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Gli articoli di PeaceLink

  • Allerta IPA
    Taranto, citizen science

    Allerta IPA

    PeaceLink chiede i "Wind Days per i cittadini"
    4 dicembre 2015 - Alessandro Marescotti
  • Oltre i mondiali di calcio. Brasile: tempo di vittoria e di sconfitta
    Le segherie che stanno tagliando gli alberi dell'Amazzonia

    Oltre i mondiali di calcio. Brasile: tempo di vittoria e di sconfitta

    Buriticupu è una di queste cittá-ponte tra la foresta e la commercializzazione del legname. I saccheggiatori devono vedersela con le comunitá indigene che vivono della foresta. Ma chi denuncia questo traffico clandestino corre rischio di vita. Amici nostri hanno dovuto fuggire da questa regione perché si sono esposti troppo individualmente. Chissá se un giorno l’attenzione internazionale seguirá con altrettanto agonismo queste sfide… e qualcuno in piú verrá a rafforzare la nostra squadra missionaria: c’è in gioco la vita del Pianeta!
    7 luglio 2014 - Dario Bossi
  • Lettera aperta al Ministro degli Esteri Giulio Terzi sull'atten​tato al giornalist​a dell'ANSA Claudio Accogli

    21 giugno 2012 - Associazione PeaceLink
  • Oggi i miei studenti hanno detto cose terribili
    Lettera aperta a Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace

    Oggi i miei studenti hanno detto cose terribili

    L'epilogo vergognoso di questa vergognosa guerra richiede a mio parere una netta condanna della Tavola della Pace. A che e' servito marciare da Perugia ad Assisi per ricordare Capitini se poi i ragazzi vedono torturare Gheddafi senza alcuna immediata presa di distanza di Napolitano e della stessa Tavola della Pace? Lo tsunami della "guerra giusta" oggi ha annichilito decenni di impegno di educazione alla pace e non possiamo continuare a fare finta di nulla.
    25 ottobre 2011 - Alessandro Marescotti
  • Padre Kizito nuovamente sotto attacco
    Accuse infondate a sfondo sessuale per appropriarsi dei beni della comunità

    Padre Kizito nuovamente sotto attacco

    PeaceLink esprime a padre Renato Kizito Sesana la propria solidarietà. Contro di lui si è avviata una campagna indegna e infondata. Come se non bastasse, domenica 29 maggio è stato sferrato un attacco armato contro la sua comunità a Nairobi, a dimostrazione di quanto la situazione stia davvero diventando pericolosa per lui.
    31 maggio 2011 - Associazione PeaceLink

Abruzzo, non è la 'ndrangheta che mancava, è la coscienza diffusa che manca

La recente scoperta di una vera e propria rete ‘ndranghetista, che ha cercato di dominare e opprimere la città di Francavilla e il circondario, è l’ultima (in ordine di tempo) dimostrazione che l’Abruzzo “isola felice” (come già scritto mesi fa) esiste solo nelle menti ipocrite di chi non vuol vedere, di chi vuol cullarsi in una pax borghese e disinteressata alle sorti comuni. La realtà dell’Abruzzo è questa da tantissimi anni.
4 marzo 2017 - Alessio Di Florio (PeaceLink Abruzzo, Ass. Antimafie Rita Atria)

I veri Cento Passi di Peppino

Le mafie, come ha scritto il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia Claudio Fava poco più di un mese fa sul blog “Mafie” curato da Attilio Bolzoni sul sito di Repubblica, vanno cercate in “certi insospettabili consigli d’amministrazione. Nelle logge massoniche coperte. Nelle carriere fulminee di certi oscuri ragionieri. […] Cercate la mafia in prossimità delle parole eleganti e discrete con cui vi spiegano che la mafia è sempre altrove, altre sono le emergenze, ben altro chiede il Paese. Infine, cercatela tra i vivi, non solo nel mesto elenco dei morti”. Una ricerca che nella nostra Regione illumina tantissimi angoli oscuri e alla luce del sole. Tra comunicati, interviste e articoli è già stato fatto oltre 50 volte negli anni lo sterminato elenco delle tantissime presenze accertate delle mafie in Abruzzo (dai luoghi avvelenati dalle ecocamorre alle cosche del vastese, dal tesoro di Ciancimino riciclato nella Marsica al post terremoto aquilano, senza dimenticare le innumerevoli inchieste sul traffico di droga e quello internazionale delle armi). Senza dimenticare le innumerevoli denunce e inchieste di Angelo Venti e della redazione di Site.it e il dossier Mare-Monti di Libera Informazione del 2008.

Giuseppe Di Lello, senatore di Rifondazione Comunista dal 2006 al 2008, presentò varie interrogazioni parlamentari sulla presenza delle mafie in Abruzzo. Il 17 ottobre 2007, tra le altre, pose l’attenzione su “un numero di istituti bancari e società finanziarie assolutamente abnorme […]; attività di indagine della Polizia giudiziaria hanno accertato una decina di bancarotte fraudolente e truffe con conseguenti indebiti arricchimenti […] ; a tal proposito gli organi di polizia hanno reiteratamente segnalato l'esistenza di ragioni di sospetto circa la presenza di interessi del crimine organizzato pugliese, siciliano e soprattutto campano in relazione a rilevanti operazioni di investimento immobiliare soprattutto sul litorale adriatico interessato da imponenti insediamenti immobiliari nel settore alberghiero e della ricreazione collettiva”. 

