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    Intervista a Khair al-Din Hasib, padre del nazionalismo panarabo: "Ovunque, quando ci sia occupazione, ci sarà resistenza"

    18 settembre 2004 - Ahmed Janabi (trad. A. Bariviera)
    Fonte: Estratti dell'intervista di Aljazeera a Khair al-Din Hasib

    Kahir al-Din Hasib è conosciuto come il padre del Nazionalismo Panarabo.
    E' nato in Iraq nel 1921, sebbene possieda la nazionalità di 22 paesi
    arabi.
    Laureato nell'Università di Bagdad dove fu insegnante universitario negli
    anni 60, è stato direttore della Banca Centrale dell'Iraq tra il 1963 e il
    1965, direttore generale del Centro Studi dell'Unità Araba nel 1981,
    responsabile del programma della commissione economica delle Nazioni Unite
    per l'Asia Occidentale, e inoltre ha scritto su economia e politica. E'
    stato incarcerato più di due anni durante il governo di Saddam Hussein.
    Hasib vincola il futuro della Palestina a quello dell'Iraq sostenendo che se
    gli iracheni riescono ad espellere gli occupanti capeggiati dagli Stati
    Uniti, i centri del potere già presenti nella regione, si riorganizzeranno.

    Aljazeera.net: qual'è la sua valutazione della vita politica nell'Iraq post
    Saddam?

    Khair al-Din Hasib: Il processo politico è gestito dall'occupazione
    Statunitense. Paul Bremer (il precedente amministratore dell'Iraq) creò il
    Consiglio di Governo Iracheno (CGI) , e la maggior parte dei suoi componenti
    furono portati in Iraq dalle forze di occupazione. Il CGI ha dato origine a
    un governo simile a se stesso. Il consiglio Nazionale Iracheno fu creato
    nello stesso modo, cioè, la maggioranza dei membri sono collaboratori delle
    forze di occupazione.
    Abbiamo visto come è stato boicottato dalla maggioranza nazionalista
    irachena e dai movimenti islamici. Questo vuole dire che qualsiasi decisione
    che non ottenga l'approvazione delle forze di occupazione, non la otterrà
    neppure dal Consiglio.

    Aljazeera.net : Ma le notizie dicono che in Iraq molte cose sono
    migliorate. Allora, qual'è il problema nell'accettare il nuovo status quo?

    Khair al-Din Hasib: Gli ufficiali statunitensi sono molto orgogliosi nel
    dire che loro hanno aperto alcune scuole in Iraq. Ma non c'erano scuole in
    Iraq prima dell'occupazione? L'Iraq fu insignita dall'UNESCO nel 1981 per
    essere stato il primo paese in via di sviluppo ad aver eliminato
    l'analfabetismo.
    Sempre su questo argomento, mi permetta di accennare quanto segue: nel 1991
    le forze guidate dagli Stati Uniti bombardarono l'Iraq per 42 giorni. Il
    livello di distruzione subito dalle infrastrutture fu tre volte superiore
    alla distruzione subita nel 2003.
    Ciò nonostante tutto tornò alla normalità in pochi mesi. Perché oggi gli
    iracheni soffrono ancora per la mancanza di corrente elettrica e di acqua
    potabile dopo 18 mesi di occupazione?

    Aljazeera.net: Il 21 Agosto scorso Lei partecipò alla 14° riunione della
    Gioventù Nazionale Panarabe, e disse che la formazione religiosa dei
    neoconservatori degli Stati Uniti fa sì che si interessino molto dalla
    sicurezza di Israele, come una delle ragioni principali dell'invasione
    dell'Iraq. Può spiegarlo meglio?

