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    LE FORZE D‘OCCUPAZIONE AMERICANE SPARANO SUI DIMOSTRANTI – TRE MORTI

    18 giugno 2003 - Rosarita Catani

    BAGHDAD, 18 giugno 2003 – La televisione araba continua a trasmettere atti d’inaudita violenza commessi dalle forze d’occupazione americane nei confronti dei civili iracheni.

    Erano piu’ di trecento le persone, appartenenti alle ex forze armate irachene, che hanno sfilato stamattina dinanzi al palazzo presidenziale nel centro di Bahgdad. I dimostranti, che gridavano slogan contro l’occupazione americana nel loro paese, reclamavano all’amministrazione statunitense il pagamento degli stipendi arretrati. Ad oggi gli ex dipendenti dell’esercito iracheno, non hanno ancora ricevuto le loro paghe da quando l’amministrazione americana ha deciso di congedare i membri delle forze armate lo scorso 23 maggio.

    Nel corso della manifestazione, i dimostranti urlavano che se non fossero state appagate le loro richieste, avrebbero intrapreso operazioni militari contro le forze d’occupazione. Alcuni dimostranti hanno lanciato delle pietre contro i soldati, i quali hanno aperto il fuoco sulla folla. Il bilancio è stato di tre morti e due feriti gravi. Uno dei dimostranti mostra alle telecamere il suo vestito bianco, imbrattato del sangue che gli scorreva dal braccio.

    A Falluijah le truppe d’occupazione sparano contro una macchina civile, senza alcuna ragione. Le persone all’interno del veicolo sono state gravemente ferite.

    La stampa francese, afferma che due soldati americani sono stati uccisi, vicino ad una stazione di benzina, a sud di Baghdad, in un attacco eseguito dalla resistenza irachena. La stampa araba, dichiara che un reporter che stava fotografando l’accaduto, e’ stato arrestato dalle truppe d’occupazione, le quali hanno distrutto tutti i film all’interno della macchina fotografica.

    Il ministro per lo sviluppo britannico che doveva essere a Baghdad entro oggi, ha rinviato la sua partenza poiché: “La situazione in Iraq e’ ancora pericolosa”. Il ministro inglese, in una sua dichiarazione al Financial Times, che e’ in netto contrasto con quanto affermato dal Governo britannico, sostiene che: “l’Iraq non si puo’ visitare perche’ ogni giorno ci sono cecchini che uccidono i soldati americani e che la resistenza irachena si sta notevolmente consolidando”. Proprio in quest’ambito, un gruppo – Le Brigate di Resistenza Irachena –in un documento, ha dichiarato che loro sono i responsabili della progettazione e dell’esecuzione delle ultime operazioni contro le truppe americane.

    Questo documento contraddice le dichiarazioni dell’amministrazione americana, la quale affermava che le operazioni erano eseguite da gruppi non organizzati. Le Brigate di Resistenza Irachena annunciano, inoltre, che non c’è alcun legame tra loro e l’ex presidente Saddam Hussein, che descrivono come un nemico che ha partecipato alla perdita del paese ed ha dilatato la sua ferita.

    Note:

    Rosarita Catani e' una reporter indipendente che invia i suoi resoconti da Amman, Giordania, raccontando da un punto d’osservazione privilegiato cosa accade in Iraq e in medio oriente. I suoi report - pubblicati regolarmente sul sito www.peacelink.it - sono utilizzabili liberamente previa citazione della fonte e dell'autrice

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