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Era una notte buia e tempestosa ...

1 giugno 1994 - Romano Tenca
Fonte: Amiga Magazine

Avevamo appena finito di scrivere le Trends di questo numero in cui compaiono notizie lusinghiere sulla lotta alla pirateria del software in Italia, quando siamo stati raggiunti da una notizia a dir poco preoccupante.

La Procura di Pesaro ha lanciato una giusta campagna contro le BBS pirata italiane: il Sostituto Procuratore di Pesaro, Gaetano Savoldelli Pedrocchi, ha pero' centrato, a nostro modesto parere, solo marginalmente il bersaglio, colpendo anche una lunga lista di nodi delle reti Peacelink e Fidonet (40 circa).

Fidonet e' costituita da circa 31.000 BBS sparse in tutto il mondo, create e sostenute a proprie spese da amatori, senza scopo di lucro e con una lunga tradizione alle proprie spalle. Recentemente e' stata addirittura elogiata dal Vicepresidente americano Albert Gore come esempio di democrazia telematica. In Italia le sue conferenze tecniche sono seguite regolarmente da circa 12.000 persone.

Peacelink e' invece una rete di impegno sociale, che per esempio sta faticosamente mantenendo i contatti con quanto resta della societa' civile nella ex-Jugoslavia.

Una delle regole fondamentali di entrambe le reti e' che le BBS aderenti non devono in alcun modo favorire la diffusione del software pirata: le BBS che non rispettano questa direttiva vengono immediatamente estromesse dalla rete.

Ciononostante, decine di sysop (i gestori delle BBS) hanno visto irrompere in casa propria squadre di finanzieri con mandati di perquisizione e avvisi di garanzia per "associazione a delinquere finalizzata alla diffusione di programmi per computer illegalmente copiati".

I finanzieri, in presenza di qualche disco o programma di dubbia provenienza, hanno sequestrato tutto quello che hanno potuto: dischi, computer, modem, CD-ROM, hard disk, monitor, stampanti (!). A qualcuno hanno addirittura sigillato la stanza in cui venivano tenuti i computer (e in cui, fra l'altro, dormiva); a molti e' stato sequestrato materiale per un valore di decine di milioni, con cui spesso lavorava per vivere.

A quanto pare, poi, molte delle vere BBS pirata nei giorni successivi al blitz hanno chiuso in fretta e furia, concellando ogni possibile traccia della loro attivita' clandestina.

Il modo in cui il Magistrato pesarese ha condotto l'operazione ha avuto l'effetto di terrorizzare centinaia di professionisti, commercianti e studenti di tutt'Italia, che si erano cimentati in un'utile forma di volontariato, fornendo, grazie a PeaceLink e Fidonet, servizi tecnici e umanitari, altrimenti svolti da societa' commerciali, e che non hanno mai pensato di fare mercato di software pirata.

Un colpo che riporta indietro di anni la telematica italiana (gia' sottosviluppata rispetto a quella del resto d'Europa) e particolarmente grave per la comunita' Amiga minacciata dall'isolamento.

In parte, una certa dose di ingenuita' o superficialita' puo' sicuramente essere attribuita ai sysop: con l'entrata in vigore della legge sulla tutela del software, per svolgere con il computer un'attivita' che ha a che fare con il pubblico, bisogna assicurarsi di detenere (e non solo di usare) esclusivamente software originale, con relativo certificato di autenticita' e scontrino di acquisto (molto importante). Se si usa software PD o Shareware, bisogna essere in grado di documentare senza incertezza che e' tale (dovrebbe bastare la documentazione relativa).

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