Conflitti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • La guerra uccide non solo d'estate
    Le parole di saluto di Salar Hussein mi arrivano dirette allo stomaco: “Pregate per noi”. Nella loro naturalità, dicono più di tanti discorsi.

    La guerra uccide non solo d'estate

    Il popolo curdo consapevole di avere vissuto una pace provvisoria. La minoranza yazida memore di innumerevoli persecuzioni nel passato. La storia sembra ripetersi ma questa volta il rischio di sconvolgimenti permanenti nei popoli della regione è tragicamente reale.
    15 agosto 2014 - Andrea Misuri
  • La III Guerra in Iraq, stavolta senza tamburi. Un motivo c'è

    La III Guerra in Iraq, stavolta senza tamburi. Un motivo c'è

    Ancora una guerra in Iraq! Ma questa volta niente allarmismi. Governo e stampa non cercano di venderci un intervento italiano, anzi, ne parlano appena appena. Come mai? Da una tavola rotonda ISPI dell'7 luglio a Roma (Centro Studi Americani) forse la risposta.
    12 luglio 2014 - Patrick Boylan
  • Troppa riservatezza nel processo Manning
    Richiesto il Premio Nobel per la Pace per Bradley Manning

    Troppa riservatezza nel processo Manning

    Julian Assange e una coalizione di giornalisti statunitensi hanno citato in giudizio l’esercito riguardo la trasparenza nel caso Manning.
    6 giugno 2013 - Bradley Manning Support Network
  • Anche noi stiamo dalla parte di Bradley!
    Mobilitazione internazionale di sostegno a Bradley Manning

    Anche noi stiamo dalla parte di Bradley!

    Firma anche tu la petizione promossa dal "Bradley Manning Support Network" e unisciti ai firmatari della lettera all'ambasciatore statunitense Thorne promossa da PeaceLink.
    31 maggio 2013 - Associazione PeaceLink
Iraq

Freedom, Incorporated

Il termine del 30 Giugno per la consegna della 'sovranita' ' alla gente dell'Iraq
e' giusto dietro l'angolo. Se dovessimo prestare fede alle parole pronunciate
dalla amministrazione Bush, questo rappresenta un momento storico: Gli Stati
Uniti d'America si apprestano a dare la liberta' ad una gente che e' stata
lungamente oppressa da un brutale dittatore.
25 giugno 2004 - William Rivers Pitt Trad. Melektro

I pulled in to Nazareth, Feeling 'bout half past dead.
Just need to find a place Where I can lay my head.
"Mister, can you tell me where A man might find a bed?"
He just grinned and shook my hand, "No" was all he said.

- 'The Weight'

Dopo diciassette auto bombe in diciassette giorni, con intere porzioni dell'Iraq
che non sono sotto il controllo delle forze Americane e con 840 soldati
Americani uccisi, sembra che la gente Irachena non sia cosi fiduciosa di questa
sedicente liberta' Americana. Molti qui sul fronte di casa non riescono a capire
perch?questa gente morda la mano che sta provando a nutrirli. Dopo tutto, chi
non desidererebbe il nostro marchio di liberta'

Ma forse la gente Irachena conosce piu' cose di noi su quella che definiamo come
'liberta' .

La liberta' in questo caso, e' accompagnata dalla sponsorizzazione corporativa:
Halliburton, Carlyle, Bechtel, CACI, DynCorp, Parsons Corporation e molte
altre. Queste multinazionali sono, in molti casi, la componente tagliente delle
decisioni politiche Americane in Iraq. L'esercito degli Stati Uniti ha le
pistole, e spesso viene usato come il tirapiedi di questa politica corporativa,
ma queste sono le compagnie che distribuiscono l'elettricita' il cibo e il
lavoro alla gente dell'Iraq. Alcune di queste compagnie - CACI e DynCorp, tanto
per intenderci - hanno anch'esse le pistole. Sono tutte loro ad essere le
protagoniste dello show e la gente dell'Iraq tutto questo lo sa assai bene.

