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    IRAQ UCCISI QUATTRO SOLDATI AMERICANI

    27 maggio 2003 - Rosarita Catani

    BAGHDAD, 27 maggio 2003- Quattro soldati americani sono stati uccisi ed altri sei sono stati feriti in un attacco eseguito dalla resistenza irachena, la violenza continua nelle strade. La situazione, diventa ogni giorno più pericolosa in Iraq.

    Gli iracheni hanno aperto il fuoco sulla terza armata del reggimento di Cavalleria vicino Haditha a 110 Km Nordovest di Baghdad. A seguito dell’esplosione un soldato americano è stato ucciso ed altri tre sono stati feriti, mentre le macchine militari risultano distrutte.

    Ali Abbas, un cittadino iracheno residente ad Amiriyah, un’area ad ovest di Bagdad, con voce alterata dichiara: ”Se lo dovevano aspettare. Sono occupanti, non liberatori”.

    Un soldato americano è stato ucciso in un agguato, mentre un altro è annegato in un acquedotto. Inoltre, a sud di Baghdad è stato ucciso un americano a seguito di un’esplosione ed il suo compagno è stato gravemente ferito.

    Il commando militare statunitense, ammette che non è la prima volta che le truppe americane sono attaccate.

    Le postazioni militari americane a Baqoba, a Nord di Baghdad, hanno ricevuto un’altro attacco, ma non vi sono feriti tra le file americane. Una donna irachena è stata uccisa, sempre a Baqoba, dai soldati americani i quali sostengono che la stessa non si è fermata quando le è stato intimato l'alt e continuava a procedere verso di loro. La donna aveva due granate tra le sue mani.

    La violenza, che si sta scatenando in questi giorni, è un chiaro segno dell’opposizione che molti iracheni esprimono contro l’occupazione americana in Iraq.

    “L’America ha due possibilità: una di usare la forza contro il popolo iracheno, la seconda di ascoltare il popolo iracheno” dichiara il Dr. Hamid al Bayati, il portavoce del Concilio Supremo per la rivoluzione Islamica in Iraq. “Se essi useranno la forza, ripeteranno i misfatti di Saddam”.

    Note:

    Rosarita Catani e' una reporter indipendente che invia i suoi resoconti da Amman, Giordania, raccontando da un punto d’osservazione privilegiato cosa accade in Iraq e in medio oriente. I suoi report - pubblicati regolarmente sul sito www.peacelink.it - sono utilizzabili liberamente previa citazione della fonte e dell'autrice

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