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Il Comitato scientifico del Ministero della Sanità presieduto dal Dott. Donato Greco ha escusso, oggi a Roma, il Dott. Domenico Leggiero, responsabile del comparto difesa dell’Osservatorio Militare. Oggetto della deposizione: patologie contratte dai nostri soldati durante le spedizioni militari nei campi di guerra. Gli chiediamo se il micidiale uranio impoverito continua a colpire. “Fin dai Balcani l’Osservatorio sta raccogliendo materiale per dimostrare, come ha dimostrato, che il famigerato uranio impoverito è strumento di morte. I casi di militari ammalati al rientro dalle missioni internazionali sono ormai noti a tutti. Ormai inizia ad essere consistente anche il numero di malati provenienti dall’Iraq. A questo punto il direttivo dell’Osservatorio ha deciso di dare al legale delle famiglie Avv. Angelo Fiore Tartaglia, il mandato a depositare presso il Tribunale di Roma le denunce per ogni militare deceduto e/o malato. Sono ormai 44 i decessi accertati ed oltre 300 i malati. La documentazione raccolta durante il lavoro della commissione d’inchiesta ed altre prove in possesso dell’Osservatorio non lasciano dubbi” “Perchè questa decisione?” Leggiero: “A prescindere dal modo in cui l’uranio impoverito provoca gravi patologie ed in molti casi la morte, vi erano direttive, chiare ed inequivocabili, alle quali i vertici militari italiani avrebbero dovuto attenersi e dotare i nostri ragazzi delle misure minime previste che, alla luce dei fatti, avrebbero evitato la strage.” “Perché non è stato operato in tal senso?” Leggiero: “La decisione di non dotare i nostri ragazzi delle misure minime di sicurezza fu presa con consapevolezza e terrificante freddezza: dotare i militari di misure precauzionali avrebbe fatto “scoprire” l’utilizzo di armamento nocivo e proteggere solo i militari e non i civili sarebbe stato ” “Come si procede ora?” Leggiero: “ Cambiano gli scenari, non cambia la superficialità con cui si gestiscono migliaia di uomini e donne che rischiano la vita lontano da casa. In Iraq, oltre al fosforo bianco è stato utilizzato anche UD e l’esperienza dei Balcani non è servita a maturare le coscienze dei vertici militari. Tumori ai testicoli, alla tiroide e linfomi di ogni tipo, sono l’eredità che l’impiego in Iraq ci sta lasciando. E’ una nuova situazione che meriterebbe uno studio serio e scientifico che, ad oggi, il comitato SIGNUM (creato dal Ministero della Difesa per difendere se stesso) non ha saputo dare.” “Che opinione s’è fatto oggi, dopo la sua escussione da parte del comitato scientifico?” Leggiero: “Per la prima volta da quando è esploso il caso uranio impoverito, sono stato ascoltato e ho potuto finalmente mettere a disposizione dati ed elementi fino ad ora mai considerati. Il direttore, dott. Greco mi ha dato fiducia e ho motivo di credere che questo Comitato finalmente prenderà in severa considerazione la gravità del problema, nonostante la contrarietà di alcuni membri. E’ indispensabile operare in modo sinergico e continuerò a lavorare per raggiungere questo obiettivo” Chiudiamo chiedendogli quale sarà il prossimo passo. Leggiero “attendiamo l’esito della commissione d’inchiesta del Senato e alcuni decreti d’attuazione in merito ai risarcimenti che la Finanziaria ha messo a disposizione dei militari per le cause di servizio. Staremo a vedere…” Lo ringraziamo. Leggiero ricambia complimentandosi con noi che da sempre ci occupiamo di questa drammatica pagina di storia che molti, troppi, deliberatamente ignorano…
Nadia Redoglia

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