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Israele indaga su una ragazza di Gaza uccisa a fucilate

Il pubblico ministero militare israeliano sta indagando un comandante dell’esercito accusato di fuoco troppo repentino contro il corpo esamine di una giovane ragazza palestinese
13 ottobre 2004 - traduzione di C. Panzera

I soldati riferiscono di averlo supplicato di smettere dopo aver colpito Iman al-Hams, 13 anni, con un fucile automatico.
È stata colpita da un soldato israeliano dopo aver deviato per un’area delimitata vicino alla striscia di Gaza al confine con l’Egitto.
Centinaia di ragazzi palestinesi sono stati uccisi dalle truppe israeliane durante l’escalation Palestinese dell’Intifada.
È inconsueto per l’esercito iniziare delle indagini sulle circostanze di questo tipo di incidenti.
Ma la morte di Iman al-Hams è diversa perché i soldati hanno condannato pubblicamente il comportamento del loro comandante, di cui non è stato rivelato il nome.

I medici riferiscono che Iman al-Hams è stata colpita da almeno 20 proiettili

Distanza ravvicinata

Senza rivelare la loro identità, soldati del plotone della Brigata Givati hanno riferito alla televisione di come Iman al-Hams sia stata colpita il 5 ottobre a Tel Sultan, nei dintorni di Rafah.
Un soldato israeliano riferisce: “L’abbiamo vista a una distanza di 70 metri. É stata colpita a... dall’avamposto. Lei è caduta ed era ferita.” Mentre Iman al–Hams giaceva a terra, ferita o morta, a circa 70 metri dal posto di guardia israeliano, il comandante del plotone le si è avvicinato e ha sparato due proiettili alla testa da una distanza ravvicinata. Quindi è tornato indietro una seconda volta, ha messo la sua arma sulla modalità automatica e, ignorando le obiezioni che gli arrivavano via radio, ha scaricato tutte le sue munizioni sul corpo della ragazza.
“Non potevamo credere a quello che aveva fatto. I nostri cuori stavano male per lei, una ragazza di solo 13 anni,” ha detto un soldato.
“Come puoi sparare a una ragazza da distanza ravvicinata? Era agitato da tempo perché doveva stanare i terroristi e ha sparato alla ragazza per alleviare la tensione,” aggiunge il soldato.
Non è chiaro da quanto riferito se le indagini si concentrano sul primo sparo contro Iman al-Hams o sul successivo comportamento dell’ufficiale.
“Confermandore l’uccisione”, così le truppe israeliane definiscono gli spari a distanza ravvicinata per assicurarsi che le vittime siano morte, va contro i regolamenti israeliani di reclutamento, riferisce il quotidiano Haaretz. Il confine della striscia di Gaza con l’Egitto è delimitato da avamposti israeliani armati pesantemente
Testimoni palestinesi dell’accaduto dicono che ci è voluta più di un’ora prima che le truppe israeliane permettessero ai medici di sistemare il corpo sull’ambulanza.

Cecchini

Inizialmente Iman al-hams è stata colpita perché sospettata di trasportare una bomba all’avamposto militare.
È stato riportato che le truppe israeliane hanno inizialmente creduto che il suo zaino contenesse esplosivi, sebbene è stato accertato che conteneva esclusivamente dei libri di scuola.
Domenica il Capo di Stato Maggiore Generale Moshe Ayalon, difendeva le sue truppe riferendo al governo israeliano che Iman al-Hams è stata mandata verso l’avamposto per far uscire i soldati in modo che i cecchini palestinesi potessero colpirli.
Suo fratello Ihab al-Hams ha rabbiosamente ignorato le novità riguardo l’indagine. “Non la riporterà mica in vita? Non la riporterà mica a casa? Non risanerà mica le nostre ferite?”, ha detto ai giornalisti.
“Sono degli assassini e l’hanno uccisa a sangue freddo.”
L’esercito israeliano ha occupato la striscia di Gaza dal 1967. Il Primo Ministro Ariel Sharon vuole togliere le truppe e i coloni via dai territori mantenendo al contempo il controllo totale dei suoi confini, delle coste e dello spazio aereo.

Note:

Traduzione di Chiara Panzera a cura di www.peacelink.it

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