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    Le ragioni per cui siamo arrivati a un tale sbaglio in Iraq

    24 luglio 2004 - Scott Ritter (trad. di Melektro)

    Agli inizi di quest'anno, ho testimoniato di fronte a due corpi investigativi --
    il Comitato Ristretto del Senato sui Servizi Segreti e la Commissione Butler --
    responsabili dell'indagine sul massiccio fallimento da parte, rispettivamente,
    dei servizi segreti Americani e di quelli Britannici nella corretta valutazione
    della situazione riguardante gli eterei programmi sulle armi di distruzione di
    massa dell'Iraq. La presunta esistenza di quei programmi era stata alla base
    della giustificazione per l'invasione dell'Iraq nel Marzo del 2003.

    Il Comitato del Senato ha pubblicato il suo rapporto lo scorso 9 di Luglio; la
    Commissione Butler ha fatto lo stesso il precedente Mercoledi'. Entrambi i
    rapporti sono duramente critici, con il focus primario della colpa che e' fatto
    ricadere sui bracci analitici dei servizi segreti di entrambe le nazioni, e che
    sono accusati di avere grossolanamente esagerato e di avere travisato i dati
    disponibili sulle capacita' riguardanti le armi di distruzione di massa
    dell'Iraq. Questa mancanza e' stata un qualcosa di reale e occorreranno anni
    per accertare l'effetto negativo che essa ha avuto sull'integrita' dei piu'
    preminenti servizi segreti del mondo libero - la Central Intelligence Agency e
    la Defense Intelligence Agency negli Stati Uniti e il Secret Intelligence
    Service, o MI-6, e il Defense Intelligence Staff della Gran Bretagna - e sara'
    necessario ancora piu' tempo affinche' a tutto questo si possa porre rimedio.

    Sia il Comitato del Senato che la Commissione Butler appaiono piuttosto
    mortificate nel rivelare le loro comuni scoperte che sottolineano come il
    fallimento dei servizi segreti riguardante le mancanti ADM dell'Iraq dipendono
    in gran parte dagli analisti e dai manager responsabili per l'accumulazione dei
    dati dell'intelligence, da entrambi i lati dell'Atlantico, che si sono
    dimenticati che il loro lavoro come professionisti dei servizi segreti non
    doveva essere quello di dire ai loro capi che cosa volevano sentirsi dire, ma
    piuttosto di rivelare quali erano i fatti, senza riguardo alle conseguenze
    politiche da esso derivanti.

    Puntare un dito critico a questi analisti e a questi manager e' giusto; ma il
    limitare la portata della critica a questi fallimenti non lo e'. Sia il
    Presidente Bush che il Primo Ministro Tony Blair sembrano avere ottenuto un
    free pass da queste indagini, che pretendono di non aver trovato alcuna prova
    diretta degli sforzi compiuti da parte sia della Casa Bianca che di Downing
    Street 10 nel "cucinare" l'intelligence sulle ADM dell'Iraq.

    Come ho testimoniato di fronte ad entrambi i gruppi di indagine, la ricerca di
    un tale collegamento diretto era probabile rivelarsi inutile. La questione, ho
    fatto notare, era molto piu' complicata, e finiva per coinvolgere anni di
    avvocatura sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna a favore del cambio di
    regime a Baghdad, un qualcosa che aveva pervaso tutti i livelli del governo,
    corrompendo la formulazione di una sana politica con la conclusione di un
    "pensiero di gruppo", la quale sosteneva che Saddam Hussein costituiva una
    minaccia. Qualunque cosa potesse facilitare la sua rimozione divenne legittima,
    senza alcun riguardo alla sua veridicita'.

    Questo approccio del "pensiero di gruppo" puo' essere fatto risalire all'inizio
    del 1995, quando il MI-6, lavorando in congiunzione con la base della CIA a
    Londra, aveva sostenuto la figura di Iyad Allawi, che e' adesso il primo
    ministro dell'Iraq, ma che allora era alla testa di un espatriato movimento di
    opposizione conosciuto come l'Alleanza Nazionale Irachena, come un possibile
    strumento per rovesciare Saddam Hussein.

    Durante tutto il 1995 e all'inizio dell'estate del 1996, la CIA e il MI-6 hanno
    lavorato con l'alleanza di Allawi per mettere assieme un colpo di stato che
    scaturisse dal circolo interno di Saddam. I servizi di sicurezza di Saddam
    scoprirono il complotto e liquidarono coloro che in esso erano coinvolti.