In un certo senso, la gente Irachena e' come la cittadinanza della nuova America
che venne creata dopo la Rivoluzione. A quel tempo, la gente Americana sentiva
una profonda e durevole sfiducia nei confronti delle multinazionali. Durante i
giorni dell'assoggettamento alla regola Britannica, quella regola era fatta
rispettare dal braccio forte di societa' incredibilmente potenti come la British
East India Company, la Hudson Bay Company e la Massachusetts Bay Company. Il momento piu' fertile della Rivoluzione Americana venne quando i colonizzatori si rivoltarono contro la decisione della British East India Company di tassare il te e cosi nel porto di Boston 342 scatole di merce vennero scaraventate in acqua e lasciate andare alla deriva nella marea.

La Dichiarazione di Indipendenza del 1776 libero' i colonizzatori non soltanto
dalla regola Britannica, ma pure dalla regola di queste multinazionali. Per
quasi tutti i 100 anni che seguirono, i cittadini degli Stati Uniti furono
profondamente sospettosi del potere corporativo. Le carte corporative vennero
create dagli stati individualmente come una convenienza legale e
automaticamente compagnie vennero dissolte se trovate a violare quelle carte.
Alle multinazionali non era permesso partecipare al processo politico, non
potevano comprare le azioni di altre multinazionali e venivano immediatamente
distrutte se venivano ritenute comportarsi contrariamente alla fiducia
pubblica. Se da un lato queste societa' hanno svolto un ruolo importante nello
sviluppo della nazione, allo stesso tempo erano subordinate ossequientemente
alla regola della gente.

Nondimeno, il loro potere preoccupava persino le piu' grandi menti di
quell'epoca. Il Presidente Abraham Lincoln, in una lettera scritta al Col.
William Elkins il 21 novembre 1864, scriveva, "vedo nell'immediato futuro
avvicinarsi una crisi che mi preoccupa alquanto e che mi induce a tremare per
la sicurezza del mio paese. Le multinazionali sono state incoronate e quello
che ne conseguira' e' un'era di corruzione nelle alte cariche del paese, e il
potere monetario del paese tentera' di prolungare il suo regno agendo sui
pregiudizi della gente fino al punto che la ricchezza verra' ad aggregarsi in
poche mani e la Repubblica sara' distrutta".

Che cosa faceva temere a Lincoln il potere corporativo? Lo temeva perche' vedeva
quel potere crescere davanti ai suoi stessi occhi, malgrado i controlli che
erano stati messi in atto. Lo temeva perche' stava testimoniando di prima mano
un processo che ci avrebbe perseguitato fino ai nostri giorni: La guerra
permette al potere delle multinazionali di svilupparsi esplosivamente. Durante
la Guerra Civile, le multinazionali realizzarono enormi profitti dai contratti
di acquisizione per fornire il governo federale di tutto cio' di cui aveva
bisogno per mantenere un voluminoso esercito funzionale e in movimento.

Quei profitti e il disordine del tempo, diedero alle multinazionali forza
sufficiente per comprare le legislature e le corti giudiziarie. Al tempo in cui
Lincoln scriveva la sua lettera, le multinazionali avevano quasi interamente
raggiunto quella cancerogena supremazia che era stata cosi tanto temuta e
disprezzata dai colonizzatori prima della Rivoluzione.

Quella supremazia venne raggiunta il 10 maggio del 1886, con una decisione della
Corte Suprema degli Stati Uniti in un caso intitolato la Contea di Santa Clara
versus la Southern Pacific Railroad Company (118 Stati Uniti. 394). La
questione che venne sottoposta alla corte riguardava tasse e stime di proprieta'
che la contea di Santa Clara riteneva fossero dovute dalla Southern Pacific
Railroad. La corte sentenzio' a favore della compagnia ferroviaria ed incastono'
le seguenti parole negli annali della legge Americana:

"La corte non desidera ascoltare alcuna discussione sulla questione se la misura
contenuta nel Quattordicesimo Emendamento alla Costituzione, che proibisce ad
uno Stato di rifiutare a chiunque all'interno della sua giurisdizione la uguale
protezione da parte delle leggi, si applichi oppure no a queste compagnie.
Siamo tutti dell'opinione che lo faccia. Le imputate corporazioni sono persone
giuridiche incluse nell'intento della clausola nella Prima Sezione del
Quattordicesimo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, che proibisce
ad uno Stato di rifiutare a chiunque all'interno della sua giurisdizione la
uguale protezione delle leggi".

