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Discarica di Roncigliano. Saltata la Conferenza dei Servizi

Il comunicato del No Inc di Albano Laziale
6 marzo 2015 - Daniela Calzolaio
Fonte: No Inc di Albano Laziale

Discarica Roncigliano

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del No Inc di Albano Laziale:

 

Comunicato stampa No Inc. 5 marzo 2015.


Salta la Conferenza dei Servizi in programma per stamattina [ieri, ndr]!


Emergenza VII invaso: Sit-In No Inc davanti i cancelli d’ingresso della discarica di Roncigliano per sabato 21 marzo 2015.


Annullata e rinviata a data da destinarsi la Conferenza dei Servizi che avrebbe dovuto affrontare e risolvere, anche se con estremo ritardo, il problema dell’inquinamento prodotto dal VII invaso della discarica di Roncigliano. All’attesa “tavola rotonda” , in programma per stamattina a mezzogiorno a Palazzo Savelli, sede del Comune di Albano, avrebbero dovuto partecipare tutti gli Enti Pubblici che si occupano di tutela della salute umana e dell’ambiente: Comune di Albano, Regione Lazio, Asl, Arpa Lazio, Agenzia Regionale di Protezione Ambientale, e società Pontina Ambiente srl, proprietaria del sito. Ma all'ultimo momento è saltata, come confermato dell'Ufficio Affari Istituzionali del Comune di Albano.
Evidentemente, a nulla è valso l’allarme lanciato appena pochi giorni fa dalla relazione tecnica dell’Arpa Lazio che attesta che la gestione del VII invaso della discarica di Roncigliano continua, anche nel corso del 2013 e 2014, ad aver luogo fuori dai termini di legge: interramento non autorizzato di rifiuti indifferenziati, anche speciali, ingombranti e pericolosi; grave inquinamento delle acque di falda e superficiali, totale assenza delle analisi sulla qualità dell’aria, eccetera eccetera …
Del resto, la nuova foto scattata dal drone No Inc venerdì scorso 27 febbraio 2015 mostra che nel VII invaso è rimasto uno spazio residuo pari a circa soli 4 metri su 30. Al contrario, l’Autorizzazione Ambientale (A.I.A. B.3695) prevedeva una durata non inferiore al 2020. Ben visibile, un gigantesco lago di percolato e centinaia di gabbiani. Ma cosa è stato interrato la sotto? Nessuno lo sa. Silenzio tombale da parte di tutti gli amministratori pubblici e i politici locali e regionali.
Prossimo appuntamento del No Inc, per il Sit-In di sabato 21 marzo davanti i cancelli d’ingresso della discarica di Roncigliano.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Discarica di Roncigliano

 

Per maggiori informazioni sulla discarica di Roncigliano, il comitato No Inc ci ha fornito il seguente riepilogo:

La discarica di “Roncigliano” riceve ogni anno circa 100mila tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti dai Comuni di Albano, Pomezia, Ardea, Castel Gandolfo, Marino, Nemi, Rocca di Papa, Ariccia, Genzano e Lanuvio, che fanno parte dell’hinterland a sud di Roma. Secondo i tecnici dell’Agenzia Regionale Ambientale della Regione Lazio, o Arpa, il cimitero dei rifiuti dei Castelli e Litorale anche nel corso del 2013 e 2014 è stato gestito in modo non conforme alla legge.


Come se il processo non ci fosse!
Eppure, dopo l’avvio dello “storico processo Cerroni” di marzo 2014, che è incentrato proprio sulle vicende della discarica di Albano, qualcuno ha pensato che gli amministratori pubblici regionali e locali avrebbero presto imposto una svolta al ciclo dei rifiuti: ispezioni, analisi approfondite, sanzioni. Non è così. Eppure, i capi d’imputazione che pendono sugli imputati lasciano poco spazio all’immaginazione: associazione a delinquere, truffa aggravata, traffico di rifiuti, frode in pubblica fornitura, sovrafatturazione per una cifra superiore agli 11milioni di euro, reati ambientali, eccetera eccetera. A cui si aggiunge, secondo gli inquirenti, un trattamento e interramento di rifiuti che sarebbe avvenuto fuori dai termini di legge dal 2006 fino ad agosto 2012. E dopo? L’Arpa Lazio solleva più di un dubbio e sostiene che la società Pontina Ambiente continua “a non fornire i dati sui rifiuti in ingresso e uscita dal TMB”.
In particolare, a finire sotto osservazione sono terra, acqua e aria.


Nel VII invaso rifiuti non autorizzati!
Secondo i tecnici Arpa, anche nel corso del 2013 e 2014 una parte dei rifiuti sepolti nel VII invaso non ha rispettato i “criteri di ammissibilità stabiliti dalle leggi europee e nazionali”. Si tratta di veri e propri interramenti fuorilegge. Rifiuti indifferenziati, anche pericolosi, speciali e ingombranti, privi delle prescritte autorizzazioni, che continuano a finire nella nuova e più recente maxi-buca determinandone un sospetto e precoce esaurimento, confermato anche da foto e video.


Acque inquinate!
Problemi anche per le acque di falda. Nel 2014, fuori controllo è finito il dibroclorometano, un idrocarburo cancerogeno, e l’alluminio, un metallo pesante. Ma la qualità delle acque dei pozzi-spia interni al sito è risultata inquinata anche negli anni 2010, 2011, 2012 e 2013 dalla presenza di: benzene, ammoniaca, arsenico, fluoro, manganese e ferro. Inoltre, per l’Arpa non sono solo le acque sotterranee a destare preoccupazione ma anche quelle di superficie, dette anche di ruscellamento, provenienti dai vecchi invasi, dove sono stati riscontrati eccessi significativi di: piombo, rame, ferro e idrocarburi. Per di più, le acque piovane vengono spedite direttamente nel VII invaso, anziché nel vicino fosso di Valle Caia, aumentando in modo significativo la quantità di percolato presente nel VII invaso, ovvero i liquidi tossici che scolano dai rifiuti indifferenziati.


Aria fuori controllo!
Ma non è tutto. La società Pontina Ambiente del Gruppo Cerroni, non ha mai effettuato nel corso degli anni 2011, 2012, 2013 e 2014 le analisi, obbligatorie per legge, sulle emissioni di sostanze inquinanti in aria (“emissioni diffuse”) necessarie a verificare che i gas sprigionati dai rifiuti in putrescenza non costituiscano un pericolo per i cittadini.


Niente controlli degli amministratori pubblici!
Eppure, gli amministratori pubblici, regionali e locali, non hanno ancora effettuato controlli seri e approfonditi sulle modalità di funzionamento dell’impianto TMB, di Trattamento Meccanico Biologico, ovvero il capannone dove viene “trattata” tutta la spazzatura indifferenziata in arrivo. Né sul rapporto tra quantità di rifiuti in entrata e in uscita dalla discarica e relativa percentuale di CDR (carta, plastica, legno e derivati) prodotto, interrato e fatturato. Nessuna seria indagine anche sul reale stato in cui versano acque e terreni tutto intorno alla discarica, la cosiddetta Caratterizzazione Geologica ed Idrogeologica. Analisi richieste nel lontano 2011 proprio dall’Arpa Lazio e rimaste lettera morta. Per finire, nessuna notizia sulle risultanze delle volumetrie del VII. Quanto spazio risulta già occupato dalla spazzatura, quanto disponibile? Per verificare che sia stata interrata in buca solo spazzatura autorizzata. Controlli richiesti più volte dai residenti e mai portati a termine. Come si suol dire, i buoi sono scappati ma le porte della stalla restano spalancate. Una fortuna, per i soliti monopolisti!

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