Neroazzurro per l'Africa
Eravamo rimasti scandalizzati nell'apprendere che le multinazionali del farmaco hanno smesso di produrre in quantità sufficiente una medicina efficace: si fanno pochi profitti con le malattie del poveri. Avevamo ascoltato allibiti che per curare la malattia si dovevano usare farmaci a base di arsenico che non poche volte uccidono chi viene curato, trasformando il trattamento in una roulette russa.
Incredulità, ironia, scetticismo. Poi la domanda: sono abbastanza diffuse queste trappole nero-azzurre? "Purtroppo no. La stoffa in Congo scarseggia. E dire che funzionano bene, sono più efficaci degli insetticidi", ritorna alla carica la dottoressa. Il mio racconto finisce qui. Che fare?
Lanciamo l'informazione su Internet e vediamo cosa salta fuori. Chi vuole farsi promotore dell'iniziativa ce lo segnali all'email volontari@peacelink.it o al cellulare 347.1463719. E' assurdo che lì in Africa arrivino tante armi e schifezze assortite ma non le bandiere dell'Inter.
Sul numero attualmente in edicola del settimanale Vita trovate a pagina 11 questa campagna.
Per costribuire alla campagna: conto corrente postale 13403746 intestato a PeaceLink, casella postale 2009, 74100 Taranto (causale "neroazzurro per l'Africa"). Mandare in aereo drappi neroazzurri è antieconomico ed è per ora più conveniente acquistare la stoffa in Africa.
Sito web: http://www.kimbau.org/
E-mail: volontari@peacelink.it
Cellulare: 347.1463719
Fax e segreteria telefonica: 1782273886.
Per saperne di più:
http://www.who.int/tdr/publications/publications/tsetse_traps.htm
http://www.fao.org/DOCREP/004/T0599E/T0599E09.htm
http://www.itdg.org/?id=tsetse_christmas
http://www.truehealth.org/agnew10.html
http://www.nri.org/tsetse/FAQ/blueblac.html