La Prima Sezione del Quattordicesimo Emendamento alla Costituzione dice come
segue:

"Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla sua
giurisdizione, sono cittadine degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono.
Nessuno Stato potra' produrre o far rispettare qualunque legge che riduca i
privilegi o le immunita' dei cittadini degli Stati Uniti; ne ogni Stato potra'
privare qualunque persona della vita, della liberta' o della proprieta' senza
un processo dovuto per legge; ne rifiutera' a chiunque all'interno della sua
giurisdizione la uguale protezione delle leggi".

Questa decisione portava alla nascita dello status di persona corporativa, ossia
dell'idea che una multinazionale ha gli stessi diritti e privilegi di un
singolo individuo. A partire da quel momento, nella discussione su quanto
potere qualsiasi singola azienda o gruppo di aziende avrebbe potuto ammassare,
tutte le scommesse erano sospese. La decisione della corte nel 1886
essenzialmente gener?quelli che potrebbero essere descritti come cittadini
eccellenti.
Kalle Lasn, nel suo libro 'Culture Jam', descrive tutto cio' in questa maniera:
"Tenendo conto dei loro vasti mezzi finanziari, le multinazionali da quel
momento in poi realmente hanno avuto molto piu' potere di qualunque privato
cittadino. Si ritrovarono a potere difendere e sfruttare i loro diritti e le
loro liberta' piu' vigorosamente di qualunque individuo e quindi erano piu'
libere. In un singolo colpo legale, l'intero intento della Costituzione
Americana che riconosce a tutti i cittadini un voto e l'esercizio di una voce
uguale nei dibattiti pubblici - era stato minato. Sessanta anni dopo avere
messo su carta questo principio, il Giudice della Corte Suprema William O.
Douglas concludeva del caso di Santa Clara che 'non potrebbe essere sostenuto
dalla storia, dalla logica o dalla ragione'. Uno dei grandi errori legali del
diciannovesimo secolo modificava l'idea intera di governo democratico".

Entro il 1919, le multinazionali arrivarono ad impiegare piu' dell'80% della mano
d'opera Americana e a produrre la maggior parte della ricchezza dell'America.
Poiche' erano cosi inanziariamente potenti, diventava impossibile sfidare la
loro supremazia in tribunale: qualunque sfidante sarebbe stato steso al
tappeto. La loro capacita' di manipolare la politica domestica e straniera
attraverso la largesse finanziaria elargita ai leader politici dava vita ad una
nazione dove virtualmente ogni decisione presumibilmente presa in nome della
gente era, nei fatti, un'estensione del desiderio corporativo. In ogni maniera
immaginabile, un lento coup d'etat era avvenuto negli Stati Uniti.

E la guerra, come non mai, accrebbe le loro fortune.

Nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale, le
multinazionali si rotolavano nei profitti guadagnati con le acquisizioni da
parte del governo federale, esattamente come avevano fatto durante la Guerra
Civile. La differenza fra il 1865 e il 1946 stava nella personalit?giuridica
assegnata tramite la decisione di Santa Clara. Il potere goduto dalle
multinazionali dopo la guerra, accresciuto dalla escalation militare della
Guerra Fredda, motivava un altro Presidente Americano a dare voce ad un altro
avvertimento. Il Presidente Eisenhower, nel suo discorso d'addio del 17 gennaio
1961, disse:

