Wwf all'attacco: no all'autorizzazione regionale alla Ferriera
Sono stati il responsabile della sezione inquinamento dell’organizzazione ambientalista, Fabio Gemiti, e il presidente provinciale, Carlo Dellabella, a motivare e spiegare nei dettagli le argomentazioni alla base di questa netta opposizione. «Per poter dare tale autorizzazione – ha detto il primo – non dovrebbero verificarsi significativi fenomeni di inquinamento, che invece sono all’ordine del giorno. In secondo luogo – ha aggiunto – nonostante all’interno dello stabilimento si utilizzino da anni le migliori tecnologie disponibili, il quadro ambientale nei pressi della Ferriera è gravemente alterato». «Infine – ha concluso Gemiti – l’Arpa ha dichiarato che, in assenza di un piano regionale di qualità dell’aria, non sarà in grado di valutare se il quadro emissivo sia o meno compatibile con il territorio sul quale lo stabilimento si colloca».
In un documento dell’Arpa dello scorso ottobre si afferma inoltre che «il quadro ambientale manifesta attualmente condizioni di sicura criticità». Dellabella ha espresso questo commento: «L’Aia concessa dalla Regione consente di procrastinare, di tirare ancora per le lunghe, senza stabilire modalità e tappe precise, improrogabili. Tutto ciò – ha continuato il presidente provinciale – appare inaccettabile, prima di tutto per i cittadini, minacciati nel loro bene primario, che è la salute. A tutto questo va sommato il fatto – ha evidenziato – che la proprietà della Ferriera non ha ancora completato seri investimenti, finalizzati alla riduzione dell’inquinamento ambientale entro limiti accettabili. A Servola – ha concluso Dellabella – si continuano a registrare pericolosi valori di inquinamento, ma nonostante tutto la Regione ha dato la concessione che noi contestiamo».




