Il mugugno degli allevatori
C'è malessere tra i produttori di latte bovino. Sul mercato nazionale (e per la verità anche europeo) il prezzo del latte aumenta, e così quello dei suoi derivati, formaggi etc. Secondo Confartigianato Alimentazione, che ha condotto un'indagine sul costo delle materie prime alimentari, il prezzo del latte è aumentato dal 5 al 10% tra giugno 2006 e giugno 2007. Aumenta il prezzo di vendita al pubblico, ma non quello percepito dai produttori. E nelle organizzazioni di categoria serpeggia la rivolta. La Confagricoltura Campania ha deciso di aprire una vertenza con le aziende di trasformazione: dice che loro hanno già ritoccato i loro listini, con rincari del 20%, ma non hanno adeguato il prezzo pagato ai produttori. La Cia Puglia (sta per Confederazione italiana agricoltori) annuncia che non sottoscriverà l'accordo interprofessionale sul prezzo del latte, firmato invece da altre organizzazioni professionali il 3 agosto, perché giudica che penalizzi i produttori: fa notare che sono rincarati cereali (più 40%) e mais (più 50%) di cui vengono nutrite le mucche, e anche la polvere di latte somministrata ai vitellini (più 80% in tre mesi), così il margine di guadagno degli allevatori è sempre più risicato. Eppure, i consumatori sono costretti a sborsare sempre di più per latte fresco e latticini. Effetto di un mercato distorto?