"Siamo stati costretti a generare una industria permanente degli armamenti di
vaste proporzioni. Aggiunto a tutto questo, tre milioni e mezzo di uomini e
donne sono direttamente coinvolte nell'establishment della difesa. Spendiamo
annualmente nella sicurezza militare una somma che e' maggiore del reddito netto
di tutte le multinazionali degli Stati Uniti. Questa congiunzione di un immenso
establishment militare e di una grande industria delle armi e' nuova
nell'esperienza Americana. L'influenza totale - economica, politica, persino
spirituale - e' sentita in ogni citta' ogni casa dello Stato, ogni ufficio del
governo federale. Riconosciamo il bisogno imperativo di questo sviluppo.
Tuttavia non dobbiamo fallire a comprendere le sue gravi implicazioni. Il
nostro lavoro, risorse e stile di vita sono tutte coinvolte; cosi e' la
struttura stessa della nostra societa' Nei consigli del governo, dobbiamo
difenderci dall'acquisizione di influenza ingiustificata, sia cercata che non
cercata, da parte del complesso militare - industriale. Il potenziale per il
disastroso aumento di un potere mal riposto esiste ed e' destinato a persistere.
Mai dobbiamo lasciare che il peso di questa combinazione metta in pericolo le
nostre libert?o processi democratici. Non dovremmo prendere niente per
garantito. Soltanto una cittadinanza attenta ed informata puo' costringere ad un
adeguato ingranarsi dell'enorme macchinario industriale e militare di difesa
che non abbia metodi ed obiettivi pacifici, cosi che la sicurezza e la liberta'
possano prosperare insieme".

L'avvertimento di Eisenhower, come quello di Lincoln, venne ignorato. I redditi
dai sistemi di appalti governativi per combattere la Guerra Fredda, assieme a
numerose e concrete guerre combattute in posti quali la Korea e il Vietnam,
hanno ancora pi?rafforzato la regola corporativa in America. Le societa' si
sono fuse, espanse, si sono trasformate in economie autonome piu' potenti di
molte nazioni sovrane. Durante la amministrazione di Ronald Reagan, che
lavorava giorno e notte per deregolamentare ancor pio' ulteriormente i controlli
disposti sulle multinazionali e che spese segretamente miliardi per espandere
ancora di piu' l'esercito Americano, quella che puo' essere solamente descritta
come la vittoria totale sulla democrazia venne portata a termine da parte di
quelli che sono poteri corporativi.

La gente dell'Iraq probabilmente non conosce questa storia, ma possono vedere e
sentirne gli effetti ogni giorno delle loro vite. Quindi, combattono e
resistono. Anche noi Americani vediamo, sentiamo, respiriamo e mangiamo gli
effetti di questo coup. Per fortuna, abbiamo la televisione e la supremazia di
un materialismo sfrenato a salvarci dall'inquietudine nelle nostre anime.
Quando diventa troppo grande, abbiamo il Prozac e il Ritalin per addomesticare
l'impulso interiore alla ribellione. Quando gli aeroplani vengono dal cielo e
fanno saltare la nostra sicurezza interiore in mille pezzi infuocati, veniamo
consigliati dal nostro Presidente ad andare a fare shopping. Parole come
"liberta' e "democrazia" perdono il loro carico di verit?quando sono
trasformate in vettori di marketing.

La 'Guerra al Terrore' riempie le casse delle multinazionali di legami
ombelicali con coloro che governano il paese. Quelli che oggi sono in carica
presumibilmente servono nell'interesse della cittadinanza. In verita' sono i
cittadini eccellenti che si avvantaggiano. La guerra fa crescere il loro
potere, che a sua volta rende la guerra inevitabile. e' una vecchia storia, che
si e' ripetuta troppo spesso.

Vedete, il fare, il pensare o il dire qualsiasi altra cosa non e' patriottico.
Cosi va la vita sotto la Freedom, Incorporated.

Note:

William Rivers Pitt e' il redattore e l'editorialista di punta di truthout. ?
l'autore del New York Times di due bestseller a livello internazionale - 'War
on Iraq: What Team Bush Doesn't Want You to Know' e 'The Greatest Sedition is
Silence'.

Tradotto da Melektro - A Cura di Peacelink

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies