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Per i carabinieri del Noe il 30% sparisce nel nulla Nel 2004 arrestate 80 persone e 4620 denunciate

Rifiuti tossici L’Italia continua a smaltirli male

«Al Sud c'è il controllo della criminalità organizzata, al Nord una imprenditoria deviata»
25 dicembre 2004 - Antonio Maria Mira
Fonte: www.avvenire.it
23.12.04

Milioni di veleni sparsi per l'Italia. Ben il 30% dei rifiuti tossici, quelli più pericolosi, spariscono nel nulla, smaltiti in maniera illegale, in qualche cava o versati direttamente sul terreno. A lanciare l'allarme è il Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente (meglio conosciuto come Noe) in occasione della presentazione del rapporto sull'attività svolta nel 2004. Rifiuti, in primo piano, dunque. Con una particolare attenzione anche per quelli radioattivi. E anche qui le irregolarità fioccano. Su 77 controlli eseguiti lo scorso anno su impianti di stoccaggio temporaneo di rifiuti radioattivi, ditte che impiegano sorgenti radioattive per scopi industriali, laboratori di medicina nucleare, ben 27 (pari al 35%) hanno fatto scoprire irregolarità, che hanno portato a 12 sequestri e alla segnalazione alla magistratura di 47 persone. La conferma dell'urgente necessità di un sito nazionale per questo tipo di rifiuti.

Ma, come detto, l'allarme maggiore riguarda i rifiuti tossici. «Si tratta - si legge nel rapporto del Noe - di una montagna di sostanze, spesso tossiche e cancerogene, che vanno ad avvelenare terra, acqua e aria del nostro Paese, in particolare le regioni del Sud». Ma, avverte il comandante del Noe, generale Raffaele Vacca, «non esiste ora in Italia nessuna regione esente da questa problematica. Se nel meridione gli interessi economici legati alla gestione del ciclo dei rifiuti si esprimono con il controllo della criminalità organizzata, nel settentrione un'imprenditoria "deviata" ricerca la complicità e il sostegno delle amministrazioni locali e della burocrazia corrotta». E il rapporto segnala come lo scorso anno sia stata sequestrata in provincia di Novara una delle più grandi discariche abusive, mentre sono state smascherate vere e proprie "bande" di eco-criminali in Romagna e in Friuli, con arresti di funzionari di enti locali e Asl.

Ma l'ambiente illegale non è solo rifiuti, come confermano le indagini dei carabinieri. Nel 2004 sono stati eseguiti 12.674 controlli, con un fortissimo incremento rispetto al 2003 quando erano stati 9.691. Ma il tasso di illegalità è rimasto praticamente uguale, passando dal 29 al 30%. «Ciò prova - si legge ancora nel rapporto - come, nonostante l'attività di controllo e di repressione sia diventata più incisiva, lo stato di salute dell'ambiente in Italia conserva un trend costante».
Tuttavia la "mano pesante" paga. Delle 80 persone arrestate nel 2004 dai carabinieri ben 69 erano accusate di traffico illecito di rifiuti, il reato previsto dall'articolo 53 bis del decreto Ronchi, introdotto nel marzo 2001. «Il business dei rifiuti prima era "pagante", anche dal punto di vista penale - ha fatto notare il vicecomandante, colonnello Emanuele Sticchi - mentre adesso è sempre più concreto il rischio di finire in cella».
E i carabinieri certo non stanno a guardare: le persone segnalate all'autorità giudiziaria, sono state 4.620 e le contravvenzioni elevate 760, per un valore complessivo di 4 milioni di euro; 905 i sequestri effettuati, per un ammontare di 760 milioni di euro.

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