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Tutto bene per Leonardo-Finmeccanica?

Allora si pensi al sistema produttivo Italia non come risorsa da sfruttare per aumentare i profitti dei propri azionisti, ma per esercitare un ruolo pubblico di supporto all'ammodernamento, avanzamento tecnologico e culturale di tutto il sistema Italia
18 maggio 2017 - Rossana De Simone

Logo Leonardo

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, nel corso di un’audizione in Parlamento a proposito della scelta del nuovo amministratore delegato di Leonardo, ha dichiarato: “Per Leonardo in considerazione delle caratteristiche della società, nonché della natura internazionale delle attività, la scelta di Alessandro Profumo è stata orientata alla ricerca di un profilo che possa far fronte all’esposizione internazionale del gruppo e alla diversificazione del business”.

Una dichiarazione che mette in discussione tre anni di tagli, cessioni e di riorganizzazione attuati da Mauro Moretti che vanta di aver ridotto i debiti e di essere tornato a dichiarare profitti per 505 milioni di euro nel 2016, ma a scapito di meno personale e meno ricavi. In realtà Leonardo si è fortemente ridotta mentre i concorrenti hanno continuato a crescere e scavalcato il gruppo italiano per fatturato, come nel caso della francese Thales. Dunque Leonardo dovrà recuperare in crescita e in presenza internazionale fortemente indebolite, e non può vantarsi della riduzione del debito visto che è avvenuta solo grazie a cessioni e incasso di anticipi (vedere commessa EFA al Kuwait).

Non è un caso che nella relazione “Risultati del primo trimestre 2017” si descriva una situazione positiva della società sia sotto il profilo commerciale che economico-finanziario, e si faccia riferimento al sistema di governo societario orientato alla massimizzazione del valore per gli azionisti dimenticando che Leonardo non è una impresa commerciale, ma industriale. Infatti anche nella “Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari” del 2007, si ribadisce che il radicale processo di rinnovamento e trasformazione realizzato attraverso la creazione di una One Company, è stato il risultato di un Piano industriale che aveva come obiettivo “un percorso che crei valore per azionisti, clienti e stakeholder” e non propriamente il consolidamento e accrescimento delle proprie competenze “nelle piattaforme, nei sistemi, nei sensori e nei servizi” in ogni “possibile scenario di intervento: terra, mare, cielo, spazio e cyberspazio”.

Di fatto l'ex a.d. ha disarticolato la vecchia organizzazione del lavoro e riorganizzato la nuova struttura organizzativa per settori e divisioni centralizzando alcune funzioni come Ingegneria di progettazione, ICT con Cyber Security e Cyber intelligence , e Global Solution (azienda di servizi che ha un ruolo nell’efficientamento degli acquisti del gruppo e nell’ottimizzazione dei servizi non direttamente legati alle attività produttive sia per la capogruppo sia per le sue divisioni e aziende controllate ) che si sono sovrapposte ad attività presenti nelle divisioni.

Occupazione e carichi di lavoro: le ore lavorabili sono diminuite rispetto al 2016 soprattutto nella Divisione Velivoli di Caselle Torinese, Cameri e Venegono. Il lento e continuo calo occupazionale di Leonardo-Finmeccanica (al 31 dicembre 2010 si attestava a 75.197 unità sulle 45.631 del 31.12.2016), e la crisi nella filiera produttiva, sta a dimostrare che Leonardo a fronte dei finanziamenti statali non aumenta l'occupazione interna e non garantisce stabilità occupazionale al lavoro indiretto. Questa considerazione vale soprattutto per il settore strettamente militare come si può verificare dai dati emersi dalle audizioni parlamentari e dalle relazioni emesse dal gruppo.
4 settori per 7 divisioni:

Settore e divisione Elicotteri: gli elicotteri si caratterizzano per essere prodotti duali. Mentre la divisione civile si attesta al secondo posto fra i produttori nel mondo, quella militare occupa il quarto posto. L'incremento degli ordini è principalmente associato a maggiori ordinativi in ambito governativo, riferiti in particolare a elicotteri AW139. Continua l'opera di internalizzazione di attività arrivate sino a 1,2 milioni di ore nel 2016, mentre è ancora alta la presenza di lavoro precario con contratti di somministrazione. Nello stabilimento ex AgustaWestland, oggi “Leonardo Elicopter Division” di Brindisi, vi è il rischio occupazione non solo per i i lavoratori diretti ma anche per quelli delle aziende appaltatrici.

