerra e baroni della droga, molti di loro colpevoli di alcune delle peggiori violazioni dei diritti umani e di crimini di guerra, gli stessi abusi di cui sono colpevoli i talebani, mentre l’attuale Governo di Ghani e il precedente governo di Karzai, hanno permesso la continuazione di crimini crudeli contro le donne, incluse le leggi che consentono agli uomini di abusare legalmente delle loro mogli.

Qualsiasi cosa il presidente Trump annuncerà stasera sull'Afghanistan, una decisione che ha ridicolizzato su Twitter, come se l'annuncio riguardasse un nuovo lancio di prodotti al dettaglio o l’episodio di qualche show televisivo, mentre invece si tratta dell’oscura e dolorosa realtà della guerra, possiamo essere certi che le bugie circa i progressi americani in Afghanistan continueranno, le bugie sull'impegno americano nei confronti dei diritti umani e dei valori democratici continueranno, continueranno anche i profitti delle compagnie militari e dei baroni della droga e, naturalmente, continuerà sicuramente la sofferenza del popolo afghano.

Note:

Matthew Hoh è membro dei consigli consultivi di Expose Facts, Veterans for Peace e World Beyond War. Nel 2009 ha rassegnato le sue dimissioni presso il Dipartimento di Stato in Afghanistan in segno di protesta contro l'escalation della guerra afghana da parte dell'amministrazione Obama. In precedenza era stato in Iraq con un team del Dipartimento di Stato e con i Marines Usa. È Senior Fellow presso il Centro di Politica Internazionale.

Tradotto da Antonella Recchia per PeaceLink . Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
N.d.T.: https://www.counterpunch.org/2017/08/21/the-lies-on-afghanistan/
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