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    COMUNICATO STAMPA

    Amnesty International chiede maggiore protezione per le donne irachene

    Presentando un nuovo rapporto intitolato 'Iraq: dopo decenni di sofferenza, ora le donne meritano un destino migliore', Amnesty International ha oggi auspicato un ruolo attivo delle donne nella costruzione del futuro del loro paese
    22 febbraio 2005 - Nello Margiotta

    Presentando un nuovo rapporto intitolato 'Iraq: dopo decenni di sofferenza, ora le donne meritano un destino migliore', Amnesty International ha oggi auspicato un ruolo attivo delle donne nella costruzione del futuro del loro paese. Le autorita' irachene dovranno prendere misure efficaci per proteggere le donne e cambiare le leggi discriminatorie che facilitano la violenza ai loro danni.

    Le donne e le ragazze in Iraq vivono nella costante paura di subire violenza. L'attuale mancanza di sicurezza ha spinto molte di esse a ritirarsi dalla vita pubblica e costituisce un grande ostacolo all'avanzamento dei loro diritti. Dalla guerra del 2003, i gruppi armati hanno preso di mira e assassinato diverse esponenti politiche e attiviste per i diritti umani.

    Il rapporto di Amnesty International mette in evidenza come le donne vengano colpite proprio in quanto donne e quale sia stata la loro sofferenza durante decenni di repressione governativa e di conflitto armato.

    'Le autorita' irachene devono introdurre misure concrete per proteggere le donne e dire in modo chiaro e tondo che la violenza contro le donne non sara' tollerata, che indagheranno su ogni denuncia di violenza e porteranno di fronte alla giustizia chiunque si sia reso responsabile di questi abusi, a prescindere dalla sua affiliazione politica', ha dichiarato Cecilia Nava, vicepresidente della Sezione Italiana di Amnesty International.

    Tre guerre e oltre un decennio di sanzioni economiche hanno avuto effetti disastrosi sulle donne irachene. Sotto il governo di Saddam Hussein, esse venivano sottoposte a stupro e ad altre forme di violenza sessuale o colpite in quanto attiviste politiche, parenti di attivisti o appartenenti a determinati gruppi etnici o religiosi.

    Il rapporto di Amnesty International illustra come la discriminazione di genere di cui e' permeata la legislazione irachena contribuisca al perpetuarsi della violenza contro le donne. Molte di esse rischiano di essere ferite o assassinate dai propri parenti maschi se ritenute portatrici di un comportamento lesivo dell'onore della famiglia.

    'Le autorita' di Baghdad devono riesaminare le leggi discriminatorie contro la donne e adeguarle al diritto internazionale. Soprattutto, devono garantire che la nuova Costituzione e tutte le nuove leggi prevedano risarcimenti per tutte le forme di discriminazione e di violenza basata sul genere', ha aggiunto Nava.

    Alcune donne irachene sono state prese in ostaggio da gruppi armati che hanno avanzato richieste politiche, cosi' come alcune donne di cittadinanza non irachena sono state catturate da gruppi che chiedono il ritiro delle truppe straniere dall'Iraq. Una di esse, Margaret Hassan, e' stata assassinata. Attualmente, sono ancora in ostaggio le giornaliste Giuliana Sgrena e Florence Aubenas. Amnesty International rinnova ancora una volta l'appello ai gruppi armati affinche' cessino immediatamente ogni forma di violenza, intimidazioni, minacce di morte, attentati, sequestri e uccisioni contro le donne.

    Allo stesso tempo, Amnesty International chiede alla forza multinazionale a guida Usa di migliorare la tutela delle donne detenute e svolgere tempestive indagini sulle denunce di violenza contro le donne, compresi gli abusi sessuali compiuti dai soldati o da altro personale della forza multinazionale.

    Le organizzazioni irachene per i diritti delle donne chiedono da tempo l'adozione di provvedimenti per porre fine alla violenza e alla discriminazione. Negli ultimi anni sono sorti numerosi gruppi e organismi non governativi per i diritti delle donne. Cio' nonostante, le attiviste per i diritti umani si trovano spesso a fronteggiare minacce e attacchi provenienti dalle stesse famiglie delle donne che difendono.

    Il rapporto di Amnesty International auspica che le donne siano al centro del processo decisionale iracheno, soprattutto sui temi che le riguardano direttamente. L'organizzazione per i diritti umani chiede che le donne siano rappresentate a ogni livello per garantire al meglio la loro protezione. Nella neo-eletta Assemblea nazionale e nel prossimo governo le donne dovranno assumere un ruolo decisivo nell'assicurare che la legislazione vigente e quella che verra' introdotta saranno in linea con gli standard del diritto internazionale.

    Note:

    Il rapporto 'Iraq: dopo decenni di sofferenza, ora le donne meritano un destino migliore' e' disponibile presso il sito Internet http://www.amnesty.org e l'Ufficio stampa di Amnesty International Italia.

    Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
    Amnesty International Italia - Ufficio stampa
    Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

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