Settore Aeronautica divisioni Velivoli e Aerostrutture. Forte dismissione nel settore civile. Nella Divisione Aerostrutture l'occupazione viene garantita perchè vi è stato un rientro delle attività esterne. La vendita del sito industriale di Capodichino ad Atitech per la costruzione di un Polo delle manutenzioni aeronautiche si è mostrata un fallimento (cassa integrazione). Le dichiarazioni in Parlamento di Mauro Moretti sul nuovo ATR e lo scenario disastroso che si proporrebbe per l’occupazione e per le imprese aeronautiche regionali, in assenza di un nuovo programma industriale di Leonardo, ha messo in allarme la regione Campania. I problemi sulla qualità delle lavorazioni ancora una volta si sono risolti dopo una lettera di Boeing e Bombardier sulla scarsa qualità e i troppi ritardi, come già accaduto anche nel sito pugliese di Grottaglie. La scelta di allontanarsi dal progetto russo Superjet ha messo in crisi lo stabilimento di Tessera che si è ripreso solo perchè è partita una nuova fase con la revisione del C130, manutenzione AWACS e trasformazione di 3 ATR/72. Dunque piccole cose.
Nella divisione Velivoli il sito di Venegono è in sofferenza. Il calo delle ore lavorate è dovuto anche alla minore produzione delle attività Nacelles e al mancato aggiornamento ingegneristico (competenze perse). Inoltre vi è stato anche il caso dei velivoli M-346 venduti alla Polonia che non hanno superato il collaudo tecnico sul sistema di visualizzazione della Elbit Targo (HMD) cosicchè dovrà pagare una penale. Il drone europeo classe MALE è in fase di progettazione e riguarda non solo l'Italia ma anche Francia e Germania così come accade per il caccia EFA (Italia, Gran Bretagna, Germania), per cui non sono definibili né le ricadute industriali né quelle occupazionali. A Cameri il programma F-35 non ha avuto i ritorni industriali annunciati. La denuncia è stata effettuata da Guido Crosetto (AIAD) in sede parlamentare che ha ricordato che l'Italia non sarà l'unico hub europeo come promesso dalla Lockheed Martin. Ad oggi è da verificare quante ali vengono prodotte per le altre nazioni interessate al velivolo. Mancata acquisizione di commesse importanti (Canada e Polonia). La scelta di centralizzare e trasversalizzare le attività di ingegneria ha creato inefficienze che solo la messa in discussione di questo modello può eliminare.

Settore Spazio. L'incremento dei volumi di attività è dovuto in particolare ai programmi per telecomunicazioni. Vi è stato un miglioramento della redditività industriale nelle attività di fornitura di servizi satellitari. Non sono chiare le scelte industriali e le alleanze su questo settore né le possibili acquisizioni in grado di rafforzare il rapporto con Thales francese. Thales francese ha promosso al suo interno una governance stile industria 4.0.

Settore Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza. Il settore Elettronica comprende più divisioni: Sistemi per la sicurezza e le informazioni (all'interno vi è la linea di business Cyber security e ICT solutions), Sistemi avionici spaziali, Sistemi Difesa (produzione interamente militare) ed Elettronica per la difesa terrestre e navale. Vi è stato un calo degli ordini per effetto della flessione registrata dalla Divisione elettronica per la Difesa Terrestre e Navale compensata dalle maggiori acquisizioni registrate dalla Divisione Sistemi Avionici e Spaziali. Il carico di lavoro previsto è di 18 mesi mentre per ETN copre 3 anni. Non si capisce perchè il gruppo non abbia approfittato della vendita delle attività tedesche nell’elettronica della difesa di Airbus (Hensoldt) poi comprate dal fondo statunitense Kkr. La collaborazione fra le varie divisioni è ancora scarsa tranne quella fra ETN e Sistemi difesa. In questa divisione la situazione è difficile, tutti i parametri sono negativi (vive soprattutto di commesse interne). Non si escludono joint venture con i francesi e tedeschi per quanto riguarda i siluri. Mentre per quanto riguarda il munizionamento si sta studiando la costituzione di una società europea con la britannica BAE e altre società. L'Italia è in vantaggio rispetto alla produzione del munizionamento guidato.
Accanto vi è la controllata DRS che ha ottenuto buoni ricavi ed è supportata da commesse provenienti dal Pentagono.

MBDA è il consorzio missilistico a cui Leonardo partecipa con il 25% di quote a differenza del 37% di Francia e Gran Bretagna. Il sindacato ADL è d'accordo con la vendita delle sue quote ai francesi per aumentare il finanziamento di programmi civili. I lavoratori devono mantenere la loro collocazione lavorativa.

Quale direzione per Leonardo?

