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    Ma abbiamo un capo del governo che la nega

    L'immigrazione è un fenomeno positivo

    L’immigrazione dovrebbe quindi essere governata, e un governo intelligente dovrebbe preoccuparsi di accelerare e migliorare il processo di integrazione. Invece abbiamo un governo che già nella precedente campagna elettorale ha esasperato i lati negativi di questo fenomeno e fatto della immigrazione il capro espiratorio di tutti i nostri mali.
    19 giugno 2009 - Padre Kizito (missionario comboniano)

    L’ immigrazione e’ un fenomeno in se’ positivo e arricchente per la società Italiana. Ci provoca all’apertura sociale e culturale, e, incidentalmente ma forse per alcuni e’ la cosa più importante, crea ricchezza. Tutte le statistiche lo dimostrano.

    Eppure abbiamo un capo del governo che la nega, che addirittura non la vede.

    L’Italia e’ già una societa’ multi-etnica. L’ho visto nelle scuole di Torino dove sono andato coi bambini del Koinonia Children Team lo scorso dicembre: in alcune classi i figli di immigrati arrivavano al 60 per cento, e gli insegnanti erano giustamente orgogliosi della straordinaria ricchezza rappresentata dai loro bambini, anche se, ovviamente, qualche problema c’e’. Queste aule multi-etniche ormai nelle medie e grandi città’ sono la regola. Ma chi frequentano i nostri governanti?

    L’immigrazione dovrebbe quindi essere governata, e un governo intelligente dovrebbe preoccuparsi di accelerare e migliorare il processo di integrazione. Invece abbiamo un governo che già nella precedente campagna elettorale ha esasperato i lati negativi di questo fenomeno e fatto della immigrazione il capro espiratorio di tutti i nostri mali.

    Così i barconi carichi di persone che non sono criminali, ma sono poveri che vengono in cerca di lavoro, che sfuggono a persecuzioni, guerre e fame, sono stati dipinti come ricettacoli di delinquenza. Chiunque abbia frequentato i veri delinquenti – a me ogni tanto capita – sa che si vestono, bene, si profumano e usano tutti i trucchi per apparire piu’ belli di ciò che sono dentro.

    Cio’ che e’ successo giorni fa alla stazione di Palermo e’ stato emblematico. Una persona con problemi psichici ha incominciato a prendere a martellate due anziani. Uno dei due e’ morto poco dopo e l’altro e’ ancora in pericolo di vita. C’erano presenti decine e decine di persone, e nessuno e’ intervenuto. Quando sono arrivati due ragazzi Nigeriani, “irregolari”, hanno bloccato l’ assassino che stava fuggendo e l’ hanno consegnato alla polizia. In quel momento tutti i coraggiosi palermitani presenti, tutti rigorosamente italiani doc, hanno circondato l’assassino ormai inoffensivo ed hanno cercato di ammazzarlo a botte.

    Non basta aver dato ai due ragazzi il permesso di soggiorno per cancellare la vergogna che questi fatti ti fanno crescere dentro.

    Note:

    Avete appena letto un recente intervento del "missionario pedofilo" di cui in queste ore si sta parlando su giornali e TV. Per accusarlo e diffondere discredito sulla sua persona hanno creato una "catena di Sant'Antonio" di e-mail anonime. E infine una TV locale di Nairobi ha mandato in onda un servizio di accuse. E così è ora di pubblico dominio l'accusa di pedofilia che in questi mesi era circolata con email anonime giunte anche in Italia. Non è stata presentata alcuna denuncia alla polizia locale, che tuttavia ha dovuto aprire un'inchiesta dopo il servizio della TV locale.

    Dietro tutto ciò la longa manus della mafia locale: "So che alcuni criminali - ha spiegato padre Kizito - ricorrono ad accuse a sfondo sessuale per instillare paura sia nei laici che nei religiosi che operano con i giovani, di solito con l'intento di estorcere denaro. Non sono affatto disposto a cadere in questa trappola".

    L'obiettivo è quello di impossessarsi dei beni della comunità di padre Kizito, frutto delle donazioni di tanti volontari italiani e del supporto di chi, come PeaceLink, lo ha sostenuto.

    Alessandro Marescotti

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