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Peacelink pubblica in esclusiva il libro Cluster Bomb di Andrea Appetito (Altrastampa Edizioni, 2002)

Cluster Bomb: letteratura e parola per disinnescare le bombe

Frammenti di vita deflagrata: è quello che resta dopo l’invenzione della Cluster Bomb. Il libro di Andrea Appetito svela la forza distruttiva della bomba e si propone come esperimento per sabotarla.

4 luglio 2006 - Paola Merciai

La copertina del libro Come si può reagire all'invenzione e all'uso della "Cluster Bomb"? Forse ci siamo dimenticati di loro, le "Bombe a Grappolo", usate per la prima volta in Kosovo e poi in seguito in Afghanistan, forse le più distruttive che l'uomo sia stato capace di creare, ma la realtà della Cluster Bomb e della sua forza devastante non riguarda solo i teatri di guerra: è anche qui, in mezzo a noi.

Nel libro "Cluster Bomb" di Andrea Appetito, la Bomba a Grappolo diventa una metafora di tutte quelle forze distruttive, centrifughe, laceranti, mistificanti e mistificate che viviamo ogni giorno, senza accorgercene neanche più.
La capacità delle Cluster Bombs di deflagrare automoltiplicandosi, e di lacerare così lo spazio e il tempo nel quale viviamo è solo l'aspetto più drammatico ed evidente della realtà precaria, disgregata e frammentata nella quale anche noi viviamo, apparentemente al riparo dall’effetto devastante delle bombe, protetti-imprigionati dalla retorica di una società delle cose, che "spalma creme di ottimismo quando serve".

Un libro come Cluster Bomb si propone come esperimento per sabotare, disinnescare la bomba e soprattutto svelare, scoprire il gioco di mistificazioni e falsificazioni che la società ha costruito attorno ad esse. Questo non è un libro sulle bombe in quanto tali, piuttosto è un libro di frammenti, brani, capitoli, brandelli di una realtà che l'autore prova a guardare e rimettere insieme, in un tentativo di opporsi alla bomba, perché:


c’è in ognuno di noi un istante di libertà che attende di schiudersi e che un giorno senza preavviso ci sottrarrà alla nostra finzione trasfigurandoci
Opporsi alla bomba, sabotarla "a lungo raggio" e "a lungo termine", è atto che necessita uno sguardo nuovo e più consapevole sulla realtà, è gesto composto di tanti momenti, che si intrecciano tra loro in un'operazione che l'autore definisce alchemica, e nella quale il lettore è chiamato direttamente a ricreare, anch'egli con l'autore, la realtà.

Alcuni bossoli inesplosi L'autore osserva la realtà deflagrata, fatta a pezzi dalla bomba, osserva ciò che resta di essa, brandelli e frammenti, che appaiono nei luoghi più impensati, nel gabinetto di casa che ci troviamo improvvisamente in salotto, nelle mani che infilavamo nelle zolle della terra e che oggi non abbiamo più, nella gamba accorciata affinché siamo vinti dalla paura e finiamo per preferire di zoppicare piuttosto che volare. Ognuno di questi frammenti di vita imperfetta e malata, storpia, monca, vanno raccolti, custoditi per la storia che hanno da raccontare, sono ciò che resta della vita, della storia, della nostra memoria.

I frammenti di una vita deflagrata però, non basta raccoglierli, seppure con cura, con amore, essi si prestano ad un ulteriore tentativo: sono pezzi di una realtà da ricomporre, senza presunzione, seguendo i tratti di ciò che la bomba distrugge, la figura umana: testa, tronco, sesso, arti superiori, arti inferiori, cercando forse di ritrovare anche un punto di vista, una prospettiva, quella "di taglio".

Ma prima il capitolo Innesco, innesco della deflagrazione che, come avviene sui campi di guerra, così avviene anche nella nostra testa, ma anche innesco di un tentativo di nuova vita, un nuovo feto che in questa realtà non vuole venire alla luce.

L'esplosione di una singola cluster bomb Così come l'uomo ha costruito la bomba e ha distrutto la società, vestendola di falsi miti, di caosmetica, di retorica vuota come la bottiglia vuota che si lancia lontano, di compulsione a liberarsi delle miriadi di parassiti, di corpi estranei da cui l'uomo si sente minacciato, in una volontà di purificazione e pulizia forzata, così l'uomo può disidratarsi e tornare allo stato fetale, anche solo restando fermo, aggrappato al lenzuolo ombelicale, per poi reidratarsi fino alle dimensioni normali, con una nuova consapevolezza.

L'amore che resta, nel tempo della bomba, è l'amore dei vecchi, condannato da tutti, è l'amore scandaloso, l'amore che rientra in un capitolo intitolato tronco e sesso, come tronconi senza arti sono i protagonisti di uno dei racconti, è sentimentalismo centrifugo.

Ogni dettaglio nel libro è significativo e simbolico allo stesso tempo: la copertina è dominata dal giallo, il colore delle Cluster Bombs appunto. Ironicamente sono gialle proprio come i pacchi alimentari per i profughi e la popolazione, ed anche il colore diventa modalità di inganno.

Anche la scrittura è deflagrata, la punteggiatura è saltata, è parte di quelle strutture costrittive della società retorica, che ci vogliono dare una lettura obbligata delle cose e che regolano anche il flusso e il ritmo del nostro respiro quando leggiamo.

Queste le riflessioni nate dalla lettura di Cluster Bomb e dal dialogo con l’autore, un modo diverso di guardare la realtà, di scoprire che la bomba a grappolo fa parte della nostra vita ogni giorno, e quindi la ricerca di un modo per disinnescare la sua potenza distruttiva.

Andrea Appetito in questo libro ha proposto il suo modo di sabotare la bomba, riconoscendone le tracce innanzitutto, e la sua ricerca continua in nuove direzioni: ora sta preparando un documentario sulle carceri brasiliane, ha incontrato detenuti, la realtà parallela, costretta, in cui le relazioni sono ridotte ai minimi termini, specchio delle costrizioni della nostra società.


Di ClusterBomb Peacelink inzialmente intendeva pubblicare qualche stralcio. Poi l'autore ha deciso di mettere online il libro, perché tutti possano leggere.
Lo alleghiamo in questo editoriale.

Allegati

  • Andrea Appetito - Cluster Bomb (753 Kb - Formato pdf)
    Versione integrale del libro. Può essere scaricato e redistribuito liberamente a condizione di non alterare l'opera e non per fini di lucro. Viene rilasciato sotto licenza Creative Commons. Per dettagli si veda su http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/deed.it
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