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[ANCONA] Denunciati i due responsabili di un club

Stroncato un traffico di "floppy" e computer

15 maggio 1994 - Giorgio D'Aquino
Fonte: Avvenire, pagina 7

ANCONA. La base era stata allestita in un anonimo circolo, il "Computer club Pesaro-Flash Group". E dietro il culto di un hobby, praticato a livelli professionali, l'ipotesi di un traffico internazionale di tecnologie avanzate. Sogni che nascono dal niente e si affinano con il miraggio di facili guadagni (centinaia e centinaia di milioni).

Il problema per i protagonisti e' che in questo campo si e' passati ormai dal gusto per l'avventura (con rischio iniziale prossimo allo zero), alla difficolta' di "frenare" poi quando il meccanismo e' ben avviato ed oliato ed arriva una legge ad estendere il diritto penale e
le sue pesanti sanzioni ai cosiddetti crimini informatici.

Cosi' e' finita male a Rossano Cardinali e Paolo Rosso, pesaresi, responsabili della banca dati e del vorticoso traffico di informazioni riservate che grazie a sofisticatissime reti informatiche venivano "rubate" e poi diffuse a livello internazionale.

La banca dati pesarese era in sostanza in grado di "entrare" dappertutto, prendere cio' che serviva e richiudere come se niente fosse successo. Ma qualcosa non e' andato per il verso giusto. Le segnalazioni sono cominciate ad arrivare alla Procura della Repubblica di Pesaro che dopo mesi di indagini ha fatto scattare il blitz, attraverso il nucleo regionale di polizia tributaria della guardia di finanza: e' stata individuata una vasta organizzazione specializzata nella duplicazione e commercializzazione abusiva di software e potenti virus, con un volume d'affari ingente e in costante crescita. Il procuratore capo della Repubblica di Pesaro, Gaetano Savoldelli Pedrocchi, ha ordinato oltre cento decreti di perquisizione da eseguire su tutto il territorio nazionale. L'operazione e' in corso in molte citta' italiane.

Intanto si sono registrati i primi risultati: la Finanza e' entrata in possesso e ha sequestrato oltre 60mila floppy disk, 120 sofisticati sistemi informatici, numerosissimi modem per le trasmissioni telematiche e oltre 300 fra cassette "streamer" e cd-rom di varie capacita' e tipo.
Inoltre sono state individuate alcune banche dati satelliti, cioe' collegate su tutto il territorio nazionale con quella pesarese, che dopo l'acquisizione di documentazione definita di estremo interesse per le indagini e gli accertamenti in corso, sono state sigillate.
Stessa fine, naturalmente per il club pesarese: a carico dei responsabili Cardinali e Paolo Rosso e' stato ipotizzato il reato di associazione a delinquere in relazione anche alla diffusione di programmi per computer illegalmente duplicati. Le indagini mirano ora a
definire la consistenza del mercato attivato dalle organizzazione, che si serviva di professionisti dell'informatica: la Finanza parla a questo proposito di utilizzo fraudolento di chiavi d'accesso a banche dati pubbliche e private attraverso l'acquisizione illegale di password. Il sospetto degli inquirenti, e questo e' un ulteriore passaggio delle indagini, e' che un giro di queste dimensioni collegato a banche dati estere non possa essere attivabili senza complicita' da ricercare a livello internazionale.

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