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    Internet: con emendamenti riprende al Senato l'Iter del DDL anti-pirateria

    Stanca: “Sono state rese più equilibrate e più giuste le disposizioni per la lotta alla pirateria informatica”
    25 gennaio 2005 - Ufficio Stampa del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie

    Con la presentazione degli emendamenti da parte del sen. Franco Asciutti, presidente della Commissione Istruzione Pubblica del Senato, è ripreso l'iter del disegno di legge di revisione della legge di conversione del decreto antipirateria, il cosiddetto “decreto Urbani”.

    Gli emendamenti appena presentati sono stati redatti sulla base delle risultanze dei lavori della Commissione interministeriale sui contenuti digitali nell'era di Internet (e-Content), costituita nello scorso luglio dai ministri Lucio Stanca, Giuliano Urbani e Maurizio Gasparri, e presieduta dall'ing. Paolo Vigevano. Ne ha dato annuncio oggi lo stesso Vigevano nel corso della riunione della medesima Commissione.

    Il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, commentando la ripresa dell'iter parlamentare del provvedimento, ha sottolineato che “con questa proposta di emendamento della maggioranza, con l'assenso del Governo, è stato onorato l'accordo preso in sede di approvazione del dl Urbani al fine di rendere più equilibrate e più giuste le disposizioni per la lotta alla pirateria informatica. E questo avviene nel contesto del lavoro che la stessa Commissione per i contenuti digitali sta facendo, anche attraverso una qualificata serie di audizioni dei soggetti interessati, per delineare una normativa moderna ed efficiente la difesa dei contenuti digitali sulla Rete”.

    Il nuovo testo, oltre a prevedere la sanzione penale grave (reclusione e multa) solo per chi immette in rete contenuti illegali a “fine di lucro”, introduce anche la possibilità di cancellare il reato attraverso il pagamento di una multa (oblazione) nei casi in cui l'immissione in rete di contenuti protetti dal diritto d'autore avvenga per finalità diverse.

    Pertanto, gli utenti della Rete che, sfruttando la condivisione dei file, utilizzano contenuti digitali protetti non correranno più il rischio di incorrere in pene detentive, ma potranno essere soggetti eventualmente a sanzioni pecuniarie di importo contenuto.

    Inoltre, si prevede l'adozione di codici “di deontologia e buona condotta” del settore su temi specifici, ad esempio tecnologie di protezione dei diritti, modalità di intervento preventivo nei confronti di chi viola la normativa specifica, promozione di nuovi modelli economici di sfruttamento dei contenuti digitali, modalità per una corretta informazione da fornire agli utenti.

    I codici costituiranno il risultato concreto delle forme di collaborazione promosse dal Governo con gli operatori dei settori interessati.

    Roma, 25 gennaio 2005

    A cura dell'Ufficio Stampa del Ministro
    per l'Innovazione e le Tecnologie

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