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Le obiezioni di PeaceLink

Xylella: UE insiste per la massiccia rimozione degli ulivi

Un monitoraggio condotto recentemente dal Dipartimento Agricoltura Sviluppo rurale ed ambientale della Regione Puglia e citato da Antonia Battaglia dell'associazione Peacelink ha preso in considerazione 150 mila piante malate: solo 200 sono risultate positive al batterio della Xylella.
13 luglio 2017
Fonte: AGI

Xylella: Ue insiste rimozione ulivi, per alcuni sacrificio inutile 


(AGI) - Bruxelles, 13 lug. - Per ora le ricerche scientifiche non hanno trovato nessuna soluzione alternativa all'eradicazione degli ulivi malati di "Xylella fastidiosa". Per questo motivo la Commissione ha dato all'Italia due mesi di tempo per rimuovere le piante infette. Lo ha spiegato la portavoce Anca Paduraro dopo l'invio di un avviso motivato alle autorita' italiane, passo avanti della procedura di infrazione che potrebbe portare, se in due mesi non verra' rispettata l'indicazione, al deferimento davanti alla Corte europea di giustizia. "Stiamo finanziando almeno due ricerche - ha detto la portavoce - e siamo in contatto con l'Universita' della California che studia da 20 anni questo problema. Le autorita' italiane sanno dal 2015 quello che devono fare: rimuovere immediatamente le piante infette". Sulla infezione degli ulivi del Salento che ha portato al disseccamento di moltissime piante in tutto il "tacco d'Italia" ci sono pareri discordanti. Un monitoraggio condotto recentemente dal Dipartimento Agricoltura Sviluppo rurale ed ambientale della Regione Puglia e citato da Antonia Battaglia dell'associazione Peacelink ha preso in considerazione 150 mila piante malate: solo 200 sono risultate positive al batterio della Xylella. "Non e' questione di negare il problema - spiega all'AGI - che e' massiccio e drammatico. Ma tagliare 2 milioni di ulivi secolari, perche' questi sono i numeri che circolano, sostituendoli con due diversi tipi di nuovi ulivi piu' resistenti potrebbe rivelarsi un sacrificio inutile per la Puglia. Esistono sperimentazioni efficaci che hanno portato al salvataggio di piante ormai quasi completamente secche: semplicemente, trattando la malattia come se fosse un fungo e non le conseguenze di un'infezione da Xylella. Perche' la Commissione esclude che questo possa essere fatto in modo esteso?" si chiede l'attivista. (AGI) 

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