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    10 luglio 2016 - Alessandro Marescotti

Nelle scuole del Tamburi la diossina si spazza con gli "spazzafoglie"

La pulizia delle aree verdi effettuate senza rispettare le indicazioni di Arpa Puglia
23 gennaio 2017 - Luciano Manna

Uno spazzafoglie o soffiatore Questa storia molto inquietante narra di bambini del quartiere tamburi che, accompagnati dai loro genitori, si recano a scuola, nel plesso scolastico di via Deledda, con il rischio serio di respirare diossina semplicemente perchè questa  non solo è persistente nei terreni provenendo dai vicini impianti industriali, ciò non basta. La fulminea e geniale mente umana ha escogitato un modo per spararla per aria anche dopo che questa si è posata sul terreno e naturalmente il tutto accade mentre sugli stessi terreni transitano gli alunni che vanno a scuola. Non è la trama di un film drammatico in cui recitano i soliti Christopher Lee o Jack Palance, è ciò che è accaduto davvero nel quartiere Tamburi di Taranto pochi mesi fa.

Accade che il 13 e 14 settembre 2016, proprio i primi giorni di scuola, sono state effettuate operazioni di pulizia nelle aree verdi adiacenti la scuola Ugo De Carolis, comprese quelle interne alla stessa struttura. Testimonianze di alcuni genitori, che in quei primi giorni di scuola accompagnavano i loro figli, ci hanno raccontato che proprio durante l'ingresso avvenivano queste operazioni di pulizia.
Il problema non consiste proprio nell'operazione fatta durante l'ingresso, operazioni che comunque per logica, vista la criticità della zona, sarebbe meglio fare quando gli alunni non sono in classe o addirittura sono a casa, ma si concretizza quando queste testimonianze ci riportano modalità operative completamente non rispettose delle indicazioni emanate da Arpa Puglia e delle più comuni norme di sicurezza sul lavoro che prevedono i giusti DPI (dispositivi di protezione individuale) che andrebbero utilizzati da chi da chi svolge queste mansioni, specie nel quartiere Tamburi.

La cosa che più ci sembra assurda è che il fogliame presente per terra, caduto prima e dopo queste L'articolo della Gazzetta del Mezzogiorno

operazioni, sia stato "spazzato" con alcuni strumenti comunemente chiamati "sparafoglie" o soffiatori, o aspirafoglie. Ma è davvero possibile che in un quartiere dove incombe una bonifica dei terreni per le note gravità conseguenti alla presenza di diossina si debba spazzare il fogliame con attrezzi che sparano aria a forte getto sul terreno? Inoltre le stesse testimonianze ci raccontano di operai senza nessun DPI: nessuna mascherina, nessuna tuta specifica indossata, semplicemente un pantalone e una maglietta. E la centralina di rilevamento della qualità dell'aria di Arpa Puglia quanto avrà "beneficiato" di questi gettiti d'aria sparati sul terreno solo per raccogliere foglie? Anche la Gazzetta del Mezzogiorno nell'edizione del 17 gennaio 2017 ha dedicato un articolo sull'accaduto.

In questo caso è impossibile non ricordare quanto è accaduto nei primi mesi del 2016, quando Ilva consegnò ad Arpa Puglia i risultati analitici dei deposimetri che diedero valori abbondantemente fuori norma e mai registrati in Italia se non durante il disastro di Seveso. In quei risultati, alcuni dei quali relativi anche ai deposimetri dello stabilimento, uno era attribuito a ciò che il deposimetro di via Orsini aveva raccolto e poi di conseguenza analizzato in laboratorio. I periodi in cui si rilevarono quei valori fuori norma erano novembre 2014 e febbraio 2015.

