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    Consultazione pubblica della Commissione Europea

    Per un'Europa a difesa dei poveri

    La politica europea dello sviluppo deve essere a beneficio dei poveri, diciamolo forte e chiaro al commissario europeo Louis Michel.
    18 marzo 2005

    La Bandiera della pace e la Bandiera europea viaggiano assieme Sono tempi molto duri per la cooperazione allo sviluppo. E' necessario oggi l'impegno di tutti perché i più poveri della terra non vengano dimenticati, sacrificati a nuove priorità strategiche, a nuove paure e vecchi interessi.

    In Europa, il più grande donatore del mondo, le istituzioni dell'Unione Europea svolgono un ruolo molto importante. La Commissione europea, che da cento giorni ha un nuovo presidente -il portoghese Barroso, successore di Prodi- e che include commissari dei dieci nuovi paesi membri dell'UE, ha un nuovo commissario allo sviluppo e aiuto umanitario, il liberale belga Louis Michel.

    Il commissario Michel ha deciso di lanciare una consultazione pubblica sulla politica europea di cooperazione allo sviluppo, basata su un testo che propone una serie di temi come base per la discussione, e che dovrebbe sfociare in una ridefinizione di un documenti di base sulla politica europea dello sviluppo. Il testo e le modalità di partecipazione si trovano qui (solo in inglese e francese, purtroppo):

    http://www.europa.eu.int/comm/development/body/theme/consultation/index_en.htm

    Si tratta di una occasione importante per fare sentire la propria voce presso una istituzione che indubbiamente soffre di un deficit di democrazia e che spesso non sa presentare ai cittadini che un immagine burocratica e lontana.


    I rischi di un progressivo crescente asservimento agli interessi dei ricchi del pianeta

    Questo periodo è cruciale. C'e' il rischio concreto che l'aiuto pubblico allo sviluppo venga progressivamente asservito alle più vaste logiche degli interessi di politica estera.

    La "globalizzazione", per quanto vago ed impreciso sia il termine, accelera l'urgenza di temi come la sicurezza, il commercio, le migrazioni, l'ambiente. La tentazione di diluire il senso e il significato della cooperazione allo sviluppo è forte.

    La Costituzione europea, e i poteri nuovi che in politica estera deriveranno alle istituzioni europee, genera pure tentazioni di una politica di "potenza" che metta in bilancio difesa, diplomazia, faccia emergere nuovi partner prioritari ad est e nel medio oriente e diluisca l'impegno per gli obbiettivi di riduzione della povertà.

    L'analisi del documento proposto dalla Commissione ed aperto alla discussione purtroppo conferma decisamente questi timori. Si tratta di un testo spesso ambiguo, a volte sinceramente attento a proporre miglioramenti, ma altre volte inaccettabile.

    Eppure la Costituzione europea, firmata a Roma il 29 ottobre 2004 (e che dovrebbe entrare in vigore tra un paio d'anni circa) riporta all'art. 3 l'eliminazione della povertà tra gli obbiettivi ispiratori delle relazioni dell'UE col resto del mondo.

    La situazione in Italia

    L'Italia è un paese dove, al di là di una certa retorica, da molti anni ormai manca attenzione istituzionale per i temi della cooperazione allo sviluppo.

    Ormai l'Italia è fanalino di coda tra i grandi paesi dell'Unione Europea per la percentuale del prodotto interno lordo (PIL) destinata all'aiuto pubblico allo sviluppo (per un'analisi recente e facilmente leggibile del drammatico stato in cui versa la cooperazione allo sviluppo italiana : http://www.metamorfosi.info/schede_sbilanciamoci/06-12-2004%20sintesi%20libro%20bianco%20cooperazione.pdf ). Se a livello di enti locali si è manifestata nel corso degli ultimi anni una attenzione crescente, questa non basta certo a compensare, in termini di risorse, il netto declino dell'impegno dello stato.

    Non è un caso quindi che da anni ormai molti italiani guardino alle istituzioni dell'Unione Europea, e in particolare alla Commissione europea, come ad un partner fondamentale per lo sviluppo.

    E' vero tuttavia che la società civile del nostro paese è particolarmente attiva su molti dei grandi temi del rapporto Nord-Sud, della povertà e della cooperazione allo sviluppo.

