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    Sunday Times rivela: pagato un riscatto per la liberazione degli ostaggi italiani

    Per i tre italiani, sequestrati alle porte di Baghdad dalle “Brigate Verdi di Maometto” sarebbe stato pagato un riscatto economico non inferiore ai 4 milioni di euro. Lo ha riportato l’edizione domenicale dell’inglese Times, pubblicando un’intervista esclusiva realizzata in Iraq da un corrispondente del giornale.
    1 luglio 2004 - Roberto di Nunzio
    Fonte: Reporter Associati


    27 Jun 2004
    L’uomo intervistato dal Sunday è un cittadino arabo e si chiama Abu Yussuf, di 27 anni. L'intervistato non si è limitato a riferire quanto conosce intorno alla vicenda degli ostaggi italiani, ma ha affermato di essere stato uno dei carcerieri degli italiani e ad aver provveduto lui stesso ha riprendere con una piccola telecamera digitale l’uccisione di Fabrizio Quattrocchi nelle ore immediatamente successive al rapimento.

    Nell'intervista, Abu Yussuf, viene presentato come un militante sunnita padrone della lingua francese e dell’italiano e un esperto di sistemi informatici. L’intervista sarebbe avvenuta in una piccola e anonima abitazione nella periferia ovest della capitale irachena.

    Nel suo racconto svela tutti i retroscena del sequestro di Fabrizio Quattrocchi, Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, liberati tre settimane fa e rientrati in Italia il 10 giugno scorso. Abu Yussuf sostiene di provenire da un paese arabo confinante con l’Iraq, ma del quale non vuole fare il nome, e afferma di essere stato coinvolto nella fasi di preparazione e di realizzazione del quadruplice sequestro grazie alla sua buona conoscenza della lingua italiana, cosa questa che lo avrebbe reso indispensabile per interrogare i 4 italiani.

    Yussuf afferma che Fabrizio Quattrocchi venne individuato come vittima, per la brutale esecuzione alla quale venne sottoposto, solo per aver avuto precedenti esperienze lavorative in Bosnia e Nigeria, paesi nei quali vivono in pessime condizioni grandi comunità di musulmani. Abu Yussuf conferma, dietro una domanda specifica dell’inviato del Sunday Times, che Quattrocchi avrebbe chiesto di potersi togliere la benda che gli copriva gli occhi così da poter guardare in volto i suoi sequestratori. Proprio mentre compiva questo gesto per liberarsi il viso venne ucciso con un colpo di arma da fuoco alla nuca.

    Subito dopo averlo ucciso i sequestratori lo girarorno sulla schiena e sarebbe stato lo stesso Yussuf con la piccola telecamera a filmarlo cercando di porre in evidenza il foro di entrata e di uscita del proiettile che eveva colpito alla testa l’italiano.

    “I quattro italiano non erano certamente solo delle guardie del corpo come affermavano durante i primi giorni di sequestro” sostiene Abu Yussuf nell'intervista, “in base ai documenti che trovammo loro addosso e grazie ai dati e le informazioni contenute nei loro pc portatili, e che riuscii a estrarre dalle memorie, giungemmo alla conclusione che i quattro italiani erano personaggi molto diversi da dei body-guards in cerca di lavoro come si descrivevano”.

    Nell'intervista pubblicata dal Sunday Times, Abu Yussuf rivela anche che uno dei suoi compagni, componente del gruppo di sequestratori, sarebbe scomparso subito dopo essersi impossessato di 200.000 dollari in contanti. Quei 200.000 dollari sarebbero stati una sorta di anticipo versato da alcuni intermediari del governo italiano al momento della rinvenimento (o, riconsegna?) del corpo di Fabrizio Quattrocchi. La cifra pattutia per la liberazione dei tre ostaggi italiani rimasti in vita , sostiene Abu Yussuf, sarebbe stata di 4 milioni di dollari Usa, pagata da emissari del governo italiano.

    Ricordiamo, per dovere di cronaca, che tanto il governo italiano quanto Maurizio Scelli, commissario straordinario della Croce Rossa italiana, hanno sempre e pubblicamente negato che sia mai stato pagato alcun riscatto.

    Ora, l’intervista esclusiva del Sunday Times contribuirà a rimescolare ancora una volta le carte sulla dinamica della liberazione degli ostaggi italiani e sui segreti che hanno accompagnato fin dall’inizio il caso di questo anomalo e misterioso rapimento.

    Tre domande su tutte, alle quali ancora non è stata mai data una risposta convincente: chi era davvero Fabrizio Quattrocchi? E chi sono Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio?. Infine, cosa ci facevano, armati fino ai denti, nell’Iraq occupato?

    direttore@reporterassociati.org

    Note:

    Roberto di Nunzio
    direttore@reporterassociati.org

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