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    PROVOCAZIONE USA: MONUMENTO PER I MARTIRI DI FALLUJAH

    28 maggio 2003 - Rosarita Catani

    BAGHDAD, 28 maggio 2003– Aumentano le provocazioni da parte delle forze americane nei confronti dei cittadini di Fallujah, 50 Km a sud di Baghdad. Le forze d’occupazione hanno dato un monumento alla resistenza della città di Fallujah, in memoria agli iracheni uccisi in un bagno di sangue dagli anglo-americani nei giorni scorsi.

    Gli abitanti della cittadina, dichiarano, che sono anche infastiditi dal comportamento delle truppe americane che non prestano attenzione ai loro valori islamici e tradizionali.

    “Hanno irritato le famiglie residenti vicino la loro base, spiando dalle loro finestre” afferma Nouri Mohammad Mahdi. “Mi hanno anche invitato a fumare marijuana con loro…..l’ho buttata e gli ho ricordato che l’Iraq è un paese Islamico, noi non abbiamo bisogno delle vostre immondizie”

    Abdul Rahman, un testimone che ha assistito all’attacco di ieri, dichiara: ”Gli americani sono dei provocatori, frugano nelle macchine dei civili, non hanno nessun rispetto nei confronti degli abitanti di Fallujah“

    Un altro testimone, che vuole rimanere nell’anonimato, dichiara le persone che abitano in Fallujah conoscono le persone che hanno partecipato all’attacco, ma nessuno di loro rilevera' mai l’identità di queste persone che eroicamente hanno compiuto quest’operazione.

    “Loro sono nostri figli…………non vengono dalla Luna. Cosa si aspettano gli americani, che li consegniamo nelle loro mani? La resistenza è per ora composta da pochi membri, ma guadagneranno un monumento come giorno di gloria. Sarà dura e forte fino a quando le truppe americane non ci daranno i nostri diritti e la nostra autodeterminazione.

    Non crediamo agli americani. Promettono molte cose, ma non onorano le loro promesse. La maggior parte degli iracheni spera che l’America uscirà dal paese, la resistenza sarà dura.

    L’Iraq non accetta occupazioni ed è rimasta paziente dopo che le truppe americane hanno sconfitto il regime. Questo non giustifica che loro debbano occupare la nostra terra. Possiamo capire la cooperazione ma non possiamo accettare l’amministrazione america”.

    Nella stessa giornata di oggi, 28 maggio, Quattro soldati americani sono stati uccisi a seguito dell’abbattimento del loro elicottero, nella città di Hit, 90 chilometri a nord ovest di Baghdad. La notizia viene riportata dalla televisione araba Al-Jazeera.

    L’abbattimento dell’elicottero statunitense viene visto come una risposta alle provocazioni del commando militare statunitense.

    Un testimone annuncia che “Vi sono 200 persone pronte ad uccidersi contro l’obiettivo americano, dopo che le forze d’occupazione volevano perquisire le loro case”

    Altri testimoni raccontano che l’elicottero è caduto durante gli scontri avvenuti dopo che i residenti, furiosi nei confronti della polizia locale che aiutava gli americani nella perquisizione, hanno aperto il fuoco.

    Il corrispondente di Al Jazeera, è stato interrotto parecchie volte durante la trasmissione dalle voci dei cittadini che cantavano slogans anti-americani.

    Un altro testimone afferma “Donne e bambini sono stati presi e trasportati fuori dalle loro case dai soldati americani che perquisivano gli appartamenti”.

    Il popolo iracheno non accetta che le forze americane detengano le persone al checkpoint per ore senza un giustificato motivo. Oppure le fanno uscire dalle loro case. Questi sono atti provocatori.

    La tensione è ormai altissima ed ogni giorno diventa sempre più difficile controllare lo stato d’animo di un popolo che è deciso nel volere la propria autodeterminazione.

    Note:

    Rosarita Catani e' una reporter indipendente che invia i suoi resoconti da Amman, Giordania, raccontando da un punto d’osservazione privilegiato cosa accade in Iraq e in medio oriente. I suoi report - pubblicati regolarmente sul sito www.peacelink.it - sono utilizzabili liberamente previa citazione della fonte e dell'autrice

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