Editoriale

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Dioxin Free
    Cosa dicono i parlamentari

    Dioxin Free

    Un disegno di legge redatto in orario scolastico da alcuni studenti dell'Istituto Righi. E' un progetto didattico dal titolo "Un giorno al Senato". Nell'incontro a Roma cinque senatori e due deputati si sono detti favorevoli a presentare il Disegno di Legge "Dioxin Free"
    12 ottobre 2011 - Alessandro Marescotti
  • "Non Vale". Documentario sulla multinazionale del ferro Vale
    Accade in Brasile

    "Non Vale". Documentario sulla multinazionale del ferro Vale

    Dall'estrazione del minerale di ferro alla devastazione dell'ambiente
    Silvestro Montanaro
  • Taranto: la Asl blocca la vendita delle cozze del primo seno del Mar Piccolo
    Le analisi sono state compiute dall’istituto zooprofilattico di Teramo

    Taranto: la Asl blocca la vendita delle cozze del primo seno del Mar Piccolo

    Dai prelievi effettuati il 13 giugno, sarebbero risultati valori medi di pcb (policlorobifenili) e diossina sommati superiori agli 8 picogrammi per grammo previsti dalle norme.
    22 luglio 2011 - ANSA
  • Dalla Foresta Amazzonica al quartiere Tamburi di Taranto, il lungo viaggio della polvere rossa
    Padre Dario Bossi nella campagna internazionale evidenzia il nesso fra sfruttamento minerario e disboscamento

    Dalla Foresta Amazzonica al quartiere Tamburi di Taranto, il lungo viaggio della polvere rossa

    La polvere rossa che si poggia sul quartiere Tamburi è la stessa polvere rossa che causa proteste in Brasile. La Vale è attualmente al centro di una campagna di contestazione internazionale coordinata dai missionari comboniani brasiliani che difendono la foresta Amazzonica e le popolazioni locali.
    16 luglio 2011 - Alessandro Marescotti
Le recenti verifiche dell'Arpa Puglia fanno emergere valori di diossina 27 volte superiori al limite europeo di 0,4 nanogrammi a metro cubo. Che fare?

Diossina a Taranto, un problema nazionale. Occorre adottare le migliori tecnologie disponibili

L'Ilva di Taranto diffonde - tramite il camino dell'impianto di agglomerazione - diossina a largo raggio con un camino di 220 metri. Tale diossina ricade non solo sulla città di Taranto ma su una vastissima area geografica, a seconda dei venti. Entra nel ciclo alimentare e contamina. Come fronteggiare il pericolo di cancro e malformazioni?
5 luglio 2007 - Nello De Gregorio

Foto dell'Ilva scattata il 16 giugno alle ore 19, nel periodo "sotto controllo" della diossina... Notare: piccolo sbuffo di fumo, ma nessuna "cappa" grigia! La diossina c’è e ce n’è molta. L’allarme non era dunque infondato. E’ inutile a questo punto girare attorno o cercare di disquisire sui primi dati pubblicati dall’Arpa. Tra l’altro sulla stessa attendibilità di questi primi dati, già di per sé impressionanti (11,1 nanogrammi su metro cubo come media nei tre giorni di rilevamento) pesa l’incognita sulle modalità dei prelievi effettuati (ad esempio nulla viene detto circa la temperatura a cui sono avvenuti i prelievi. Giova infatti ricordare che il processo di massima formazione delle diossine avviene a temperature tra i 200 ed i 450 °C mentre a livelli superiori dominano i processi di distruzione delle diossine).

Equivocare, come qualcuno maldestramente potrebbe fare, fra i due valori ovvero quello espresso come concentrazione, (cui fa riferimento la legge 152/06) per il quale l’impianto di agglomerazione sarebbe a norma, e quello espresso come Indice di Tossicità Equivalente non può reggere in alcun modo.

D’altro canto lo stesso decreto legislativo sulle BAT raccomanda l’adozione di tecniche da adottarsi per la depolevrazione dei fumi dal processo di sinterizzazione nell’impianto di agglomerato in grado di garantire valori di PCDD/F inferiori o fino a 0,5 ng TEQ/Nmc.

Non a caso la Regione Friuli Venezia Giulia proprio recentemente ha prescritto che le emissioni dall’impianto sinterizzazione agglomerato di Servola non debbano superare 0,4 ng/Nmc e che l’eventuale superamento determinerebbe la chiusura immediata dell’impianto.

La CEE ha posto come limite all’emissione di diossine e furani il valore di 0,1 ng/Nmc (nanogrammi su normal metro cubi) espresso come equivalente tossico di TCDD. Come è noto fra tutti i componenti delle diossine e furani il gruppo più tossico è proprio il composto tertraclorodibenzodiossina che è stato assunto a riferimento attribuendogli un coefficiente di tossicità unitario.

Ora non bisogna perdere tempo. A mio avviso occorrerebbe la rapida convocazione del tavolo dell’Atto di Intesa al fine di pervenire alla definizione di un programma di interventi da parte di Ilva mirati alla installazione nell’impianto di sinterizzazione dell’agglomerato di una fra le tecnologie di rimozione di PCDD/F oggi disponibile e consolidata nelle applicazioni industriali.

I precipitatori elettrostatici tecnologicamente avanzati quali gli elettrofiltri MEEP (moving electrode electrostatic precipitator) che Ilva ha installato a seguito delle prescrizioni contenute nel DPR sull’area a rischio si rivelano efficaci nel sistema di abbattimento e di contenimento di altri inquinanti ma insufficienti contro le diossine.

Occorre senza indugio passare alla applicazione della tecnologia dell’adsorbimento che avviene con l’iniezione a monte degli elettrofiltri di polvere di carbone e/o eventuali altri additivi (calce e carbonato o bicarbonato di sodio). Con questa tecnica le PCDD/F allo stato gassoso sono adsorbite sulla polvere di carbone e/o altro e vengono poi abbattute negli elettrofiltri.

Tale tecnologia ove è stata applicata ha finora permesso di rispettare i limiti di emissione per le diossine con valori attorno o di poco superiori lo 0,1 ng TEQ/Nmc..

Se non si procede rapidamente su questa strada c’è una sola alternativa per il bene della comunità ovvero la chiusura dell’impianto.

Nello De Gregorio

Note:

Per informazioni di approfondimento cliccare su http://www.tarantosociale.org

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy