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Caccia ai Pirati dell'Informatica

13 maggio 1994 - Claudio Gerino
Fonte: La Repubblica

ROMA - Associazione per delinquere finalizzata alla diffusione di programmi per computer illegalmente copiati e utilizzo fraudolento di "chiavi d'accesso" per entrare in elaboratori di "puvbblica utilita'": parte dalla procura di Pesaro la prima maxi-operazione contro la pirateria informatica in base alla nuova legge entrata in vigore lo scorso 14 Gennaio. Decine di BBS (bache dati telematiche) chiuse, sequestrati computer, floppy disk e modem, un lungo elenco di "sysop" (operatori dei sistemi informatici) denunciati in tutta Italia.

Ma i provvedimenti emessi dal sostituto procuratore Gaetano savoldelli Pedrocchi sono contestati dalle banche dati telematiche chiamate in causa. Nel mirino del magistrato pesarese sono finiti "Peacelink" e "FidoNet", due "reti" informatiche molto note in Italia. La prima diffonde notizie, servizi e informazioni sulle iniziative del volontariato pacifista nel nostro paese e nelresto del mondo. E' quella che ha mantenuto, insieme ai radioamatori, i principali contatti con la popolazione della ex-Jugoslavia. Attualmente aveva in corso una Conferenza nazionale sulla pace. La seconda, invece, rappresenta
la filiale italiana di una "catena" internazionale di "sysop" ed e' considerata la banca dati piu' aggiornata sulla telematica. Ambedue hanno regole ferree, come il divieto assoluto di diffondere programmi "copiati" illegalmente e l'utilizzo fraudolento di chiavi d'accesso. Ambedue si reggono sul volontariato degli operatori.

L'inchiesta della procura pesarese, pero', avrebbe accertato gravi violazioni della legge contro la pirateria informatica. Non e' improbabile, fanno capire gli investigatori, che all'interno di questte "reti" e, forse, all'insaputa dei responsabili, qualcuno abbia costituito una vera e propria ragnatela clandestina. L'operazione della Finanza, scattata nella notte tra mercoledi e ieri, ora si va estendendo anche a tutti coloro che si collegavano alle banche dati incriminate.

"Mentre nel resto del mondo le Bbs assumono un ruolo importantissimo nella diffusione delle informazioni - spiega Alessandro Marescotti, pertavoce di Peacelink - in Italia si colpiscono reti telematiche che, da sempre, si sono date regole ferree contro la pirateria. Il tutto attribuendo direttamente agli operatori dei sistemi la responsabilita' totale di quello che puo' avvenire in una banca dati. La verita' e' che manca una legge che tuteli il diritto all'esistenza di queste reti telematiche. Egia' molti volontari hanno deciso di sospendere la propria attivita', come "Net 10" che rappresentava una sorta di "telefono amico telematico". Sospettiamo che l'obiettivo reale di queste "campagne" sia determinato dalla volonta' di far sopravvivere solo le reti informatiche "commerciali".

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