Un anno fa Davide Ferrone, oggi attivista dell’Associazione Antimafie Rita Atria e tra coloro che curarono il dossier Mare-Monti, sottolineò in un comunicato dell’Associazione la presenza di Pescara ai primi posti nazionali delle classifiche sulle estorsioni, riportando vari episodi di attentati ed esplosioni che potrebbero essere riconducibili ad attività criminali. Davide, racconta un anno dopo, ha “personalmente riscontrato e raccolto dal 2009 ad oggi tutta una serie di incendi dolosi, spari, inquietanti. Perché un'attività nel centro pescarese è soggetta nel 2015 a 3 danneggiamenti e principi di incendio  di chiara matrice dolosa, episodi criminosi per lo più rimasti senza un nome e cognome responsabile?Molto eloquente è quanto accade il 6 luglio 2016: in manette finiscono due giovani. A far scattare l’operazione il titolare di un negozio che denuncia il ritrovamento di una bottiglia molotov con innesco un mese prima, il 7 giugno. I due arrestati chiedevano cinquemila euro in cambio di ‘tranquillità’... sempre secondo le indagini era in programma la preparazione di un altro ordigno, in collaborazione con un malavitoso della provincia di Foggia. E cosa ci fa un pregiudicato calabrese a Città Sant'Angelo posto in stato di arresto il 19 luglio 2013 che aveva incendiato un’autovettura in Via Cona qualche giorno prima? L’ombra del riciclaggio di denaro sporco coinvolge (da molti anni) in maniera devastante la realtà della Valpescara senza colpo ferire ovvero, almeno in superficie, in totale scioltezza. Risulterebbe un eccessivo shock scoprire che in diversi casi aprire un'attività vuol dire investire denaro 'sporco' anziché i propri risparmi e mutui sudati?” Sono tutti interrogativi che Davide Ferrone pone un anno dopo la denuncia del comunicato.

La DIA un anno e mezzo fa scrisse nero su bianco che ci sono “imprenditori senza scrupoli che potrebbero rappresentare un’efficace testa di ponte per i gruppi camorristici”. I traffici della prostituzione e delle droghe esistono perché qualcuno li alimenta. E le risposte sono nelle “tiepide case”, nei borghesi divani dell’alta società, nel jet set della “città bene”. La stessa che regala soldi alle mafie il sabato sera in ben conosciute stanze d’albergo o ai margini di viali altrettanto noti. Nella cronaca ha fatto capolino la parola omertà, ci si è stupiti della mancanze di denunce. Ma quante volte si rimane in silenzio, non si denuncia, non si mette la faccia, si rimane inerti di fronte ad un luogo di spaccio, ad una persona che diventa ingranaggio del “mercato”? Ogni volta si diventa complici, mafiosi, assassini di ognuno delle vittime (dirette e indirette) della droga. Potenti clientelari e mafiosi, pupari e pupi appaiono comodi quando bisogna chiedere un “favore”, bussare ad una porta, perseguire interessi personali tramite facili scorciatoie clientelari. Ma nel momento in cui ci si disinteressa (o meglio, ci si interessar solo quando si può servire ed essere favoriti), si gira la testa dall’altra parte di fronte a corruttele e consorterie, non ci si schiera (trincerandosi dietro fatalismo e qualunquismo d’accatto) o ci si schiera con il forte (arrivando anche ad infangare, insultare, colpire il debole), si è già scelta la mafia, la si favorisce e si è votato contro il proprio territorio, per incatenarlo e devastarlo.  Si sono scelti i criminali, i colletti bianchi, le piovre.  Se questo è l’Abruzzo di oggi l’omertà è padrona in tantissimi posti. E’ vero che da tantissimi anni in un comune del vastese, da persone anziane e contadini, si sente parlare di strani movimenti notturni, di scavi sul greto del fiume, di fusti che qualcuno dice di aver visto abbandonare e sotterrare, ma pubblicamente nulla esiste e si dice?! E’ vero, o è solo un’omonimia, che non lontanissimo dalla Francavilla finita alle cronache per la ‘ndrangheta, che un’azienda in odor di camorra lucrerà su un pesantissima commessa nel totale e assoluto silenzio generale nella Regione in cui negli Anni Ottanta uno dei cavalieri catanesi dell’apocalisse effettuò opere marittime e negli Anni Novanta almeno 15 comuni appaltarono il servizio di raccolta rifiuti urbani a Gaetano Vassallo, allora imprenditore legato al clan dei Casalesi?!

Quella massoneria a cui fa riferimento Claudio Fava è presente anche qui, nel nostro Abruzzo. Ambienti e influenze compaiono  improvvisamente nelle cronache, cercando sul web si trova qualcuno che sembra voler denunciare una sua presunta influenza, notizie fanno riferimento a personaggi che entrerebbero in sodalizi per far carriera o che sono protetti nelle loro posizioni perché già affiliati, enti e uffici sono più che chiacchierati perché senza grembiule e compasso non si muoverebbe foglia (ma mai uno solo che abbia il coraggio di metterci la faccia, di denunciare e non sussurrare)  ma alla fine tutto si perde come in un porto delle nebbie.

Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2017 ore 13:30
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