    Khair al-Din Hasib: Tra le principali minacce all'entità sionista (Israele)
    c'era la potenza militare ed economica dell'Iraq, in special modo dopo il
    fallimento di tutti i tentativi per integrarla nei negoziati con Israele.
    Nel 1975 l'ambasciatore iracheno a Parigi è stato l'anfitrione di una
    riunione segreta tra Henry Kissinger e l'allora ministro degli Esteri
    iracheno Saadun Hammadi. Dopo alcune discussioni Hammadi disse a Kissinger,
    "c'è un problema profondo tra voi e noi (USA e Iraq), ed è il riconoscimento
    di Israele. Per noi è impensabile."
    Penso che questa è la ragione per cui gli Stati Uniti erano interessati non
    solo a spodestare il governo iracheno ma anche a distruggere lo stato e
    l'esercito iracheno, che aveva partecipato a tutte le guerre
    arabo-israeliane (1948, 1967 e 1973) anche se l'Iraq non ha frontiere in
    comune con Israele.

    Aljazeera.net: L'affermazione che l'origine della guerra in Iraq era il
    petrolio è stata causa di varie controversie. Lei pensa che il petrolio ha
    a che fare con la guerra?

    Khair al-Din Hasib: Gli Stati Uniti stanno importando il 55 -60% del consumo
    interno di petrolio e si pensa che la percentuale arriverà al 70% entro i
    prossimi dieci anni. Questo vuole dire che gli Stati Uniti hanno bisogno del
    petrolio per il consumo interno come arma economica.
    Non dobbiamo dimenticare che l'Europa non segue gli Stati Uniti come pensano
    in molti. Dopo il collasso dell'Unione Sovietica, Europa non ha più bisogno
    degli Stati Uniti, e gli Stati Uniti lo sanno.
    Nell'emisfero orientale abbiamo la Cina il cui PIL (Prodotto Interno Lordo)
    si pensa supererà nel futuro quello dell'America.
    Essendo consapevoli che Europa e altri grandi contendenti stanno cercando di
    riservarsi un proprio posto nel mondo di domani, gli Stati Uniti sono interessati nell'interrompere il flusso di petrolio verso questi blocchi concorrenti.
    Penso che è vitale per qualsiasi potere poter controllare la risorsa più
    importante del mondo: il petrolio.

    Aljazeera.net: Nel XX secolo i nazionalisti arabi si sono riuniti attorno a
    l'idea di uno Stato Panarabo. Che rilevanza ha oggi questa posizione?

    Khair al-Din Hasib: Ovviamente la scena internazionale ha cambiato
    drammaticamente negli ultimi 20 anni. Il mondo non ha più i due poli di
    attrazione che aveva solo qualche decennio fa. Procede verso blocchi
    strategici - cioè, l'Unione Europea (UE) e l'Associazione delle Nazioni del
    Sudest Asiatico (ASEAN). Direi che gli stati individuali non avranno posto nel futuro. Blocchi di popolazione con meno di 300 milioni di abitanti non saranno presi in considerazione, gli arabi devono rendersi conto di questo.

    Aljazeera.net: Come considera le attuali operazioni di resistenza in Iraq
    contro le forze capeggiate dagli Stati Uniti?

    Khair al-Din Hasib: Ovunque, quando ci sia occupazione, ci sarà resistenza.
    La resistenza irachena è molto ben organizzata, parte di questa
    organizzazione è stata pianificata dal governo di Saddam Husseim molto
    prima della guerra in Iraq.
    La resistenza irachena comprende tutti i partiti iracheni e i rapporti su
    questo argomento evidenziano che hanno un elevato livello di coordinamento.

    Aljazeera.net: Come politico veterano e pensatore, cosa direbbe al popolo
    iracheno?

    Khair al-Din Hasib: Mi piacerebbe dirgli che devono poter differenziare tra
    il governo e la patria, e vorrei raccontargli la mia storia.
    Il governo di Saddam mi mise in carcere per più di due anni durante i quali
    ho sofferto molto. Ma quando mi liberarono sono andato a Beirut e lì iniziai
    un trattamento psicologico per potermi disfare di tutti i cattivi ricordi e
    sentimenti verso il mio paese. In questo modo sono riuscito a prevenire il fatto che le mie esperienze dolorose condizionassero i miei sentimenti nazionalisti.

    Note:

    traduzione di Alejandra Bariviera a cura di Peacelink dalla versione spagnola

    tradotta dall' inglese per Rebelión da Olafo Montalban

    http://english.aljazeera.net/NR/exeres/239DF360-3640-457C-BA99-5FD497547598.

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