    In questi giorni per esempio è partita in Italia la ‘Coalizione contro la povertà', promossa da moltissime organizzazioni movimenti e ong sul tema degli ‘obbiettivi del millennio' adottati nel settembre del 2000. Si tratta di un solenne impegno sottoscritto da tutti i paesi membri delle Nazioni Unite, articolato in otto vasti obbiettivi (http://www.developmentgoals.org/) .

    Esiste un riscontro oggettivo dell'impegno particolare della società civile italiana. La Commissione europea ha infatti dedicato il mese scorso a questo tema il periodico sondaggio ‘Eurobarometro' realizzato in tutti i paesi dell'UE. Gli italiani si sono dimostrati tra gli europei meglio informati, con il 19% al corrente dell'esistenza degli obbiettivi del millennio. Non è moltissimo, ma è una percentuale nettamente superiore alla media.

    La campagna di Peacelink

    Proponiamo quindi una campagna di massiccia adesione a questa consultazione, attraverso l'invio per e-mail di un testo che ribadisca quelli che devono essere gli impegni prioritari della politica europea di sviluppo, in linea con gli obbiettivi del millennio sottoscritti dalle Nazioni Unite e ripresi dalla neonata Costituzione europea.

    Facendo questo non siamo soli: giovedì 24 febbraio proprio il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita le altre istituzioni dell'UE, Consiglio e Commissione, a mettere in opera le raccomandazioni recentemente formulate dall'economista dello sviluppo Geoffrey Sachs, consigliere del segretario generale dell'ONU per accelerare l'implementazione degli obbiettivi del millennio, aumentando significativamente il livello degli aiuti, che dall'attuale 0,42% deve raggiungere al più presto lo 0,7% del PIL europeo, come ormai da lungo tempo auspicato.

    Le risposte alla consultazione possono essere solo prese in considerazione se redatte in inglese o in francese. Abbiamo ritenuto che l'inglese fosse accessibile al più gran numero di persone, e mancano purtroppo le risorse e il tempo per mettere a disposizione anche una versione in francese. Una traduzione completa in italiano è disponibile.

    I redattori del testo hanno colto l'opportunità dell'inaspettata apertura da parte della Commissione europea a discutere temi e proposte anche piuttosto tecniche sulle modalità di implementazione dell'aiuto pubblico europeo, per entrare in qualche dettaglio. Ci scusiamo se alcune parti del testo potranno parere di conseguenza di difficile comprensione. Possiamo assicurare che sono anch'esse pienamente ispirate dalle considerazioni generali riprese in queste pagine.

    Questo testo e' articolato nei seguenti punti chiave:

    Tema 1: Gli obiettivi della politica di sviluppo della Comunità/Unione Europea
    Tema 2: Sviluppo e sicurezza
    Tema 3: Commercio e sviluppo
    Tema 4: Migrazioni e sviluppo
    Tema 5: Ambiente
    Tema 6: una politica dell’UE o una politica dei 25+1 ?
    Tema 7: Partenariato: rafforzare la padronanza dei processi e una più larga partecipazione
    Tema 8: Settori prioritari e temi trasversali
    Tema 9: un quadro tematico comune per le politiche di sviluppo dell’UE e degli stati membri
    Tema 10: Differenziazione
    Tema 11: Situazioni di transizione, tra aiuti umanitari e aiuti per lo sviluppo
    Tema 12: allocazione delle risorse finanziarie
    Tema 13: iniziative globali
    Tema 14: modalità di aiuto

    Il testo da inviare al commissario Michel essere letto nella sua integrita' all'indirizzo:

    http://italy.peacelink.org/europace/articles/art_10210.html
    (Versione italiana)

    http://italy.peacelink.org/europace/articles/art_10211.html
    (Versione inglese)

    Per aderire alla campagna promossa da PeaceLink, basta inviare la versione inglese del testo all'indirizzo email

    dev-ipm-consultations@cec.eu.int

    mettendo in copia carbone nascosta (CCN o BCC) l'indirizzo dell'associazione PeaceLink: info@peacelink.it

    Il tutto andrebbe effettuato entro il 19 marzo 2005, data di chiusura della consultazione, ma suggeriamo ai ritardatari di inviare le proprie email anche dopo questa data, come forma di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni europee.

    Ringraziamo in anticipo tutti quelli che aderiranno a questa iniziativa, e vi preghiamo di segnalarci la vostra adesione alla nostra proposta. E' importante conoscere il numero delle persone che hanno preso parte alla nostra azione di sensibilizzazione.

    La redazione di PeaceLink.it

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