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    Estate di scontri nel Kurdistan turco.

    Denuncia dal Kurdistan sulle violazioni dei diritti umani e sulla repressione turca
    26 agosto 2004
    Fonte: UIKI Onlus - Ufficio d'Informazioni del Kurdistan in Italia - 02 agosto 2004

    Il Festival di Munzur quest'anno si è chiuso con gravi scontri. I
    famigliari dei detenuti appartenenti all'Associazione Tayad hanno voluto
    protestare contro le condizioni di detenzione dei prigionieri politici in
    Turchia, chiedendo di leggere all'opinione pubblica un comunicato stampa
    alla fine di un corteo che dal centro della città si è snodato fino al
    ponte sul fiume Munzur. La lettura del comunicato è stata impedita dalla
    polizia che non ha voluto accettare nemmeno la mediazione della sig.ra Erol
    Abdil, sindaco di Tunceli/Dersim, che chiedeva di far leggere il comunicato
    assicurando poi lo scioglimento della manifestazione. Il Questore in
    risposta ha strattonato la sindaca che così racconta l'accaduto "ho chiesto
    al Questore un favore, cioé che facesse leggere il comunicato sul ponte
    della valle del fiume Munzur, ma in tutta risposta mi ha spintonata,
    facendomi saltare anche un bottone della camicia". Mentre la sindaca
    dichiara di voler procedere alla denuncia contro il Questore, in città la
    tensione è ancora alta. La gente continua a radunarsi protestando contro
    gli scontri della polizia, che con idranti e lacrimogeni ha attaccato la
    popolazione, costringendo alcuni a buttarsi dal ponte nelle acque del
    fiume. Come è possibile riscontrare anche nella testimonianza allegata
    della delegazione italiana che era presente al Festival, la polizia
    schierata in tenuta anti-sommossa non aveva intenzione di concedere ai
    manifestanti spazi di libera espressione. Almeno trenta sono i fermati,
    numerosi sono scomparsi nelle acque e una persona è affogata. La Sindaca
    intanto continua a chiedere al prefetto che sia tolto l'assedio alla città.
    Putroppo la situazione non è tranquilla in nessun luogo del Kurdistan
    turco. Già la scorsa settimana a Diyarbakir e vicino l'Ararat ci sono stati
    gravi attacchi armati.
    A Diyarbakir, appena fuori dalle mura della città, presso Mardin Kapi, le
    forze di polizia della caserma lì situata hanno aperto il fuoco contro
    alcuni kurdi, una guardia ha perso la vita, insieme a due civili, come
    dichiarato dalle forze dell'HPG, che smentivano l'appartenenze delle due
    vittime alla loro organizzazione. Nel corso di tale scontro anche il vice
    sindaco di Diyarbakir-Sur è rimasto lievemente ferito. La città è
    attualmente ancora presidiata e le forze armate svolgono così una grave
    repressione sulla popolazione, anche per questo le HPG (Forze di difesa
    popolari) chiedono alle autorità di non continuare con queste forme di
    repressione nei confronti della popolazione. Effettivamente come ha
    dichiarato il Questore sono in corso in città, nella zona di Baglar, delle
    operazioni di polizia molto intense.
    Invece, nella zona di Agri, intorno al monte Ararat, c'è stato un grave
    scontro contro alcuni contadini accampati sugli altipiani, i guardiani dei
    villaggi li hanno attaccati, uccidendo cinque componenti di una famiglia e
    lasciandone feriti altri. Uno dei feriti ha detto che "è stato un massacro,
    sono arrivati e hanno sparato sulle tende senza alcuna motiviazione. Sono
    due anni che veniamo qui e già i guardiani ci avevano chiesto di lasciare
    le nostre terre. Riteniamo che i responsabili siano le autorità che armano
    questa gente".
    Notizie dalla delegazione italiana in visita per il Festival del Munzur
    Delegazione composta dai rappresentanti delle seguenti associazioni:
    Associazione verso il Kurdistan - Alessandria, Senzaconfine - Roma, Azad -
    Roma, Associazione per la pace - Cesena, Punto Rosso - Milano insieme a
    singole persone provenienti da varie città

    La delegazione dopo essere stata al campo profughi di Ayazma - Istanbul e a
    Diyarbakir è arrivata a Dersim - cuore del Kurdistan - per assistere al
    festival del Munzur, festival culturale che si tiene da 5 anni per
    sostenere e promuovere la cultura kurda e sensibilizzare sui problemi dei
    Kurdi e della Valle del Munzur. Dopo quattro giorni di relativa calma, con
    molti militari e polizia in giro, nel pomeriggio di oggi - 1 agosto - era
    prevista una manifestazione della Tayad, una delle associazioni che
    denuncia la situazione dei detenuti politici nelle carceri turche - celle
    di tipo F, isolamento, torture e violazioni dei diritti umani. Alcuni di
    noi hanno deciso di seguire la manifestazione che prevedeva un percorso dal
    centro della città al fiume Munzur per poi gettare nel fiume 116 fiori
    rossi, tanti quanti sono i prigionieri politici morti a causa dello
    sciopero della fame portato avanti per protestare contro le condizioni di
    detenzione.
    Rispetto ad altre iniziative abbiamo notato fin da subito la presenza di
    molta polizia in tenuta anti sommossa e con blindati-carri armati. I
    manifestanti si limitavano a scandire slogan contro le torture e le
    condizioni carcerarie. In prossimità del fiume, senza nessuna provocazione
    da parte dei manifestanti, la polizia ha iniziato a stringere i
    manifestanti che sono stati poi bloccati su un ponte. Le cariche sono
    iniziate violentissime con lacrimogeni e idranti. Con gli idranti la
    polizia buttava giù dal ponte le persone che si aggrappavano per non
    rischiare un salto di 5 - 7metri nel fiume non molto profondo e con molti
    massi. Dalla strada si sentivano i colpi dei maganelli e saliva il fumo dei
    lacrimogeni. La polizia non ha colpito per disperdere ma per massacrare
    senza ragione chi tentava di esercitare il fondamentale diritto di
    manifestare.
    Abbiamo notizie di molti manifestanti arrestati. Tantissima gente si è
    riunita ed è ancora presente nella piazza principale della città urlando
    ''no al fascismo, liberate chi è stato fermato''.
    Tutti noi stiamo bene ma dobbiamo stare in città. La strada per arrivare
    alla scuola dove dormiamo è stata bloccata perchè in prossimità delle
    stadio dove si tengono i concerti. Rimarremo in piazza vicini alla gente.
    Questa è la Turchia che dovrebbe entrare nell'Unione Europea. Vi faremo
    avere nuove notizie. Il nostro ritorno in Italia è previsto per il 3 agosto
    in ore diverse su Milano e Roma.

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