Per evitare ogni dubbio, e sempre facendo riferimento a quanto accaduto nella scuola De Carolis a settembre del 2016, Peacelink ha scritto a mezzo pec ad Arpa Puglia per conoscere le indicazioni che l'agenzia regionale impartisce al comune di Taranto che poi a sua volta dovrebbe indicare alle ditte che effettuano le pulizie nel quartiere Tamburi. Inoltre, Peacelink, ha informato dell'accaduto, chiedendo spiegazioni, anche il comune di Taranto e il Miur territoriale, informando per conoscenza la Procura di Taranto. Tutte le comunicazioni sono partite nel mese di ottobre del 2016. Ad oggi ci ha risposto solo Arpa Puglia, mentre il comune di Taranto e il Miur territoriale ci hanno inviato solo copia dell'attestazione di registrazione al protocollo di loro competenza (documenti in allegato). Come dire: abbiamo letto ma non sappiamo cosa rispondervi, o forse stiamo indagando, chissà.

Molto dettagliata è invece la risposta che Arpa Puglia fornisce a Peacelink. In due documenti Arpa risponde alla richiesta dando esplicita spiegazione delle norme da seguire per determinate operazioni nei terreni del tamburi: "con riferimento alla Vs. richiesta di informazioni contenuta nella PEC acquisita al ns. prot. n.76460 del 20/12/2016, circa le modalità di interventi di pulizia delle aree verdi eseguiti nelle scuole del quartiere Tamburi, si precisa che la scrivente Agenzia con nota prot. n. 26597 del 29/04/2016 ha prescritto al comune di Taranto che le "...operazioni di manutenzione del verde nelle aree in oggetto avvengano mediante aratura o rivoltamento previa bagnatura o comunque tramite pratiche di manutenzione del verde che comportino rimescolamento del terreno e del manto erboso, senza taglio".

L'attenzione ricade sulla nota prot. n. 26597 del 29/04/2016 che ArpaPuglia ha inviato al Comune di Taranto mettendo in copia per conoscenza la Regione Puglia, il Ministero dell'Ambiente, Ispra, Il Commissario Straordinario alle Bonifiche, la Provincia di Taranto, Asl di Taranto e direzione scientifica Arpa Puglia.

"Oggetto: Sfalcio del manto erboso presso centralina di Qualità dell'Aria di ARPA Puglia s'ita in Via Orsini Taranto

In riferimento a quanto in oggetto ed alla vostra Comunicazione di imminenza delle operazioni di sfalcio nel manto erboso nelle aree verdi di Via Orsini, ed a seguito della Ns comunicazione Prot 24864 del 21/04/2016 in cui si comunicava l'avvenuto accertamento del superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di cui alla Colonna A Tab. 1 AH. 5 Titolo V Parte IV del D.Lgs. 152/2006 per il
parametro PCB per le arce di cui trattasi, la scrivente agenzia rappresenta:

a) la necessità di conoscere in quali altre aree del Q.re Tamburi, ed in quale data, lo sfalcio sia già avvenuto;
b) l'opportunità che le ulteriori operazioni di manutenzione del verde per le aree in oggetto avvengano
mediante aratura o rivoltamento previa bagnatura o comunque tramite pratiche di manutenzione del verde che comportino rimescolamento del terreno e del manto erboso, senza taglio;
e) siano opportunamente considerate le dotazioni di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) per gli
operatori addetti al Servizio di cui trattasi".

Di fronte alle indicazioni di Arpa Puglia, alle richieste fatte dall'agenzia regionale al comune di Taranto e agli spazzafoglie ad aria sparata sul terreno delle scuole nel quartiere Tamburi non c'è da aggiungere nessuna parola o nessun commento, si aggiunge solo sconforto prodotto dall'approssimazione con cui si conducono determinate operazioni mettendo a rischio la salute degli abitanti del quartiere e degli alunni delle scuole. In questi giorni abbiamo appreso dai media che in queste stesse scuole è stato avviato il progetto "Scuola Senza Zaino", un bel progetto, senza dubbio, gli alunni ne beneficeranno, ma quando questi bambini potranno vedere realizzato il progetto "Scuole Senza Diossina"?

Nel frattempo attendiamo che qualcuno ci risponda e possa darci una degna spiegazione su ciò che è accaduto in quei giorni in modo da comprendere chi sia è il responsabile di operazioni così approssimative e azzardate che metteno a rischio la salute dei bambini del quartiere Tamburi che hanno diritto allo studio in un ambito sicuro per la loro salute.

Allegati

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