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    Ambiente Svenduto. Percorso di giustizia e verità per Taranto, tutti vanno a processo

    Rinviati a giudizio 47 imputati: 44 persone fisiche e 3 società
    29 febbraio 2016 - Redazione Peacelink

    Processo Ilva Ambiente Svenduto

    A Taranto vanno sotto processo gli uomini dell’ILVA ed i politici ad essa collegati, prima indagati e ora imputati.

    Dopo lo stop sopravvenuto lo scorso novembre in Corte d'Assise per un vizio di forma, il Processo Ambiente Svenduto è ripreso. A novembre il processo era stato parzialmente azzerato ma era stata salvata la costituzione delle numerose parti civili, oltre mille tra soggetti pubblici e privati, tra le quali PeaceLink.

    E’ stata posta oggi una pietra miliare sulla strada del percorso di giustizia e di verità che attende finalmente Taranto.

    Il GUP Anna De Simone ha infatti chiesto/confermato il rinvio a giudizio formulato dalla Procura di Taranto nei confronti di 47 imputati, 44 persone fisiche e 3 società, per il reato di disastro ambientale ed altri reati contestati tutti nell’ambito della poderosa attività del GIP Patrizia Todisco e dai pubblici ministeri.

    Tra i 47 imputati, l’ex governatore della Regione Puglia Nichi Vendola e l’attuale sindaco di Taranto Ippazio Stefano.

    Il rinvio a giudizio arriva in un momento importante per Taranto, a pochi giorni dalla pubblicazione sulla stampa nazionale di informazioni riguardanti livelli scioccanti di diossina rilevati nel quartiere Tamburi e resi noti in questi giorni.

    I picchi registrati a Taranto sono assolutamente abnormi: mai gli scienziati avevano trovato valori simili in Italia, se si fa eccezione per Seveso.
    Arpa Puglia ha chiesto che l’Ilva riveli cosa è accaduto.

    La diossina è un inquinante cancerogeno che può persistere per decenni nell'ambiente. Potrebbe aver contaminato gli interni delle case, fin nelle camere da letto e nelle cucine, oltre alle strade e ai terreni per i quali era in corso la bonifica.

    Al quartiere Tamburi i bambini avranno timore di raccogliere i fiori questa primavera, per paura di toccare la terra contaminata. Persiste un pericolo che riguarda il presente e il futuro. Taranto non è tornata una città normale e sicura.

    Taranto ha un bisogno atavico di giustizia. Vogliamo che il processo segni l’inizio di una nuova stagione di consapevolezza sociale e di rigenerazione istituzionale.

     

    Per PeaceLink

    Antonia Battaglia
    Fulvia Gravame
    Luciano Manna
    Alessandro Marescotti

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