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    AUMENTANO LE VITTIME TRA LE FILE AMERICANE. 10 MORTI IN DUE GIORNI.

    8 luglio 2003 - Rosarita Catani

    BAGHDAD, 8 luglio 2003 – Sembrava tutto finito per i soldati americani: l’entrata trionfante a Baghdad, l’annuncio della fine della guerra da parte di Bush il primo maggio, ma i soldati americani continuano a morire. Gli iracheni resistono, si organizzano e sembrano sempre piu’ determinati a cacciare l’oppressore.

    Alle 9,15 di questa mattina (ora locale), sulla strada che conduce all’aereoporto, la resistenza irachena compie un nuovo attacco contro le forze d’occupazione. Vengono lanciate delle bombe a mano su due veicoli militari statunitensi: otto i soldati uccisi.

    Poche ore prima, delle denotazioni di tre o piu’ granate, si sono sentite vicino ad una stazione di Polizia a Nord di Baghdad, nel distretto di Ash-Shab. L’obiettivo era di colpire i soldati statunitensi che stazionano all’interno del distretto unitamente alla polizia irachena. Durante l’attacco due poliziotti iracheni sono stati feriti.

    Il bilancio delle vittime continua a crescere da entrambe le parti. Gli iracheni sempre piu’ furiosi nei confronti delle forze di coalizione che dopo tre mesi d’occupazione non hanno ancora stabilito l’ordine, non sono riusciti a formare un Governo iracheno che rispecchi la volonta’ del popolo, non hanno ripristinato i servizi.

    La rivolta, sembra possa scatenarsi piu’ violenta, specialmente nella cittadina di Ramadi, ad Ovest di Baghdad, dove i soldati americani hanno fatto delle vittime tra i civili.

    Ieri, 7 luglio, altri due soldati americani sono stati uccisi in due attacchi separati. Il primo attacco è avvenuto nel sobborgo di Al-Azsamiya, dove alcuni iracheni hanno aperto il fuoco su un gruppo di soldati ed uno di loro e’ stato ucciso. L’altro attacco e’ avvenuto nel quartiere di Kadhamiyah a nord della capitale irachena. La resistenza ha lanciato delle bombe contro un veicolo militare uccidendo uno dei soldati.

    In tutto questo, a sorpresa, ricompare Saddam Hussein ad incitare la resistenza irachena Le televisioni arabe Al Jazzera e Lbc (libanese) trasmettono il messaggio registrato su una cassetta: “Sono vivo e sono in Iraq con dei compagni ad organizzare la resistenza". La voce è mal registrata e non si ha nessuna sicurezza che fosse la sua.

    Come mai lo spettro di Saddam Hussein riemerge proprio in questo periodo, quando la resistenza irachena si sta consolidando ed i soldati americani stanno perdendo la fiducia?

    Il fantasma di Saddam Hussein che ritorna, potrebbe dare una nuova forza alle truppe d’occupazione che avrebbero di nuovo un nemico da cercare, ed il giusto senso per continuare quest’illegittima occupazione del territorio iracheno.

    Note:

    Rosarita Catani e' una reporter indipendente che invia i suoi resoconti da Amman, Giordania, raccontando da un punto d’osservazione privilegiato cosa accade in Iraq e in medio oriente. I suoi report - pubblicati regolarmente sul sito www.peacelink.it - sono utilizzabili liberamente previa citazione della fonte e dell'autrice

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