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Full Internet in Africa: sogno o realta'?

22 dicembre 1997 - Enrico Marcandalli

Mi occupo di comunicazione elettronica con il sud del mondo da un paio d'anni e quindi e' naturale che un tema come questo attriri la mia attenzione. Mi stavo preparando per partire per Nairobi e avevo consultato qualche sito Web kenyota per capire se c'era la possibilita' di acquistare un abbonamento temporaneo a Internet in SLIP (quelli che da noi vengono venduti sulle 250 milalire all'anno) per poter continuare a leggere la mia posta e gestire da remoto le pagine di PeaceLink. Dalle pagine Web consultate non si capisce molto, ma chi ha la pazienza di scavare un pochino puo' ricavarne alcuni dati molto ma molto interessanti.

Innanzitutto quanti Internet Service Provider vi sono attualmente in Kenya? Due anni fa, quando venni per fare il setup della redazione di Africanews, non esistevano Service Provider che fornivano collegamenti Full Internet, simili a quelli che abbiamo noi in Italia forniti Iol oppure TIN. Vi erano solo accessi Fidonet-Like, cioe' basati sulla povera (ma efficace) tecnologia Fidonet e appoggiati ad alcuni gateway (porte di comunicazione) con Internet, uno dei quali e' a Londra presso la sede di GreenNet.

Al momento (1997) ve ne sono 8. Pero', mi sono detto, un bel passo avanti per un paese che ha problemi ben piu' seri e infrastrutture telefoniche in cattivo stato. Ma vediamo insieme alcuni dati per capire meglio cosa significano questi 8 service provider kenyoti. Il salario medio di un dipendente statale del Kenya e' circa di 70/80 dollari al mese. Ma i dipendenti fissi sono davvero pochi. La maggior parte della popolazione di Nairobi vive negli slums ai bordi della citta' e ogni giorno percorre circa 10 chilometri a piedi in cerca di un lavoro occasionale in centro perche' il biglietto dell'autobus e' troppo caro per le loro tasche.

Nairobi e' anche il quarto centro mondiale delle Nazioni Unite questo significa centinaia se non migliaia di funzionari, membri di ONG, ambasciate, agenzie varie eccetera. Nonche' centinaia di Banche estere, filiali di aziende e istituzioni. Qual'e' lo stipendio medio di queste persone? Non lo so, ma dalle tariffe attuali di tutti i Service Provider posso intuire che non sia molto basso, anzi, ho la vaga idea che siano stipendi da favola.

Perche' questa operazione matematica? Ma chiaramente perche' un boccone prelibato come il Web su Internet che consente di collegare il mondo intero in tempo reale non puo' mancare a un tecnico che si occupa di affari internazionali qui in Africa. Quasi tutti i fornitori hanno tariffe attorno ai 150/200 dollari al mese (si, avete letto bene), ma non e' finita. Nei 200 dollari al mese non sono compresi i Kb che vengono trasferiti durante la navigazione sul Web oppure nella ricezione e spedizione della posta elettronica. Per questo c'e' una tariffa aggiuntiva che varia. Da un'offerta di un service provider (Form-Net) possiamo comunque dedurre che non sia poco. Infatti l'offerta e' di 380 dollari *tutto compreso* al mese.

In questa situazione e' chiaro che si crea un filtro naturale che esclude da questo circuito di comunicazione globale importantissimo tutte le piccole ONG e costringe le altre a selezionare le proprie risosre. Le ONG locali sono del tutto escluse e i piccoli gruppi di base, come Koinonia Community, non si possono nemmeno sognare di poter accedere al Web da Nairobi.

Quando parlo di ONG e gruppi locali mi riferisco anche alle persone che vivono ai margini della citta' ma che si sono organizzati, che stanno lottando per una vita migliore o per aiutare gli altri in condizioni peggiori. Vi sono poi numerosi gruppi di Rifugiati dal Rwanda, Burundi, ex-Zaire, Sudan che si sono organizzati e vogliono manifestare al mondo intero la loro situazione e quella del loro paese. Purtroppo la maggior parte di loro ha trovato posto solo negli slums, senza stipendio ne' sussidi statali (come da noi).

Indirizzi di siti Web Kenyoti
http://www.arcc.or.ke
ARCC (sito universitario)

http://www.africaonline.co.ke
Africa Online (commerciale con sede a Boston USA e sedi locali in Costa D'Avorio, Ghana, Kenya, Tanzania, Zimbabwe, Mali e Sud Africa)

http://www.form-net.com
(Form-Net, commerciale con POP in Nairobi due o tre importanti altre citta' del paese)

http://www.utando.com
(I-Connect, commerciale come sopra)

http://www.swiftkenya.com
(Swift Global, commerciale, con POP in Nairobi, Mombasa e Kampala - Uganda)

http://www.net2000ke.com
(Net 2000, commerciale)

http://www.nbnet.co.ke
(NairobiNet, commerciale)
Ma e' davvero importante essere sul Web in Africa? Tenendo conto che il WWW sta diventando sempre piu' il terreno dove non solo le aziende ma anche i gruppi a carattere sociale, le organizzazioni di volontariato possono pibblicare documenti, appelli, notizie di prima mano, condurre campagne o pubblicare foto e filmati importanti si intuisce che esso costituisce una risorsa importantissima che, se negata in questo modo, tende a ripercorrere la strada dei media tradizionali, governati dai monopoli.

Certo, abbiamo la telematica povera, ma come al solito la telematica povera ai poveri e quella ricca ai ricchi. Esiste pero' una strada che si puo' percorrere (come i salmoni) al contrario, risalendo la corrente. Noi di Africanews stiamo tentando e questo mio viaggio a Nairobi e' un tentativo di arginare (anche di poco) lo strapotere dei media.

In queste giornate i redattori di Africanews stanno imparando cos'e' il Web, come accedervi, come pubblicare e organizare i documenti, come reperire informazioni.

Naturalmente il tutto in locale. Sul portatile che mi sono portato c'e' l'intero sito di PeaceLink (circa 30 Mb) e costituisce un ottimo esempio. Le lezioni giornaliere sono su HTML, file attach, compressione delle immagini, struttura dell'ipertesto, organizzazione del sito, diffusione delle informazioni sfruttando tutte le risorse di Internet.

In questo modo loro potranno preparare le pagine per Africanews, di altre testate indipendenti e di altre piccole ONG africane. Potranno organizzare i siti qui in Africa e spedire a noi di PeaceLink il lavoro finito, sicuri che sara' letto comunque, nonostante i 200 dollari al mese, in tutto il mondo.

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