    Nel medesimo momento in cui il tentativo di coup veniva progettato, gli
    ispettori delle armi delle Nazioni Unite stavano realizzando progressi notevoli
    nel computo dei programmi per le armi dell'Iraq. Nel mese di Luglio del 1995,
    quasi nello stesso periodo durante il quale la CIA e il MI-6 abbracciavano
    l'alleanza di Allawi, il governo Iracheno, sotto pressione da parte degli
    ispettori delle Nazioni Unite, aveva infine rivelato il suo programma per le
    armi batteriologiche.

    Nel mese di Agosto del 1995, il genero di Saddam, Hussein Kamal, aveva disertato
    in Giordania e aveva rivelato alle Nazioni Unite, alla CIA e al MI-6 che tutte
    le armi di distruzione di massa dell'Iraq erano state distrutte nell'estate del
    1991 in esecuzione di suoi ordini diretti. Il governo Iracheno, in risposta
    alla defezione di Hussein Kamal, aveva consegnato centinaia di migliaia di
    documenti fino a quel momento nascosti e riguardanti i suoi programmi
    proscritti per le ADM, confermando dati gia' a conoscenza degli ispettori delle
    Nazioni Unite, e colmando inoltre diverse lacune.

    Mentre le Nazioni Unite non erano nella posizione di verificare la conformita'
    totale dell'Iraq per quello che riguarda il suo obbligo di disarmarsi, questi
    eventi drammatici, uniti alla cooperazione dimostrata dall'Iraq nella
    istituzione del regime ispettivo sul posto più intrusivo, nonche' avanzato
    tecnologicamente nella storia del controllo sulle armi, fornirono alle Nazioni
    Unite fiducia sufficiente per affermare che il 90 - 95 per cento delle ADM
    dell'Iraq avrebbero potuto essere computate e verificate e che di fronte ad
    efficaci ispezioni di controllo, la possibilita' di avere rimanenti ADM non
    computate ed esistenti in forma viabile era molto sottile.

    Il tentativo di disarmare l'Iraq stava spostandosi da una ricerca di capacita'
    nascosta ad un problema meno minaccioso di computabilita'. Per i fautori del
    cambio di regime che avevano bisogno dello spettro di un Saddam riluttante (e
    pericoloso), tutto questo non era accettabile.

    Il coup tentato nel 1996 e le attivita' successive per il cambio di regime, non
    vennero intraprese da rinnegati operatori dei servizi segreti, ma furono
    piuttosto una estensione di ufficiali (anche se segreti) obiettivi di politica
    approvati dall'allora Presidente Clinton e da Blair, e dati a conoscere ai loro
    rispettivi corpi legislativi di sopraintendenza.

    Sia il Comitato del Senato che la Commissione Butler sono pesantemente popolate
    da personale che era parte dell'esecuzione della politica del cambio di regime.
    Entrambi sono informati degli sforzi decisi dai loro rispettivi servizi segreti
    di usare il processo di controllo delle armi delle Nazioni Unite non come un
    veicolo per il disarmo, ma piuttosto come uno strumento per l'accumulazione di
    intelligence di appoggio al cambio di regime. Quelle attivita' non erano state
    affidate in mandato dal Consiglio di Sicurezza e hanno distrutto l'integrita'
    dello sforzo di disarmo condotto attraverso le ispezioni.

    La mancanza di propensione del governo Americano e di quello Britannico a
    capitalizzare sulle drammatiche scoperte riguardanti il disarmo dell'Iraq fra
    il Luglio del 1995 e il Luglio del 1996 sottolinea soltanto quella che era la
    realta' ossia che, per quanto riguarda il destino del governo di Saddam, il
    risultato era gia' stato preordinato. Non c'e' mai stata l'intenzione di
    permettere un'individuazione della conformita' Irachena riguardo al suo obbligo
    al disarmo, anche se un ordine in tal senso era stato emanato. Saddam doveva
    essere rimosso dal potere e le ADM sono sempre state viste dagli ideatori della
    politica come la giustificazione per raggiungere tale obiettivo.

    Il fallimento del Comitato del Senato o della Commissione Butler nel riconoscere
    il ruolo che la politica del cambio di regime ha avuto nella corruzione degli
    sforzi analitici da parte dei servizi segreti Statunitensi e di quelli
    Britannici, significa che non solo sara' più difficile portare a compimento una
    qualunque riforma degli stessi, ma in maniera ancor piu' rilevante, che il
    grande pubblico continuera' a rimanere in gran parte ignaro del vero scopo del
    fallimento per quanto riguarda la politica dell'Iraq.

    Per democrazie rappresentative come quella degli Stati Uniti e quella della Gran
    Bretagna, con membri dei servizi segreti attualmente operanti in maniera
    dannosa all'interno dell'Iraq, questo e' inaccettabile.

    Note:

    Tradotto da Melektro - A Cura di Peacelink

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