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La chiusura delle ''reti'' libere - un bavaglio elettronico alla liberta' d'informazione

15 giugno 1994 - Articolo non firmato
Fonte: Avvenimenti n.23/94

Il 3 giugno scorso una notizia ha fatto il giro delle reti telematiche mondiali in poche ore: a Taranto la banca dati centrale della rete telematica Peacelink è stata perquisita, il computer da cui ogni giorno partivano e arrivavano notizie antimafia per tutta l'Italia sequestrato.
Tutto bloccato. Disarticolato il sistema di telecomunicazione. Messaggi di solidarietà sono arrivati, e continuano ad arrivare tuttora dagli Stati Uniti e dall'Europa. Ma cosa si fa di così criminoso con la rete telematica PeaceLink? PeaceLink è in sostanza una "bacheca elettronica" consultabile da ogni città mediante un normale personal computer e un modem, ossia un apparecchio di comunicazione/ricezione dati che utilizza la normale linea telefonica. Arriviamo al nocciolo: PeaceLink aveva accumulato tre insopportabili difetti. Primo: era gratuita. Secondo: era attiva sul versante dei movimenti di solidarietà e della campagna referendaria sulla Mammì. Terzo: era la rete che aveva organizzato una campagna di sensibilizzazione per i diritti telematici del cittadino, criticando l'azione della magistratura che stava chiudendo le banche dati. In una parola: PeaceLink dava fastidio.
"Già sapevamo che era tenuta sotto controllo - afferma Alessandro Marescotti, portavoce della rete -, la Digos la sorvegliava da quando si occupava di pacifismo. Alcune persone sono arrivate persino a fare pressioni perchè le scuole non la utilizzassero a scopo didattico. Questo poco prima che Falcone saltasse in aria. Forse che pezzi di servizi deviati ritenessero più pericolose le reti della dinamite?¯. La banca dati centrale di PeaceLink è stata momentaneamente chiusa, dicono i responsabili, "con motivazioni pretestuose": c'è un'inchiesta sul commercio illegale del software e sono piombati su una rete che invece si occupa di informazioni giornalistiche. "PeaceLink - aggiunge Marescotti - è pubblicizzata da tutti i giornali pacifisti. Ha un tipo d'utenza lontana mille miglia dai 'pirati' che si arricchiscono vendendo illegalmente il software. Noi qui forniamo servizi gratuiti e ci rimettiamo del nostro. Bastava collegarsi per vedere che stavano prendendo un granchio. Ma hanno voluto usare lo stesso la mano pesante. Hanno tappato la bocca al centro della rete. Ma noi siamo una rete antimafia e nessuno ci tapperà la bocca: ricostruiremo tutto".
La restituzione della banca dati potrebbe avvenire fra mesi, fra anni o fra giorni, a seconda della solidarietà che si creerà attorno alla vicenda che ha ormai assunto un risvolto ideale e morale. "La nostra estraneità alla pirateria è fuori discussione: l'intera vicenda restringe i margini della libertà d'informazione già da tempo minacciata. "Trattavamo sulla rete - continua - le questioni della droga, dell'handicap, del razzismo, del volontariato ed eravamo supporto per una struttura di elisoccorso e di aiuto umanitario nell'ex-Jugoslavia. Perchè colpirci?". Su PeaceLink sono circolate le informazioni "che scottano": il giornale "I Siciliani" gestisce una conferenza telematica che avrebbe dovuto far sorgere una "redazione stellare" per il giornale. PeaceLink stava ospitando anche uno spazio di "Avvenimenti" in cui venivano pubblicizzati i banchetti che in tutt'Italia raccolgono le firme per il referendum sulla Mammì. Ma non è solo PeaceLink nel mirino delle indagini: il "bavaglio elettronico" sta uccidendo tutta la telematica amatoriale e libera. Centinaia di banche dati perquisite e sequestrate, migliaia di utenti zittiti. Realtà telematiche, come Fidonet, sono state setacciate a tappeto quando ne era nota da anni la serietà. "Abbiamo avviato - dicono quelli di PeaceLink - una raccolta di firme in tutt'Italia per la difesa dei diritti telematici dei cittadini. Se non stiamo attenti qui si arriverà a sequestrare persino i fax con il sospetto che siano strumenti del crimine". Una vera e propria purga elettronica. Intanto Silvio Berlusconi si appresta ad entrare con il suo impero economico nel mondo della telematica e non vuole fastidiosi concorrenti.

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