A fronte dell'incerta e confusa situazione riteniamo che Leonardo non abbia solo bisogno di una svolta strategica per accrescere le proprie competenze tecnologiche, individuare alleanze ed eventuali acquisizioni, ma abbia bisogno al proprio interno di un cambiamento di paradigma in grado di assorbire culturalmente e non solo tecnologicamente, quella che viene chiamata quarta rivoluzione industriale: Industria 4.0. Leonardo è un gruppo a partecipazione statale e in quanto tale deve pienamente contribuire a migliorare il sistema paese condividendo i propri laboratori, conoscenze e competenze nell’ecosistema territoriale di appartenenza attraverso una gestione di tipo reticolare. Questo significa andare oltre le già presenti collaborazioni con università, centri di ricerca e startup innovative che per ora sono considerate alla stregua di fornitura di idee, forza lavoro e sapere.
Non si capisce perchè Leonardo, in quanto azienda manufatturiera, debba concepire Industria 4.0 solo come fornitore di servizi e soluzioni, dimenticando di applicare al proprio interno quella rivoluzione che Alessandro Garibbo del settore Elettronica ha ben spiegato: “cambierà in maniera radicale i processi produttivi trasformando il modo di progettare, realizzare e distribuire i prodotti, mettendo in comunicazione tra loro, tramite la rete, semilavorati, fabbriche e prodotti finiti, che diventano intelligenti grazie a sensori e device”.

Come si è visto Leonardo ha difficoltà di comunicare all'interno delle proprie divisioni perché ognuna è organizzata sul proprio business e rimangono chiuse alla cooperazione con le altre. Fra gli indirizzi strategici del piano industriale il modello è sempre lo stesso: centralizzazione di alcune attività trasversali alle Divisioni, come procurement, manufacturing, Ict e parte delle ingegnerie nel nome dell'efficienza industriale. Per quanto riguarda i programmi si intende promuovere lo sviluppo tecnologico in Cyber security, robotica, intelligenza artificiale, addestramento dual role (sia addestramento avanzato che missioni aria-aria e aria-superficie), elettronica della difesa e infine disponibilità a investire 2,5-3 miliardi di euro per rafforzare le attività core.
Rispetto al primo obiettivo pare che Leonardo non abbia capito che Industria 4.0 non sia solo un fatto ingegneristico e tecnico, volto a recuperare denaro pubblico che lo Stato mette a disposizione del Piano Nazionale per Industria 4.0, ma qualcosa di più e di diverso.

Rispetto ai programmi: Leonardo è presente in FILIERASICURA insieme a Cisco Systems, un progetto di ricerca triennale guidato dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale Informatica). Il progetto “è un nuovo modo di concepire la ricerca applicata tra pubblico e privato. È un progetto di Sistema-Paese, aperto a nuovi partner di ricerca e partner industriali, dove ricerca e industria lavorano fianco a fianco per mettere in sicurezza le filiere produttive strategiche e gettare le basi per una trasformazione digitale sicura e un rilancio del nostro tessuto produttivo”. Stando ad Andrea Biraghi della divisione Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni “stringere collaborazioni con il mondo della ricerca e con altri attori, sia pubblici sia privati – è di fondamentale importanza per consentire all’Italia di dotarsi di strumenti sempre più efficaci per la cyber defense e di poter svolgere così il suo ruolo di grande Paese europeo”. Allora si pensi al sistema produttivo Italia non come risorsa da sfruttare per aumentare i profitti dei propri azionisti, ma per esercitare un ruolo pubblico di supporto all'ammodernamento, avanzamento tecnologico e culturale di tutto il sistema Italia.

Per determinare un vero cambiamento di Leonardo bisognerebbe mettere in campo alcuni azioni che non stravolgono la sua vocazione si essere un player globale nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, ma ne ristrutturano la direzione:

Dismettere la partecipazione a MBDA (come già previsto da Moretti) e accorpare quelle divisioni presenti solo sul mercato militare come la Divisione Sistemi di Difesa ed Elettronica per la difesa terrestre e navale. Aumentare la diversificazione delle produzioni civili nell'ambito dei prodotti a doppio uso: Divisioni velivoli ed elicotteri. Incentivare la produzione di aeromobili da trasporto civile. Prevedere per le altre Divisioni del settore elettronica la ricerca e lo sviluppo di apparecchiature e sistemi in grado di proteggere le reti di comunicazione vitali del Paese (trasporti, energia elettrica, sanità, scuole, infrastrutture, pubblica amministrazione, ecc.). Favorire lo sviluppo e la ricerca di tecnologie spaziali quando queste hanno ricadute positive sull’ambiente, arte, biologia, medicina, sicurezza, telecomunicazioni e altri aspetti importanti per la società. Ridurre al minimo le produzioni e programmi militari quali F-35, soldato futuro, carri armati, sommergibili, cioè tutto ciò che ha funzioni strettamente militari da combattimento. Evitare la vendita di sistemi d'arma a paesi in conflitto.

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