In coerenza con i valori e i principi di eticità a cui si ispira, Banca Intesa ha deciso di sospendere la partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano l’esportazione, l’importazione e transito di armi e di sistemi di arma, che rientrano nei casi previsti dalla legge 185/90.
Nonostante queste operazioni siano “regolamentate dallo Stato secondo i principi della Costituzione repubblicana che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (come dichiara il primo articolo della legge), la decisione di Banca Intesa di non parteciparvi vuole rispondere anche a un’esigenza espressa da ampi e diversificati settori dell’opinione pubblica, che fanno riferimento a istanze etiche sia laiche sia religiose.
Banca Intesa si riserva comunque di valutare autonomamente operazioni che – pur rientrando fra quelle previste dalla legge 185/90 – non abbiano caratteristiche tali da essere incoerenti con lo spirito di “banca non-armata”. In tal caso, queste operazioni saranno evidenziate sul sito Internet della Banca, in omaggio ai principi di trasparenza.
Gli effetti della decisione di uscire in tempi rapidi dal settore delle armi si manifesteranno già nell’anno in corso e potranno essere verificati nella Relazione 2004 del Governo sull’attuazione della legge, prevista nei primi mesi del 2005.
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